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6,5/10 su 10 voti. Titolo originale: PG (Psycho Goreman) , uscita: 16-10-2020. Regista: Steven Kostanski.

PG: Psycho Goreman | La recensione del film di Steven Kostanski (Sitges 53)

11/10/2020 recensione film di Marco Tedesco

Il regista di The Void - Il Vuoto dirige un allucinante omaggio al cinema fanta-horror di serie B degli anni '80 e '90, dando libero sfogo al nonsense

pg psycho goreman film 2020

Immaginate se i Power Rangers (ma vale per qualsiasi serie tokusatsu giapponese) fossero stati pensati per un pubblico target V.M. 18 e fossero finiti direttamente su uno scaffale zeppo di B-movies. E che questa ‘intuizione’ sia stata etichettata come PG: Psycho Goreman. Il regista e sceneggiatore Steven Kostanski (The Void) sceglie per il suo ritorno da solista sulle scene di catapultare gli spettatori nati prima della fine del millennio ai tempi della loro giovinezza, fatta di VHS dalle copertine bizzarre e di video store in cui passare i pomeriggi alla ricerca del titolo più divertente per una serata tra amici.

E lo fa avvalendosi di effetti speciali (artigianali o in CGI di bassa lega) disgustosi, dialoghi assurdi (ma ampiamente citabili a memoria) e costumi raccapriccianti. Chiunque ricordi gli avversari dei Power Rangers – o magari abbia dato uno sguardo al reality americano The Masked Singer del 2019 – potrà farsi un’idea almeno approssimativa di quello che è in atto in questo bizzarro fanta-horror, che si rifà consapevolmente ad opere come Stranger Things, I Goonies, E.T., l’extraterestre, I Dominatori dell’Universo e Beastmaster 2 (ma aggiungiamoci anche il Peter Jackson di Splatters e Bad Taste). Il risultato è qualcosa di non facilmente descrivibile a parole, una splatter comedy demenziale che gioca a sovvertire i canoni dei generi da cui pesca.

Psycho Goreman film posterMentre stanno giocando nel giardino di casa, Mimi (Nita-Josee Hanna) e suo fratello Luke (Owen Myre) scoprono un sarcofago interrato e accidentalmente tolgono il sigillo che lo stava tenendo chiuso, liberando una terribile creatura aliena (Matthew Ninaber, Transference: Escape the Dark). I due ragazzini sono però fortunati, in quanto Mimi conserva la strana gemma, che le permette di tenere a bada il brutale e iracondo signore della guerra, il cui unico scopo è distruggere l’universo.

La pietra le dà infatti la possibilità di dare ordini all’essere, consentendole di fargli fare qualsiasi cosa le passi per la vispa mente. Questa situazione lo porta ovviamente a schiumare di rabbia, ma non ha altra scelta che obbedire a testa bassa. Da quel momento, inizia a vivere con loro sotto il nome di “Psycho Goreman”, coi tre che mettono bonariamente a ferro e fuoco il quartiere insieme. Nel frattempo, però, anche anni luce più in là nella galassia si è venuti a conoscenza del ritorno del principe delle tenebre, così viene spedita sulla Terra una mitica guerriera, incaricata di batterlo e portare la pace nel cosmo.

Una pietra magica, un alieno in fuga e una coppia di fratelli. Gli ingredienti classici del kit di costruzione di un perfetto prodotto di fantascienza. Attenzione però a non scambiare PG: Psycho Goreman per un fanta-horror dai toni cupi. La sottilissima storia serve in pratica come semplice mezzo per liberare una grandinata di idee bislacche e creative sugli spettatori. Un po’ come se un dodicenne avesse un’idea pazzesca e, una volta adulto, gli venisse garantito il budget necessario per trasformarla in un film, girato comunque secondo il punto di vista di quel ragazzino, capace di entusiasmarsi da matti per la Playstation, la Red Bull, i cartoni animati e i costumi ‘gommosi’ dei mostri. L’epitome cinematografica dell’accusatorio “Ma perché non cresci?!”, in pratica.

