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6/10 su 2282 voti. Titolo originale: The Babysitter , uscita: 13-10-2017. Regista: McG.

La Babysitter | La recensione del film horror di McG (per Netflix)

17/10/2017 recensione film di William Maga

Netflix mette in cascina una horror comedy indecisa e ben poco ispirata, che nemmeno Samara Weaving riesce a salvare

la babysitter netflix film samara

Mai come negli ultimi tempo, gli anni ’80 vengono dipinti come un periodo magico. Dalla musica all’abbigliamento, per arrivare ai film horror più brutti, ma in fondo non così tanto, tutto viene rivalutato con malinconia. E quest’atmosfera ormai perduta è quella che Netflix prova ancora una volta a catturare con La Babysitter (The Babysitter), ennesimo film originale che prova a mescolare momenti genuinamente sanguinolenti e commedia giovanile.

the-babysitter-poster-netflixTuttavia, nonostante la titillante premessa, McG, che ritorna dietro la mdp dopo tre anni, conferma non solo di essere un regista inadatto all’horror, ma anche di aver perso la vena inventiva che aveva caratterizzato il suo Charlie’s Angels, annegata a quanto pare nelle secchiate di sangue e cliché che vediamo qui. Intuizioni o trovate anche solo vagamente brillanti lasciano il posto a un umorismo spicciolo e derivativo (i ‘what the fuck’ sparati a caratteri cubitali in sovraimpressione nascono vecchi …), a qualche bacio lesbo per solleticare gli ometti che dovessero mettersi alla visione e a qualche raro effetto speciale che mette in luce il talento di chi si è occupato di realizzarlo.

Appoggiandosi a una delle fantasie maschili più in voga a ogni età, il film è incentrato sul rapporto tra un ragazzino e la sua babysitter, talmente perfetta che sembra essere stata inviata a casa sua direttamente dall’alto dei cieli. Forse. Questo angelo biondo risponde al nome di Bee (Samara Weaving) ed è così adorabile e legata a Cole (Judah Lewis) che né lui né i suoi genitori sembrano curarsi del fatto che Cole sia abbastanza grande per non aver più necessità di una balia da un pezzo. Il 13enne è puro e innocente e viene bullizzato da tutti nel quartiere, ma gli basta chiacchierare con Bee di Star Trek, Predator o di Ellen Ripley a cena e rubare soltanto un fugace momento al di lei diabolico bikini rosso fuoco quando giocano in piscina per essere contento e dimenticare le angherie. E poiché i suoi genitori sono andati via per tutto il fine settimana, Cole intende catalizzare tutte le attenzioni di Bee, almeno fino al momento in cui dovrà andare a dormire.

Dopo aver pensato che il ragazzino sia sprofondato nel mondo dei sogni, Bee invita però tutti i suoi stereotipatissimi amici per fare festa: c’è la cheerleader svampita Allison (Bella Thorne), il quarterback muscoloso Max (Robbie Amell), il tizio di colore John (Andrew Bachelor), cui spettano urla e overacting a oltranza, la gotica – e asiatica – Sonya (Hana Mae Lee) e Samuel (Doug Haley), un timido nerd che appare un pesce fuor d’acqua, per il quale è stata pianificata una nottata indimenticabile. Comincia quindi il classico gioco della bottiglia, che presto si trasforma in Bee che pianta alla vittima designata due pugnali nel cranio per dare inizio a un misterioso rituale. Lei e i suoi amichetti hanno deciso di seguire la moda delle sette e così, per fare un patto con il Diavolo, hanno bisogno del sangue di innocenti come Samuel … e come Cole. Quindi, se il ragazzino vorrà superare la notte indenne dovrà stare attento e darsi una svegliata, mettendo in pratica gli insegnamenti appresi su come farcela con le proprie forze nella dura vita quotidiana.

la babysitter netflix filmCon La Babysitter, McG tenta come molti altri prima di lui di trovare la formula per ricreare il retrogusto da tipico b-movie anni ’80, fatto di dialoghi pessimi e decisioni senza senso, innestando un impianto alla Baby Birba – Un giorno in libertà o alla Mamma ho perso l’aereo sopra quello di uno slasher esagerato e – ci si augura – consapevole di non prendersi sul serio nemmeno per uno degli ottantacinque minuti di durata. Ad esempio, la semplicissima sceneggiatura di Brian Duffield (Insurgent) si sforza più a spiegare perchè il personaggio della Thorne vesta un tipico abito da cheerleader piuttosto che di razionalizzare il motivo per cui Cole ritorni in casa dopo che già era riuscito a fuggire con fatica.

Tutto ok (?) viste le premesse e la dichiarazione di intenti (se mai queste possano essere davvero accettabili per qualcuno …), fatto sta che il risultato è comunque piuttosto fallimentare sia dal lato prettamente orrorifico – troppo ‘finto’ e privo di qualsiasi tensione -, sia da quello ilare, viste le battute anche di pessimo gusto (tipo quella sull’AIDS) e sempre ben poco azzeccate anche quando vogliono ricordarci Scary Movie, che da quello del coming of age action/avventuroso, apprezzabile (forse) soltanto da un pubblico dell’età del giovane protagonista, visto che dovrebbe diventare piuttosto complesso relazionarsi alle imprese di un tredicenne per chiunque altro.

the-babysitter-bella-netflixE dire che Samara Weaving (Mayhem, Monster Trucks) si dimostra ancora una volta un’attrice da tenere d’occhio e capace di interpretare ruoli con inusuale imprevedibilità. Con il poco a disposizione, la sua Bee riesce ad essere infatti più della tipica “gnocca da paura” da ammirare che d’un tratto si trasforma in seducente diavolessa, conferendo al personaggio ironia e sarcasmo (naturalmente da apprezzare in lingua originale, il doppiaggio italiano fa più danni di un serial killer).

Diverse spanne sopra alle piattissime reazioni di Amell, Thorne e Lee, tutti incredibilmente svogliati. Anche Lewis, da effettivo co-protagonista, non è disprezzabile, spiccando in ogni caso maggiormente nelle scene al fianco della coetanea Emily Alyn Lind (la ragazzina della porta accanto) che in quelle con i colleghi maggiorenni, probabilmente perché in quei casi il tenero umorismo presente non ruota intorno ad aspetti razziali o di genere.

Come accennato, ci sono almeno un paio di gustose “sequenze di morte” che coinvolgono soprattutto teste, ma in fin dei conti vengono un po’ buttate lì nel vuoto e si perdono nel mare dell’indecisione generale di un film intento a provare a essere troppe cose diverse per riuscire almeno ad avvicinarsi anche a uno solo degli (s)cult ai quali guarda con ammirazione.

Di seguito il trailer internazionale di La Babysitter, nel catalogo Netflix dal 13 ottobre:

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