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Voto: 6/10 Titolo originale: Influencers , uscita: 26-07-2025. Regista: Kurtis David Harder.

Recensione Influencer 2: un sequel che colpisce il lato oscuro dei social

04/07/2026 recensione film di Gioia Majuna

Kurtis David Harder amplia l'universo del primo film con una storia più ricca, una satira ancora più pungente e una protagonista magnetica come poche

Cassandra Naud in Influencer 2 film (2025)

Dopo Influencer – L’isola delle illusioni, piccolo thriller diventato negli anni un cult di Shudder, Kurtis David Harder torna dietro la macchina da presa con Influencer 2 (Influencers), un sequel che evita la trappola più comune: ripetere semplicemente ciò che aveva funzionato. Al contrario, amplia l’universo narrativo, alza la posta in gioco e rende ancora più affilata la riflessione sull’identità digitale, sul culto dell’immagine e sulla tossicità dei social media.

Ritroviamo così la misteriosa CW, interpretata ancora una volta da una magnetica Cassandra Naud, serial killer capace di sfruttare influencer e piattaforme social come strumenti per assumere nuove identità e cancellare le tracce dei propri crimini. Questa volta, però, la sua storia si intreccia con nuovi personaggi e con le conseguenze lasciate aperte dal precedente capitolo, dando vita a una narrazione più ampia e imprevedibile.

Molti seguiti horror scelgono la via più semplice, aumentando il numero delle vittime o l’entità dello spettacolo. Influencer 2 preferisce invece giocare con le aspettative dello spettatore. L’apertura sembra riproporre la struttura narrativa del primo film, ma è soltanto un’esca: dopo una lunga introduzione, Harder ribalta completamente la prospettiva e trasforma il racconto in un thriller molto più articolato.

La sceneggiatura intreccia differenti linee temporali e punti di vista con notevole sicurezza, costruendo una progressione ricca di colpi di scena che riesce quasi sempre a sorprendere senza sacrificare la chiarezza narrativa.

Il vero punto di forza del film resta Cassandra Naud. CW continua a essere una delle antagoniste più affascinanti del thriller contemporaneo: intelligente, manipolatrice, spietata e imprevedibile, capace di conquistare l’attenzione dello spettatore pur restando moralmente indefendibile.

Il paragone con Tom Ripley, il celebre personaggio creato da Patricia Highsmith, nasce spontaneo. Come lui, CW vive di identità rubate, menzogne e manipolazioni, adattandosi continuamente all’ambiente che la circonda. Harder evita però di trasformarla in un’antieroina romantica: il suo fascino nasce proprio dal costante equilibrio tra carisma e inquietudine.

Il sequel prova anche ad approfondirne il passato, offrendo qualche indizio in più sulle sue motivazioni senza privare il personaggio di quell’alone di mistero che lo rende così magnetico.

Se il primo film prendeva di mira soprattutto il mondo degli influencer, questa volta Harder allarga sensibilmente il bersaglio. Nel mirino finiscono gli algoritmi, le campagne d’odio online, il true crime trasformato in spettacolo, i guru della manosfera, gli opinionisti social e l’intero sistema costruito attorno alla monetizzazione dell’attenzione.

I nuovi personaggi incarnano perfettamente questo ecosistema: influencer disposti a trasformare qualsiasi polemica o ideologia in contenuto virale. Più che semplici vittime, rappresentano un ambiente nel quale autenticità e immagine sono ormai completamente scollegate.

La componente satirica rimane sempre perfettamente integrata nella narrazione e non appesantisce mai il ritmo del thriller.

Rispetto al primo capitolo, Influencer 2 accentua sensibilmente il proprio humor nero. Alcune situazioni sfiorano apertamente il grottesco e il finale assume toni quasi camp, riuscendo però a mantenere intatta la tensione accumulata fino a quel momento.

Anche sul piano visivo il salto di qualità è evidente. Girato realmente tra Francia, Thailandia e Bali, il film sfrutta resort esclusivi e paesaggi mozzafiato per costruire un efficace contrasto tra bellezza da cartolina e violenza improvvisa.

La fotografia di David Schuurman valorizza continuamente questi scenari, conferendo alla pellicola un’eleganza sorprendente e una qualità visiva ben superiore a quella che ci si aspetterebbe da una produzione di questo tipo.

Il film non è privo di difetti comunque. Alcune coincidenze narrative richiedono una certa sospensione dell’incredulità e la straordinaria capacità di CW di reinventarsi continuamente senza essere riconosciuta appare, a tratti, meno credibile rispetto a quanto visto nel primo capitolo.

Anche alcuni approfondimenti dedicati al passato della protagonista rallentano leggermente il ritmo nella parte centrale. Sono tuttavia limiti che incidono solo marginalmente sull’efficacia complessiva dell’opera, grazie a una scrittura brillante e a una costruzione della suspense sempre coinvolgente.

Ad ogni modo, Influencer 2riesce nell’impresa più difficile per qualsiasi seguito: espandere il mondo del film originale senza snaturarlo. Kurtis David Harder costruisce un thriller più ricco, più feroce e più ambizioso, che continua a riflettere sul nostro rapporto con l’identità digitale senza rinunciare all’intrattenimento.

Pur con qualche inevitabile forzatura, Influencer 2 conferma il talento del suo autore e consacra definitivamente CW come una delle villain più interessanti del thriller contemporaneo. 

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