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Il Re | La recensione del film di David Michôd su Enrico V per Netflix

04/11/2019 recensione film di Francesco Chello

Robert Pattinson, Timothée Chalamet e Joel Edgerton sono i protagonisti di una ricostruzione storica malinconica e nel complesso riuscita

Il Re Timothée Chalamet film 2019 netflix

Dopo un po’ di aggiunte recenti a tema horror, thriller e sci-fi, Netflix tenta la strada del film storico per la sua ultima coproduzione originale (insieme alla Plan B di Brad Pitt e altri studios indipendenti). Dal primo novembre, infatti, il catalogo del colosso streaming si arricchisce della presenza de Il Re (The King), ultima fatica di David Michôd, regista australiano che aveva già lavorato con Netflix in occasione di War Machine, nel 2017. Il film era stato presentato in anteprima mondiale il 2 settembre scorso, in occasione della 76ª Mostra del Cinema di Venezia, a cui aveva preso parte come proiezione fuori concorso. Dopo altri festival (Londra, Mill Valley, Busan), l’11 ottobre ha goduto di una limited theatrical release in Irlanda, Stati Uniti, Spagna, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Giappone.

Il Re si focalizza sulla figura di Enrico V, in particolare su una fase precisa e circoscritta della sua vita, dall’ascesa al trono al matrimonio con Caterina di Valois, passando ovviamente (e soprattutto ) per la battaglia di Azincourt. La sceneggiatura, firmata a quattro mani dallo stesso Michôd insieme a Joel Edgerton (i due avevano già collaborato in occasione di Animal Kingdom e The Rover – di quest’ultimo Edgerton aveva firmato il soggetto, oltre a recitarvi), prende ispirazione più o meno vagamente dall’Enrico V di Shakespeare e dalla ricostruzione di eventi storici realmente accaduti. L’opera shakespeariana era stata già stata oggetto di due adattamenti cinematografici: nel 1944, portata sullo schermo da Laurence Olivier, mentre nel 1989 era stata la volta di Kenneth Branagh, entrambi nel doppio ruolo di regista e attore protagonista.

il re film netflix posterCome dicevo, la versione di Michôd ed Edgerton non è una vera e propria trasposizione cinematografica dell’Enrico V di Shakespeare, almeno non in senso stretto; ne prende spunto per raccontare alcuni eventi realmente accaduti, cercando di modernizzare lo stile narrativo evitando la solennità dell’opera teatrale. Il risultato sullo schermo è quello di un titolo nel complesso riuscito, senza dubbio interessante, magari non un successo eclatante ma sicuramente una piacevole sorpresa considerando molti dei risultati recenti delle produzioni Netflix.

Il Re è un film che parla attraverso l’evoluzione del suo protagonista, mediante il quale racconta un periodo importante della storia d’Inghilterra. Un personaggio che gode di una buona caratterizzazione e che si trova a crescere, cambiare ed arricchirsi in corso d’opera.

Siamo agli inizi del XV secolo, sul trono siede Enrico IV (Ben Mendelsohn, anche lui di nuovo con David Michôd dopo Animal Kingdom), le cui scelte sciagurate hanno condotto il paese ad anni di sanguinose guerre fratricide. Il protagonista della nostra storia è Hal, primogenito del Re, che disprezza il padre nella sua persona e nella sua politica, riluttante a seguirne le orme, rifiuta la vita di corte preferendo una condotta dissoluta fatta di feste, alcol e donne, vivendo tra la cosiddetta gente comune. Il disprezzo è contraccambiato da Enrico IV che, gravemente malato, designa il secondogenito Tommaso come suo erede al trono. Un avvenimento che involontariamente riporta Hal sulla strada del Regno, l’amore fraterno lo spinge ad andare in battaglia per proteggere Tommaso, affrontando in prima persona il principe Percy in un corpo a corpo (in armatura) talmente verace da risultare genuinamente (e volutamente) goffo in alcuni frangenti, ma anche sentito e crudo nel suo epilogo.

Il carattere di Hal inizia a delinearsi, l’apparenza menefreghista comincia a fare posto ad un coraggio quasi incosciente. L’episodio, dicevo, scatena senza volerlo un effetto domino che porterà Hal al trono; Tommaso non comprende il gesto, anziché provare gratitudine si sente messo in imbarazzo, si vede oscurato, si ostina a combattere e poco tempo dopo muore sul campo lasciando il fratello come unico erede alla corona. Dopo un confronto col padre sul letto di morte in cui non mostra pietà o ravvedimento sul genitore, Hal diventa Re, l’Inghilterra ha il suo Enrico V. I sentimenti che lo hanno allontanato dal padre sono quelli che lo guidano da sovrano, il nuovo Enrico non ha voluto riconciliarsi col genitore ma vuole farlo col suo regno, vuole la pace, pone fine alla guerra interna. Ma i conflitti lo corrodono, la corte brulica di serpi, intorno a sé sente diffidenza. Morale della favola, l’idea di pace dura poco, Enrico fa giustiziare i traditori in un’esecuzione che lascia il segno con una decapitazione mostrata per intero ed in primo piano. Momenti che fungono da antipasto di quella che sarà la svolta cruciale della sua storia (e del film, ovviamente), ovvero la dichiarazione di guerra ai francesi.

