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8/10 su 15128 voti. Titolo originale: Joker , uscita: 02-10-2019. Budget: $55,000,000. Regista: Todd Phillips.

Joker | La recensione del film di Todd Phillips sul pagliaccio principe del crimine (Venezia 76)

05/09/2019 recensione film di William Maga

Il regista abbandona i trascorsi comici per un'opera problematica e ambigua, lontanissima da qualsiasi cinecomic e sorretta da un'interpretazione memorabile di Joaquin Phoenix

Joaquin Phoenix in Joker (2019) film

Quasi nessun altro cattivo dei fumetti gode della medesima popolarità che ha la nemesi di Batman per eccellenza: il Joker. Nelle produzioni cinematografiche e televisive, il popolare personaggio della DC è già stato affrontato in diverse incarnazioni: da Jack Nicholson nell’adattamento cinematografico degli anni ’80 diretto da Tim Burton, al fenomenale lavoro di doppiaggio di Mark Hamill nella serie animata (e nel videogioco Arkham), fino alla deludente interpretazione di Jared Leto nel dimenticabile Suicide Squad del 2016. Tuttavia, nessun’altra rappresentazione dello psicopatico anarchico con il trucco da clown è stata elogiata in modo così generoso come quella di Heath Ledger, scomparso prematuramente nel 2008, la cui memorabile performance è stata anche onorata da un premio Oscar per il miglior attore non protagonista. Proprio a causa del capolavoro di recitazione di Ledger – e a parte il tentativo miseramente fallito di Leto – nessun altro attore si era più avvicinato a questa figura. Lo scetticismo iniziale era quindi altissimo quando, qualche anno fa, è arrivata la notizia che era in preparazione un film solista dedicato proprio al Joker , che peraltro avrebbe affrontato le origini del personaggio.

Joker film 2019 PosterDato che una delle caratteristiche più importanti del pagliaccio principe del crimine è storicamente stata la mancanza di certezze sulla sua provenienza e come sia degenerato in questa figura folle e devastata, l’idea di un Joker demistificato sembrava ancora più preoccupante. Quando però si è saputo che niente meno il dotatissimo Joaquin Phoenix avrebbe assunto il ruolo principale, almeno parte del precedente scetticismo è svanito nei fan. Ma ciò che ha comunque mantenuto alta la tensione è stata la scelta del regista, ricaduta abbastanza stranamente su Todd Phillips, noto principalmente per commedie del calibro di Una Notte da Leoni e Trafficanti. Tuttavia, mano a mano che la macchina del marketing ha cominciato a fare il suo corso, le riserve sul progetto sono state dissipate. I trailer mostravano qualcosa di apparentemente lontano dai soliti cinecomic commerciali, offrendo un approccio inaspettatamente problematico e cupo al Joker.

Lo scorso weekend, il film è stato infine presentato in anteprima mondiale in concorso alla 76a Mostra del Cinema di Venezia, confermando quanto di buono si era precedentemente intuito.

Ma togliamoci subito un dubbio: di cosa parla effettivamente Joker? Todd Philipps si dedica qui alla storia di Arthur Fleck (Phoenix), miserabile con turbe psichiche che, imbottito di farmaci, vive immerso in una metropoli degli anni ’80 in piena crisi economica e divorata dai ratti, ma che vuole soltanto diffondere gioia e divertimento nel prossimo. Tuttavia, per via del suo comportamento eccentrico e l’incomprensione dell’infermità mentale che lo affligge, è bersaglio per lo più di scherno e insensati gesti violenti. Sebbene Arthur viva ancora con la fragile madre Penny (Frances Conroy), non desidera altro che diventare un giorno un cabarettista da stand-up comedy, trovando grande ispirazione nel conduttore di talk show Murray Franklin (Robert De Niro). Dal momento che il disturbato pagliaccio non sembra poter trovare il suo posto a Gotham City e la sua sventura non pare avere termine, esasperato una notte commette un atto che scatenerà una reazione a catena di azioni sempre più discutibili.

In tempi di giganteschi universi di supereroi condivisi marchiati Marvel e DC, Joker appare quasi come un piccolo miracolo. Il film non è riconducibile infatti – almeno all’apparenza – a nessun macrocosmo fumettistico, ma riesce a reggersi completamente in piedi da solo. I fan duri e puri, che pretendono trasposizioni quanto più fedeli dei loro beniamini sul grande schermo, dovrebbero però fare attenzione: anche se Joker si ispira liberamente a personaggi del mondo fantastico di Batman, non si basa su alcun modello preesistente particolare e consegna al clown anarchico una storia delle origini completamente inedita (che pur molto vagamente guarda a The Killing Joke di Alan Moore). Anche coloro che generalmente si aspettano un intrattenimento più classico tipico dei film di supereroi arrivati fino ad ora (compreso l’osannato Logan – The Wolverine, che gioca comunque nel campionato di una Lega inferiore), dovrebbero ugualmente fare attenzione: il lungometraggio di Todd Phillips – marchiato con l’R-Rated, ricordiamolo – è piuttosto uno studio del personaggio davvero cupo, deprimente e sorprendentemente violento, in cui la trasposizione di un fumetto è solamente un pretesto per ben esplorare altro.

