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6/10 su 176 voti. Titolo originale: Avengement, uscita: 24-05-2019. Regista: Jesse V. Johnson.

Missione Vendetta | La recensione del film di Jesse V. Johnson con Scott Adkins

25/11/2019 recensione film di Francesco Chello

L'attore britannico picchia come un dannato, dimostrando ancora una volta di meritarsi un posto tra i big del genere

Scott Adkins e Nick Moran in Avengement (2019)

Uscito da un paio di mesi in home video in Italia, Missione Vendetta (Avengement) è l’ultimissimo lavoro di Scott Adkins, nel recente passato ancora più prolifico che in precedenza per la gioia dei suoi ammiratori, nonché dei fan di un tipo di cinema di cui l’attore inglese è fiero rappresentante contemporaneo.

Se me lo chiedete, uno come Adkins è un attore/atleta sottovalutato, con doti marziali e numeri sopra la media, che purtroppo non sta raccogliendo quanto meriterebbe, almeno in termini di grande pubblico. Perché in realtà, Scott ha un seguito (anche nutrito) di amanti del genere che sa tributargli i giusti meriti, mentre quello che ancora gli manca è la grande occasione da parte di un cinema mainstream che si è accorto finora di lui affidandogli solo particine mortificanti di cui tutti avremmo fatto a meno.

Avengement film poster 2019Fosse nato una quindicina d’anni prima, avrebbe di certo raccolto la sua fetta di gloria nell’epoca d’oro del cinema action old style. Un’epoca di cui Scott Adkins coglie in pieno lo spirito e che, per nostra fortuna (nella sua sfortuna), lo spinge ad andare avanti con impegno e dedizione saziando la nostra fame di botte e azione in un momento storico in cui, almeno sul fronte occidentale, non abbiamo tantissimi eredi su cui poter contare. Decine di titoli (quasi sempre) direct-to-video han visto impegnato l’attore con la stessa grinta e determinazione di una produzione di grido, cura dei dettagli e tanto allenamento da parte di uno che da fan (con tanto di poster di Jean-Claude Van Damme appeso in cameretta) ha avuto la fortuna, conquistata con la bravura, di passare dall’altro lato dello schermo.

Missione Vendetta segna la sesta collaborazione tra Scott Adkins (qui anche executive producer) e il regista Jesse V. Johnson, suo connazionale. I due si sfiorano nel 2005 sul set di Pit Fighter, in cui Scott Adkins ha un ruolo minuscolo in cui nemmeno combatte. Poi, improvvisamente, nel 2017 scoppia l’amore con cinque produzioni in un biennio: Savage Dog, Accident Man, The Debt Collector, Triple Threat (la recensione) e, appunto, questo Missione Vendetta. Inutile dirvi che, al momento, quattro su sei rimangono ad oggi inediti in Italia (è arrivato anche Accident Man), titoli trascurati da una distribuzione che se fossero stati dei drammoni in cui il marito tradisce la moglie perché ha scotto i bucatini avremmo avuto una ressa di pretendenti che nemmeno a Wall Street.

Ad ogni modo, con le sei collaborazioni, Jesse V. Johnson sembra quasi voler insidiare il binomio Adkins / Isaac  Florentine, in vantaggio a quota sette film e con un ottavo – Seized – in arrivo (addirittura nove se contiamo anche Legend of Hercules in cui il regista faceva da second unit director). Un confronto decisamente impegnativo – e non intendo solo numericamente; per i veri fan di Scott Adkins quello di Isaac Florentine non è un nome come un altro e non vi devo certo spiegare il perché, mi basterebbe dire Boyka per convincervi a lasciare qualsiasi cosa stiate facendo in questo momento e farvi librare in aria tirando calci volanti in segno di riverenza.

Regista e protagonista giocano in casa, poiché il film si svolge in Inghilterra, viene girato a Londra. Si respira una sorta di clima brit pulp, in cui i volti tipicamente britannici la fanno da padrone. Penso a Nick Moran o Craig Fairbrass, i pezzi grossi della banda, ma anche (se non soprattutto) ai vari sgherri che la compongono o i galeotti che popolano la prigione. Per non parlare di un linguaggio dannatamente colorito in cui il numero di ‘fuck’ (e le sue derivazioni) aspira probabilmente al record di Scarface, seguito a ruota da ‘cunt’ tra gli intercalari più gettonati. Con Scottie che può insistere sul suo accento senza troppi paletti in quella che, nel complesso, risulta una buona prova attoriale e non solo fisica.