‘Psycho Goreman’ e i suoi nemici sono vestiti con costumi che sembrano effettivamente essere stati disegnati da dei bambini, basandosi su oggetti come bidoni della spazzatura e tostapane. Fatti a mano, buffi, trash e adatti al 100% per il cosplay. Il personaggio del titolo poi, che ricorda nell’aspetto il Genio malvagio di Wishmaster di Robert Kurtzman (la recensione), è dotato di alcuni dei poteri meno spettacolari di sempre.

pg psycho goreman film 2020 (2)Piuttosto, il personaggio che risalta in mezzo a questi giochi di potere intergalattici è una piccola e indisponente abitante della Terra: a circa dieci anni, Mimi è ancora piccola, ma si comporta come un’adulta, almeno secondo quello che è il punto di vista di un bambino. Sa tutto lei, plasma il mondo che la circonda a suo piacimento, è prepotente e stronza allo stesso tempo, e tiene la sua famiglia saldamente sotto controllo – e lo stesso fa con lo sventurato ‘Psycho Goreman’. Il suo personaggio può essere descritto come un’ascia nella foresta. O ancora più appropriatamente: come il boscaiolo che brandisce quell’ascia. Caratterizzato da una risata isterica.

Al confronto, anche marmocchi sfacciati come Pippi Calzelunghe sembrano ultra-conservatori. Mimi è così cattiva e strana che ogni azione da lei compiuta a voce alta merita di essere celebrata. Eppure, con un certo sadismo, è difficile non parteggiare per lei, soprattutto se suo fratello o il di lui compagno di classe sono continuamente oggetto di scherzi. Il fatto che i genitori abbiano un controllo limitato sulle azioni dei propri figli è invece dimostrato soprattutto dal padre, Greg (Adam Brooks, The Editor), un sedicente eroe di guerra che viene deriso indistintamente da ogni membro della sua famiglia.

PG: Psycho Goreman se ne frega apertamente di quelle che potrebbe essere le ‘normali’ qualità cinematografiche di un prodotto pensato per il grande schermo nel 2020. Che si tratti di un terribile temporale in CGI, di un rallenty o del make-up prostetico, ogni cosa ha impresso il marchio “era già brutto negli anni ’90“, ed entra ed esce di scena esattamente quando è necessario, senza preavviso e completamente sicuro di sé, incurante di ciò che potrebbe pensare il pubblico.

Questa consapevolezza estrema rende l’intera produzione inevitabilmente apprezzabile, spingendoci a non farle troppo le pulci. Il canadese Steven Kostanski porta verve alla sua sceneggiatura, imbellettandola con dialoghi pepati, che spesso mancano (consciamente) il bersaglio. Ma niente ha davvero importanza, perché PG: Psycho Goreman è nonsense fatto e finito dal minuto uno, cosparso di overacting e scenette auto conclusive fini a se stesse.

Psycho Goreman film 2020A un certo punto si è convinti che qualsiasi cosa potrebbe improvvisamente esplodere, rompersi e scoppiare. PG: Psycho Goreman si diletta principalmente con intestini di mostri e cannoni alieni, ma in alcuni gustosi momenti splatter dimostra di aver ben poca considerazione per la vita degli esseri umani, trattandoli in modi (presumibilmente) divertenti, che allo stesso tempo stupiscono e scioccano per l’esito delle scelte.

Ma, in fondo, vi aspettate davvero pietà quando creature vecchie di secoli si picchiano l’un l’altra all’ultimo sangue? Alcune ‘sensibilità terrene’ non sono niente al loro cospetto. Cervelli giganti che camminano, occhi laser, palle avvelenate. La realizzazione delle più sfrenate fantasie adolescenziali diventa realtà.

In definitiva, PG: Psycho Goreman è una ‘follia’ degna della Midnight Extreme di qualsiasi Festival di settore, che farà la gioia di chi ha un debole per i mostri degli horror degli anni ’80 e/o per i costumi bizzarri. Una visione da assaporare in rigorosa compagnia, che colpisce come una commozione cerebrale o una Mentos che cade in un bicchiere di Coca Cola, una ‘nerdata’ allucinante con il cuore al posto giusto.

Di seguito trovate il trailer internazionale di PG: Psycho Goreman, la cui uscita in Italia è tutt’altro che scontata:

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