Robert De Niro e Marc Maron in Joker (2019)Narrativamente e stilisticamente, Joker è stato apertamente influenzato da un paio di classici diretti da Martin Scorsese, ovvero Taxi Driver e Re per una notte (ma le atmosfere a tratti ricordano quelle di Requiem for a Dream di Darren Aronofsky) Fin dalle prime battute, lo spettatore è attirato nel mondo del protagonista, ricreato attraverso scenografie minuziose, fino allo sconvolgente finale. Già all’inizio, il regista ci fa entrare nella psiche tremolante di Arthur. Il film si apre con il protagonista intento a provare l’espressione finta di una maschera da clown, mentre sullo sfondo sentiamo una voce alla radio che parla del decadimento della società e di Gotham City. L’unicità dell’insieme: anche se il pubblico potrebbe già immaginare a quale trasformazione Arthur andrà incontro nei successivi 118 minuti, Todd Philipps riesce a trovare un approccio empatico a questa figura, avvicinandoci a quell’uomo visibilmente instabile e che soffre di gravi problemi di salute psichica. Arthur Fleck si sente tradito dalla società – come se non avesse un posto nel mondo – e ogni tanto deve anche prendersi una dose di botte a causa delle sue risate incontrollabili che spesso vengono mal interpretate da chi gli sta intorno, che derivano proprio dalla malattia mentale. Il fatto che proviamo compassione per il personaggio principale nelle prime fasi rende ancora più spiacevole vederlo precipitare in un pozzo pieno di decisioni discutibili dal quale non può più risalire, con i confini tra realtà e finzione che diventano sempre più labili. A quel punto, Arthur non tiene più traccia delle conseguenze delle sue azioni a causa della sua visione distorta del mondo e solo quando è troppo tardi ne capisce le conseguenze.

Proprio come (presumibilmente) alcuni mal giudicheranno Joker dopo la sua uscita e lo piegheranno alle loro ragioni per gli scopi sbagliati, la stessa cosa accade all’interno del microcosmo mascherato da dramma dei personaggi. Anche se qui di tanto in tanto viene suggerita una lotta di classe tra ricchi e poveri – l’antitesi di Arthur non è altri che una nuova versione di Thomas Wayne (Brett Cullen) – Todd Philipps, che ha scritto anche la sceneggiatura, lascia che i confini classici tra ‘Bene’ e ‘Male’ si confondano così tanto che lo spettatore non può più permettersi di schierarsi da un lato o dall’altro. Da un punto di vista narrativo, Joker corre grandi rischi per una produzione da 50 milioni di dollari di budget e nella sua reiterata asprezza presenta un ritratto della violenza che suona brutale e spaventoso a causa proprio del realismo in cui si muove il film.

Tuttavia, il risultato complessivo sarebbe stato forte nemmeno la metà di quel che è se non fosse per la maiuscola prova di Joaquin Phoenix nel ruolo principale. L’attore 44enne è la forza trainante del film e l’intensità che emana fisicamente e visivamente assorbe letteralmente chi guarda. Per esempio, quando lo osserviamo macilento mentre danza in modo inquietante in preda a una sensazione di liberazione, diventa subito chiaro con quale devozione Phoenix si sia approcciato al personaggio. Lo stesso Robert De Niro merita un elogio nei panni di Murray Franklin (chiaro omaggio al suo Rupert Pupkin del 1983), mostrandosi in forma come non lo si vedeva da diverso tempo, garantendo irresistibile energia e carisma alle sue scene.

Joaquin Phoenix in Joker (2019) todd phillipsAppare evidente che abbiamo sottovalutato Todd Philipps per troppo tempo come cineasta. Quale tipo di film è quindi meglio di Joker per un regista che viene dal comico per mostrare al mondo le sue abilità nello studio di un personaggio, nello specifico di un uomo che si rende conto di essere preso sul serio dal suo ambiente solamente quando smette di essere un pagliaccio per tutto il tempo?

Per alcune delle sue ardite decisioni nel mondo reale, Joker sarà probabilmente frainteso da alcuni malpensanti e si scontrerà certamente con opinioni divergenti. Ma se avete aspettato a lungo un film tratto dai fumetti che non vuole unirsi compulsivamente a nessun universo cinematografico di sorta, che è largamente ancorato al realismo e che non si sottrae alla descrizione di un personaggio principale che compie azioni moralmente riprovevoli, sarete ampiamente ricompensati.

In definitiva, Joker è l’approfondito studio di un personaggio mascherato sotto le sembianze di un cinecomic che, nonostante diversi prestiti da altri film, possiede una propria identità narrativa ed estetica, intraprende strade coraggiose ed è elevato alla grandezza da una magistrale performance di Joaquin Phoenix. Todd Philipps ha creato il film che un personaggio come il Joker meritava: pura anarchia. Se l’eventuale successo al botteghino lancerà una ‘moda’ presso gli studi hollywoodiani solo il tempo lo dirà. Per adesso, godiamoci questa preziosa mosca bianca.

Di seguito, sulle note di Smile di Jimmy Durante – il full trailer in versione italiana e internazionale (per meglio apprezzare le voci originali) di Joker, nei nostri cinema dal 3 ottobre:

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