Scott Adkins in Avengement (2019)La storia di Missione Vendetta, scritta dallo stesso Jesse V. Johnson insieme al fidato Stu Small (già a bordo di The Debt Collector e Accident Man), è incentrata su vendetta e violenza e verte su un minimo di intrigo criminale con annessi affari di famiglia e tradimenti. Le figure familiari vengono contrapposte, da un lato il rapporto con l’amatissima madre e dall’altro quello tra fratelli, a dir poco conflittuale. Scott Adkins viene presentato come un tipaccio, dal look tremendamente vissuto. Capelli rasati, ustione sul lato destro del viso, cicatrice su quello sinistro, denti in metallo. Una violenza che parte da un volto e che sarà corroborata dai fatti. Detenuto scortatissimo, trasmette pericolosità prima ancora di agire. Emblematica la sequenza iniziale dell’evasione solamente suggerita: le porte di un ascensore che si chiudono sul protagonista e la sua scorta e si riaprono su corpi privi di sensi col prigioniero che può darsi alla fuga. Ma per la serie le apparenze ingannano, il film innesca una struttura fatta di flashback che ricostruiscono un po’ per volta un quadro evidentemente differente.

Missione Vendetta non è un film d’azione ad ampio respiro, a voler trovare una definizione sarebbe più opportuno parlare di un ‘film di botte’. E non intendo in senso atletico, non mi riferisco a tornei o arti marziali. Parlo proprio delle mazzate, di gente che si picchia (o meglio, viene picchiata da Scott Adkins) a sangue, risse, pestaggi, ossa che si rompono e crani che si spaccano. E tanti, tantissimi cazzotti. Con un apprezzabile gusto per i particolari truculenti, come ginocchia maciullate, teste che esplodono come cocomeri e la scena dei denti sul gradino che forse non rivedevo dai tempi di American History X. Lo stesso stile di Scott Adkins è (volutamente) più sporco, più grezzo, meno tecnico o ricercato, quasi animalesco. Ogni tanto ci scappa un calcio dei suoi, perché il talento acrobatico non puoi trattenerlo a lungo, ma il grosso è fatto di pugni, calcioni, ginocchiate e qualche simpatica testata. Ciò non toglie che dietro questo approccio che si finge più rozzo e dietro i tanti combattimenti ci sia comunque un fine lavoro di coordinamento e coreografia e che l’atletismo e la preparazione marziale del protagonista siano determinanti nella messa in scena.

Scott Adkins e Greg Burridge in Avengement (2019)Considerando il tipo di combattimenti, forse non è un caso che il ruolo di fight coordinator non sia andato, come altre volte, a Tim Man ma bensì a Dan Styles, che in Accident Man (coreografato, appunto, da Tim Man) aveva coordinato gli stunt. La cosa simpatica è che la stessa struttura di flashback di cui parlavo prima, mostra i combattimenti come tappe di un percorso da raccontare. La storia carceraria del protagonista viene ripercorsa attraverso i corpo a corpo, ogni cicatrice rivela la sua origine. Un crescendo di violenza che raggiunge il suo apice nel terzo atto, prima con il confronto col roccioso Ross O’Hennessy – anche lui visto in Accident Man – in cui ogni singolo pugno sembra pesare come un macigno, ma soprattutto con la mega rissa finale Scott Adkins vs numero indefinito di avversari in cui il più fortunato le prende copiosamente e qualsiasi oggetto diventa un’arma, spiegazione visiva di come da una scazzottata può nascere una strage – e che da sola vale il prezzo del bigl .. beh, insomma, del noleggio.

Il budget è contenuto, ma la resa non ne risente, piuttosto lo si capisce dal fatto che il film sia quasi interamente girato in pochi interni e non include sequenze particolarmente dispendiose. Jesse V. Johnson riesce a valorizzare le carte a disposizione; è un regista che viene dal mondo degli stunt, non ha i mezzi di Chad Stahelski o David Leitch – che il dio dell’action li benedica e li preservi sempre – con cui condivide il settore di provenienza, ma con costanza, tanto lavoro ed applicazione sta migliorando di film in film riuscendo a ritagliarsi il suo posticino al sole nel settore dei film d’azione a basso costo.

In definitiva, in barba al giro hollywoodiano che si ostina ad ignorarlo, Scott Adkins va avanti per la sua strada rimpolpando il suo curriculum da combattimento con un film che a suon di pugni non deluderà il palato del fanbase e che si fa apprezzare per la voglia di proporre la consueta pietanza in una salsa diversa dal solito. Un curriculum che a breve lo vedrà comparire nel quarto capitolo della saga di Ip Man, produzione cinese dal budget serio (si parla di 52 milioni di dollari), una partecipazione di prestigio (speriamo ben sfruttata) in una saga che gode di considerazione da parte degli appassionati marziali.

Di seguito il trailer internazionale di Missione Vendetta:

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