Mostri, killer e supereroi: i film che consacrano Kevin Bacon nel panorama action e thriller
08/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Kevin Bacon raggiunge i 58 anni e guardando indietro alla sua carriera ci si rende conto che è stata votata a personaggi diversificati in quelli che sono film ormai cult.

Nel corso della sua carriera Kevin Bacon ha fatto praticamente tutto. È stato l’eroe riluttante, il villain spietato, lo scienziato brillante, il poliziotto corrotto e la vittima di alcuni dei mostri più iconici del cinema di genere. In oltre quarant’anni di attività ha attraversato horror, thriller, fantascienza, action e dramma senza mai lasciarsi intrappolare in un’unica immagine, costruendo una filmografia sorprendentemente varia e diventando uno degli interpreti più affidabili e riconoscibili di Hollywood. Più che inseguire lo status di superstar, Bacon ha sempre scelto i personaggi.
È questa la caratteristica che ha reso la sua carriera così longeva: la capacità di passare con assoluta naturalezza da produzioni indipendenti a grandi blockbuster, collaborando con alcuni dei registi più importanti degli ultimi decenni e regalando spesso le interpretazioni più memorabili anche quando non era il protagonista assoluto. Molti lo ricordano per Footloose, ma limitare Kevin Bacon a quel successo sarebbe profondamente ingiusto. Nel tempo ha saputo reinventarsi continuamente, costruendo alcuni degli antagonisti più affascinanti del cinema contemporaneo e dando vita a personaggi complessi, ironici o profondamente inquietanti, sempre sostenuti da un carisma fuori dal comune.
Tremors (1990)
Ci sono film che con il passare degli anni diventano molto più importanti di quanto lasciassero immaginare al momento dell’uscita. Tremors è uno degli esempi più clamorosi. Quello che nel 1990 sembrava un piccolo monster movie destinato a un successo moderato è diventato nel tempo uno dei cult assoluti del cinema fantastico, capace ancora oggi di conquistare nuove generazioni di spettatori.
Diretto da Ron Underwood, il film porta lo spettatore nella minuscola comunità desertica di Perfection, in Nevada, dove una serie di morti misteriose rivela l’esistenza dei Graboid: gigantesche creature sotterranee che cacciano percependo qualsiasi vibrazione sulla superficie. Un’idea semplicissima, sviluppata però con un’inventiva e un senso del ritmo che ancora oggi rappresentano un modello per il cinema di genere.
Nei panni di Valentine McKee, Kevin Bacon interpreta un tuttofare insofferente alla monotonia della vita nel piccolo paese. Al suo fianco c’è Fred Ward nel ruolo dell’inseparabile Earl Bassett, con cui forma una delle coppie più affiatate e divertenti del cinema horror degli anni Novanta. Insieme dovranno trovare un modo per salvare gli abitanti di Perfection da una minaccia che nessuno avrebbe mai immaginato.
L’uomo senza ombra (2000)
Tra i ruoli più affascinanti della carriera di Kevin Bacon ce n’è uno in cui, paradossalmente, il suo volto finisce quasi per scomparire. In L’uomo senza ombra l’attore offre infatti una delle interpretazioni più complesse della sua filmografia, affidandosi soprattutto alla voce, al linguaggio del corpo e alla presenza scenica per dare vita a un personaggio che, per buona parte del film, il pubblico non può nemmeno vedere.
Diretto da Paul Verhoeven, autore di classici della fantascienza come RoboCop, Atto di forza e Starship Troopers, il film prende spunto da uno dei temi più affascinanti del genere: l’invisibilità. Ma invece di concentrarsi esclusivamente sugli aspetti spettacolari, sceglie di raccontare come il potere assoluto possa corrompere anche una delle menti più brillanti. Bacon interpreta Sebastian Caine, uno scienziato di straordinario talento che sperimenta su sé stesso un siero capace di renderlo completamente invisibile. Quando però il procedimento si rivela irreversibile, l’entusiasmo iniziale lascia spazio a un lento crollo psicologico.
X-Men – L’inizio (2011)
Quando Matthew Vaughn decise di rilanciare la saga cinematografica degli X-Men, comprese subito che serviva un antagonista capace di reggere il confronto con due protagonisti destinati a diventare leggendari come Charles Xavier ed Erik Lehnsherr. La scelta di affidare il ruolo di Sebastian Shaw a Kevin Bacon si rivelò una delle intuizioni più riuscite dell’intero film.
Ambientato durante la Guerra Fredda, X-Men – L’inizio racconta la nascita della squadra degli X-Men e il progressivo deteriorarsi dell’amicizia tra Xavier ed Erik, destinata a trasformarsi nello storico conflitto tra Professor X e Magneto. Sullo sfondo si intreccia la crisi dei missili di Cuba, reinterpretata in chiave supereroistica come parte del piano di Shaw per spingere l’umanità verso una guerra nucleare.
Kevin Bacon costruisce un villain molto diverso da quelli a cui il cinema dei supereroi aveva abituato il pubblico fino a quel momento. Sebastian Shaw non è un semplice conquistatore assetato di potere, ma un uomo convinto che soltanto attraverso il conflitto i mutanti possano affermarsi come specie dominante.
La forza di Sebastian Shaw risiede soprattutto nel suo autocontrollo. Bacon non ha bisogno di alzare la voce o di ricorrere a esplosioni d’ira per risultare minaccioso. Ogni sorriso, ogni battuta pronunciata con apparente calma e ogni gesto misurato contribuiscono a costruire un antagonista elegante, manipolatore e incredibilmente inquietante. Anche i suoi poteri giocano un ruolo fondamentale nella riuscita del personaggio. Shaw è infatti in grado di assorbire qualsiasi forma di energia cinetica o termica per convertirla in forza fisica, rendendolo quasi invulnerabile e costringendo gli X-Men a trovare soluzioni molto più intelligenti della semplice superiorità fisica.
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