Un personaggio mutevole, che mostra più sfaccettature, coraggio e lealtà, incoscienza e sfrontatezza, ma anche rimorso ed insicurezza. Vivremo i suoi dubbi, le sue svolte ideologiche, un modo interessante per raccontare le gesta di quello che viene considerato come un Re di valore, uno dei migliori di Inghilterra nonostante il suo regno sia durato solo nove anni, capace di unire il suo popolo sotto la stessa causa a differenza di quanto ottenuto dal padre.

Il re film netflix robert pattinsonUn Re che ha il volto indovinato di Timothée Chalamet, giovane interprete franco statunitense che nel film avrà modo di parlare entrambe le lingue, oltre che ricordare fisicamente, in qualche modo, i lineamenti del vero Enrico V, almeno a giudicare dai ritratti dell’epoca – attore che, curiosamente, di secondo nome si chiama sul serio Hal. Chalamet offre una performance convincente, intensa, a tratti tormentata; il viso acerbo potrebbe suscitare delle diffidenze che vi consiglio di superare, una gioventù che aderisce al vero aspetto anagrafico del personaggio e che meglio rende il pro-cesso di crescita repentina a cui Enrico viene sottoposto, incluse le difficoltà che ne conseguono. Un protagonista che trova la giusta spalla in Joel Edgerton che da autore ha l’intelligenza di evitare manie di protagonismo, ritagliandosi un prezioso ruolo di supporto. L’attore australiano interpreta John Falstaff, unico personaggio di fantasia, tra l’altro presente nell’Enrico IV parte I e II di Shakespeare, il quale si era ispirato a Sir John Oldcastle, ma non ne aveva potuto utilizzarne il vero nome a causa delle intransigenze della famiglia, all’epoca molto potente. Falstaff è l’unico vero amico di Enrico, un uomo genuino, spontaneo, rozzo ma sagace, fine stratega, valoroso combattente, si rivelerà determinante per le sorti del conflitto. Di contro, invece, bisogna menzionare il personaggio meno azzeccato, l’antagonista Luigi, delfino di Francia, affidato a un imparruccato Robert Pattinson, insopportabilmente sopra le righe (e col finto accento francese), fin troppo teatrale, si sposa malissimo con la drammatica seriosità del tono generale. Lily-Rose Depp (figlia di Johnny) interpreta Caterina di Valois, un ruolo piccolo ma significativo, che sarà la spinta finale per completare l’evoluzione di Enrico.

Il Re, quindi, predilige un tono malinconico, si sofferma sull’aspetto drammatico e intimista della vicenda, sul tormento interiore del protagonista, le sue scelte e le loro conseguenze. Anche nei momenti di successo manca quell’appagamento tipico del trionfo, nella gloria c’è sempre traccia di inquietudine.

La parte centrale del film potrebbe risultare un po’ statica, ma riesce a mantenersi sul confine di interesse senza mai cadere nella noia; una fase preparatoria ripagata da una concitata battaglia finale che non cerca spettacolarizzazione, ma realismo e crudezza, scene di massa in cui dominano fango, ferro e sangue, uno scontro collettivo emotivamente forte. Un agguato sul terreno paludoso frutto di strategia, coraggio e determinazione e in cui trova il suo peso anche un discorso motivazionale/patriottico di Enrico che sembra quasi guardare (senza fare paragoni inopportuni) ad Al Pacino e il famoso centimetro. Durante il suo svolgimento, il conflitto cambia profondamente Enrico, che conquista la prima roccaforte (grazie a suggestivi attacchi fiammeggianti) con un atteggiamento riflessivo, attendista e magnanimo, ma che dopo le barbarie di Luigi (che arriva a decapitare ragazzini) diventa risoluto, interventista e concreto, mette da parte il senso di pietà, arriva a sporcarsi le mani e combattere in prima persona.

Il re film netflixSul finale de Il Re, c’è tempo per un doppio confronto che sottolinea ancora una volta i due lati del carattere di Enrico, dapprima il dialogo con la futura moglie Carolina che riporta a galla dubbi e insicurezza che il giovane Re sarà bravo a trasformare in autostima e risolutezza nel successivo faccia a faccia con un traditore – twist che si rivela espediente utile a ravvivare la narrazione, in linea con le esigenze dello spettatore moderno particolarmente portato per il colpo di scena.

La regia di David Michôd è coerente con la struttura, enfatizza l’introspezione e la drammaticità, sul piano tecnico non manca di virtuosismi intriganti – su tutti, l’apprezzabile piano sequenza sul protagonista, nel mezzo della convulsa battaglia di Azincourt. Le scene di massa sono ben coordinate, ricostruzione scenografica e paesaggi naturali donano il giusto aspetto al contesto, con le riprese che si sono tenute tra Szilvásvárad (Ungheria) e il Lilcolnshire (Inghilterra) da giugno ad agosto 2018.

In definitiva, un film che al netto di un passo più rilassato nella fase centrale e di un Robert Pattinson fastidiosamente fuori ruolo, sfrutta un punto di vista accattivante per raccontare eventi storici di un certo rilievo, concedendo il giusto spazio alla componente emotiva ed alla caratterizzazione di un interessante personaggio principale, senza trascurare (nel momento cruciale) l’aspetto epico della battaglia, delle spade e del sangue tipico di un prodotto di questo tipo.

Di seguito il trailer italiano di Il Re, nel catalogo di Netflix dall’1 novembre:

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