Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » La recensione concisa | Sospesi nel tempo di Peter Jackson

6/10 su 948 voti. Titolo originale: The Frighteners , uscita: 18-07-1996. Budget: $30,000,000. Regista: Peter Jackson.

La recensione concisa | Sospesi nel tempo di Peter Jackson

06/01/2021 recensione film di Marco Tedesco

Nel 1996, Michael J. Fox era il protagonista di una horror comedy ironica e dagli effetti speciali sofisticati, snobbata dal pubblico dell'epoca

Ripensandoci oggi, non è chiaro perché, quando uscì nei cinema nel 1996 (in Italia sarebbe arrivato l’anno successivo) Sospesi nel tempo non funzionò per niente al botteghino americano (circa 16.5 milioni di dollari incassati a fronte di un budget di 26). Eppure c’erano tutti i presupposti per piacere al grande pubblico: effetti speciali prodigiosi, l’ex golden boy Michael J. Fox come protagonista, Robert Zemeckis in veste di produttore e il neozelandese Peter Jackson (reduce dal controverso Creature del cielo) alla regia, che coinvolse nella scrittura della sceneggiatura la fidata Fran Walsh.

sospesi nel tempo film posterSiamo dalle parti della commedia horror tendente al macabro, tra spiritelli allegri e presenze malefiche che trasportano subito lo spettatore in una zona di stupore permanente. Il film ha evidentemente una marcia in più rispetto alla media dei titoli presentati in quegli stessi anni, proprio perché il regista sa raccontare, attraverso i mirabolanti trucchi digitali e altre diavolerie, una ghost story poliziesca sorretta dall’ironia capace di tenere botta per quasi 2 ore, raccontando tra spaventi e risate la convivenza più o meno pacifica tra esseri umani ed ectoplasmi.

“Ma come diavolo avranno fatto?”, ci si chiede subito vedendo la terrificante sequenza d’apertura, con il Male che gonfia le pareti come fossero di gomma e serpenteggia sotto i tappeti. A indagare su quei fenomeni paranormali è chiamato allora un esoterico detective (Fox) che campa facendo terrorizzare i suoi possibili clienti da un trio di fantasmi (Chi McBride, Jim Fyfe e John Astin) ingaggiati come soci d’affari.

Anni prima, la tranquilla cittadina di Fairwater fu scossa da un massacro perpetrato in ospedale da un portantino poi fritto sulla sedia elettrica (Jake Busey); ma qualcosa suggerisce all’intristito ghostbuster Frank Bannister che la sospetta epidemia di infarti sulla quale sta investigando la polizia venga dalla stessa mano omicida. Non fosse altro perché ogni vittima porta impresso sulla fronte, come un marchio a fuoco, un numero progressivo …

Fa davvero paura, come suggerisce il titolo originale The Frighteners, questo film tutt’altro che per bambini (non a caso venne distribuito col V.M. 14), che mescola le atmosfere del gotico, il thriller e l’horror con alcuni scatti geniali (su tutti quello che chiude il film). Anche se il tono rimane tra il beffardo e lo scanzonato infatti, Peter Jackson distilla in Sospesi nel tempo un cupo senso mortuario che aggiorna la lezione di popolarissimi titoli come Ghost e La morte ti fa bella.

John Astin in The Frighteners (1996) sospesi nel tempo“La morte non è un bel modo di campare”, protesta infatti uno dei fantasmi che danno da vivere al protagonista. Naturalmente, però, queste putrescenti masse ectoplasmatiche che interagiscono coi personaggi in carne e ossa finiscono con il conquistarsi la simpatia del pubblico: c’è il balordo afroamericano anni Settanta in stile Shaft, l’incartapecorito giudice Roy Bean uscito dal Far West e perfino il sergentaccio dal turpiloquio facile di Full Metal Jacket, Ronald Lee Ermey, interprete – naturalmente – di un severissimo spettro a guardia di un cimitero.

Tutti comunque mammolette in confronto all’incappucciato Cupo Mietitore (svolazza strappando letteralmente il cuore dal petto della gente …) attraverso il quale il già incenerito killer dell’ospedale continua a uccidere nell’ansia di superare il famoso cannibale russo Andrej Čikatilo, che rubò il ‘record’ di vittime agli Stati Uniti.

E se è vero che potrebbe bastare affidarsi allo scombinato ‘complotto’ spiritistico, la cui unica pecca è forse quella dell’eccesso (di tutto, di più e, nel finale, forse di troppo …), Sospesi nel tempo è un film che bisogna (ri)vedere affidandosi al plusvalore fantastico di un racconto che sembra un remake del Settimo sigillo girato sotto Lsd.  Resta un’opera originale e divertente, ma anche inquietante per il suo aspetto tetro, congeniale a un regista nato, non a caso, la notte di Halloween, che sarebbe ‘esploso’ soltanto qualche anno dopo con la trilogia di Il Signore degli Anelli.

Di seguito una scena di Sospesi nel tempo: