Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » No.7 Cherry Lane | La recensione del film animato di Yonfan (Venezia 76)

Voto: 6/10 Titolo originale: 繼園臺七號 , uscita: 23-09-2022. Regista: Yonfan.

No.7 Cherry Lane | La recensione del film animato di Yonfan (Venezia 76)

09/09/2019 recensione film di Teresa Scarale

Vincitore per la miglior sceneggiatura a Venezia 76, il primo lungometraggio disegnato del regista cinese 71enne avanza al ritmo di un bradipo letargico. Ma, accettando di sperimentare in prima persona la relatività del tempo, si verrà rimunerati con anticonformismo, eros, poesia. E con quel tocco di spirito rivoluzionario, così irresistibile in una donna elegante

no.7 cherry lane film 2019

Hong Kong, 1967. Le vie sono scosse dalle rivolte dei comunisti locali contro il governo britannico. Ziming è uno studente di letteratura inglese dell’Università di Hong Kong, nonché ottimo tennista. Bellissimo e fascinoso come il protagonista di uno shojo manga, ha il raro dono di risvegliare gli ormoni di ogni essere vivente che incontra, non importa che si tratti di donne uomini o animali. Superate le avances del creato e varie peripezie, lo studente raggiunge l’elegante abitazione di un’area tranquilla e residenziale della città. Ad attenderlo, una bellissima e composta donna dall’aspetto ancora fresco. La signora Yu, questo è il suo nome, vuole che Ziming dia lezioni private alla di lei figlia Meiling, in quel momento assente.

Per ingannare il tempo, i due iniziano a parlare di letteratura, scoprendo di avere in comune molto più di quanto non lascerebbero supporre le apparenze. Yu è infatti una raffinata e colta antiquaria comunista in autoesilio da Taiwan, sfuggita al “Terrore Bianco” di quegli anni. Col passare delle ere, ehm… Col passare delle ore, fa il suo ingresso la splendida e seducente figlia diciottenne della pur affascinante Yu. Prende così finalmente le mosse il cuore del racconto, fatto di quotidianità letteraria, scambi intellettuali e film visti al cinema, rigorosamente in due. Ma il cinema è malandrino, si sa, e quando a condividere immagini di grandi film d’amore sono quattro occhi, la chimica ci mette del suo. La nota eroica del film è che il ménage sopravvive alle incursioni della vicina di Yu, impicciona e famelica gemella di Moira Orfei.

no.7 cherry lane film posterCosì, iniziano a serpeggiare passioni scomode, abilmente celate da comportamenti che in realtà ne accrescono l’ambiguità. Jìyuántái qīhào, questo il nome in cinese di No.7 Cherry Lane, è un film elegantissimo, ambiguo e taciuto nelle sue vere intenzioni. L’arco temporale della storia coincide con gli eventi turbolenti di quei mesi ad Hong Kong. Eventi che però non irrompono mai in maniera definitiva nella storia raccontata: seppur permeate di quello spirito “rivoluzionario” infatti, le persone che abitano il lungometraggio del cinese Yonfan (Lei wangzi) vivono in una bolla intellettuale in cui non c’è spazio per le asperità. In pieno stile gauche caviar, potrebbe dirsi. Oppure, semplicemente perché, come canta Franco Battiato in Stranizza d’amuri, all’amore non importa nulla nemmeno della guerra (E quannu t’ancontru ‘nda strata / Mi veni ‘na scossa ‘ndo cori / Ccu tuttu ca fora si mori / Na mori stranizza d’amuri– E quando ti incontro per strada / Mi viene una scossa nel cuore / Con tutto che fuori si muore / Non muore la stranezza d’amore).

Il regista (classe 1947) non nasconde di aver intriso la sua prima opera d’animazione con un tocco profondamente intimo e autobiografico. “No.7 Cherry Lane parla soprattutto di me. Si tratta della storia di un amore disperato, farcito di ingredienti contraddittori: dentro e fuori, alti e bassi, vizio e virtù, guerra e pace, la bella e la bestia, est e ovest, eterodosso e classico, spirituale e fisico … il tutto mescolato a migliaia di immagini realizzate a mano che costellano l’intera pellicola”. Purtroppo i disegni realizzati a mano sono inframmezzati da qualche animazione digitale di qualità veramente scadente, e non se ne capisce il motivo, dato il loro costo ormai contenuto.

Anche a livello contenutistico, forse Yonfan ha troppa fiducia nella riuscita di No.7 Cherry Lane: tutta la sua decantata dualità infatti, non si percepisce. A meno di non intendere la parola come sinonimo di “ambiguità”, ma non è così. Della dialettica violenta fra guerra e pace, a tutti i livelli (quello interiore in primis) non vi è traccia. I personaggi sono tutti convinti e ostinati nelle proprie scelte. Talmente tanto da risultare spiritualmente (e anche fisicamente …) immobili. Ma probabilmente il regista 71enne è troppo coinvolto nella sceneggiatura, il che gli fa perdere un po’ di oggettività. O forse è solo che la sensibilità del pubblico occidentale è molto diversa da quella degli spettatori dell’estremo oriente. Il dubbio rimane, ma la benevolenza dello spettatore per quest’animo creativo e gentile, vince. Poi, nelle parole di Yonfan, si fa strada la commozione. “È il mio primo tentativo nell’ambito dell’animazione, perché è solo attraverso questa forma d’arte che posso trasmettere il mio sentimento di desolazione nello splendore. È la mia lettera d’amore dedicata a Hong Kong e al cinema. Una storia che parla di ieri, oggi e domani. E soprattutto, è un film che parla di liberazione”.

Il trailer internazionale di No.7 Cherry Lane:

wildwood film laika 2026
Sci-Fi & Fantasy

Wildwood, recensione: Laika supera ogni limite della stop-motion, ma la magia di Coraline è un’altra cosa

di William Maga

Travis Knight firma il film più ambizioso dello studio di Coraline e Kubo e la spada magica: un'avventura fantasy visivamente straordinaria, che però fatica a trovare nella storia la stessa originalità delle immagini

Alexander Skarsgård e Olivia Colman in Wicker (2026) film
Sci-Fi & Fantasy

Wicker, recensione: Olivia Colman si innamora di un uomo di vimini e scatena uno scandalo nel villaggio

di Sabrina Crivelli

Il film con Olivia Colman, Alexander Skarsgård, Peter Dinklage ed Elizabeth Debicki è una fiaba romantica, grottesca e irriverente che ribalta le convenzioni del matrimonio e mette alla berlina l'ipocrisia dei benpensanti

klara e il sole film jenna ortega 2026
Sci-Fi & Fantasy

Klara e il Sole, recensione: Jenna Ortega non basta a salvare la fantascienza sentimentale di Taika Waititi

di Gioia Majuna

L'adattamento del romanzo di Kazuo Ishiguro trasforma una riflessione sull'identità, l'amore e l'intelligenza artificiale in una favola zuccherosa, nella quale l'umorismo del regista finisce per soffocare proprio le emozioni che vorrebbe suscitare

above the below film 2026
Sci-Fi & Fantasy

Above the Below, nel trailer Idris Elba è intrappolato in una capsula spaziale che affonda nell’oceano

di Stella Delmattino

Tre astronauti sopravvivono a un rientro disastroso sulla Terra, ma la loro capsula precipita in mare e comincia ad affondare. Idris Elba dirige e interpreta un thriller di sopravvivenza tra isolamento, intelligenza artificiale e un mistero ancora tutto da decifrare