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5/10 su 1824 voti. Titolo originale: 1922 , uscita: 20-10-2017. Regista: Zak Hilditch.

1922 | La recensione del film horror di Zak Hilditch (per Netflix)

24/10/2017 recensione film di William Maga

Netflix mette a catalogo un adattamento di Stephen King compassato ma fascinoso, impreziosito dall'interpretazione convinta di Thomas Jane

1922 netflix film jane

Dove potrebbe posizionarsi 1922, il nuovo film prodotto da Netflix, nell’elenco di quelli che vedono protagonista Thomas Jane all’interno del sottogenere degli adattamenti delle opere di Stephen King? Sicuramente da qualche parte sopra a L’acchiappasogni (Dreamcatcher) del 2003, ma sotto a The Mist del 2007. Lo sceneggiatore e regista Zak Hilditch (These Final Hours – 12 ore alla fine) ricorre a un solido campionamento delle atmosfere spettrali e alla tragedia umana tipiche di Frank Darabont ispirate da quest’ultimo, rimanendo però intrappolato dall’incedere eccessivamente compassato che invece caratterizza il primo.

1922 netflix posterNon sembra esistere alcuna posizione conciliante tra Wilfred James (Jane), un agricoltore semplice con una dedizione assoluta per uno stile di vita agreste e sua moglie Arlette (Molly Parker), la cui eredità di 100 ettari di terreni adiacenti alla sua proprietà potrebbe essere la risposta alle loro sofferenze finanziarie e ai guai coniugali. L’unico sogno di Arlette è però di trasferirsi a Omaha, con Wilfred che non vuole sentire un’altra parola sugli scintillanti modi di vivere della cittadina. Quando all’uomo viene intimato da un ufficiale contattato dalla moglie di mollare e di vendere la proprietà, firmare le carte del divorzio e salutare per sempre il figlio di 14 anni Henry (Dylan Schmid), Wilfred si sente quindi obbligato ad agire. Sussurrando parole cospiratorie all’orecchio del primogenito, Wilfred finisce per convincere Henry che Arlette sia intenzionata a interrompere con le cattive la sua nascente relazione amorosa con la giovane e bionda figlia di un vicino (Kaitlyn Bernard). Il ragazzo finisce così per cedere al lato oscuro, organizzando con il genitore l’omicidio di Arlette e porre fine ai loro problemi.

In un anno, il 2017, che ha riportato sugli scudi il Re del brivido e le sue parole stampate, con risultati molto alterni, con trasposizioni per la TV (The Mist e Castle Rock), il cinema (IT, La Torre Nera) e lo streaming (Il Gioco di Gerald) 1922, originariamente presente nella raccolta del 2010 Notte buia, niente stelle (Full Dark, No Stars), funziona essenzialmente nella misura in cui lo si prende come una storia moraleggiante letta nei fumetti classici della EC Comics, in cui il commettere un’azione malvagia dà inizio conseguentemente a un domino implacabile di conseguenze funeste e vendicative per chi l’ha compiuto ai limiti dell’accanimento. Questa particolare parabola dispensa lo spettatore delle tipiche comparsate improvvise di cadaveri/fantasmi dinoccolati e ciondolanti dai rantoli strani, preferendo invece dosare i tormenti in maniera sottilmente più psicologica.

Il senso di colpa costante di Wilfred si manifesta pertanto sotto forma di una sola ostinata entità (indovinate chi …), che può o meno essere solamente nella sua testa, accompagnata da un esercito di ratti tematicamente emblematici, la cui effettiva consistenza è invece testimoniata da una propensione per rosicchiare avidamente sia i vivi che i morti. Proprio a questo proposito, 1922 – che si avvale delle musiche di Mike Patton – potrebbe quindi avere più in comune con Edgar Allan Poe che con William Gaines. Eppure, non è soltanto l’influenza de I Racconti della Cripta a imprimere il preciso marchio di King sul contenuto. Barattando i fittizi sobborghi del Maine con le distese rurali di Hemingford Home in Nebraska, il film di Hilditch guarda sorprendentemente ai primi lavori dello scrittore, fortemente radicati nel territorio, completandoli con segreti nascosti dietro le mura domestiche, indulgendo in pensieri sinistri e disperate discese nella follia.

1922 king film netflixThomas Jane affonda i suoi denti in Wilfred, immedesimandosi completamente, nonostante il livello di disagio costante che richiede la parte. In originale (sul doppiaggio italiano che appiattisce tutto meglio sorvolare anche stavolta), l’attore sfoggia un marcato accento campagnolo che fluisce a denti stretti, quasi le sue labbra e la mascella siano partecipi del dolore con cui la parole implorano di uscire fuori. Una scelta audace che indiscutibilmente potrebbe creare qualche problema durante la visione, ma che prima della fine diventa familiare e accettabile. L’impegno di Jane mantiene Wilfred in tensione, anche superficialmente appare come un cattivo piuttosto stereotipato, i cui occhi sono quasi sempre impegnati in occhiate rimuginanti. Non è certo un personaggio molto complesso, ma il carisma sciupato dell’attore riesce ad ammantarlo di una certa simpatia, in quanto sgradevole protagonista predestinato alla dannazione a cui non ne va bene una.

I comprimari Parker, Schmid e Neal McDonough non hanno invece abbastanza minutaggio da poter splendere nei ruoli di supporto, anche se quando sono in scena al suo fianco riescono a sfruttare al meglio le loro doti recitative. Questa produzione indipendente comprensibilmente – e giustamente – sfrutta il più possibile la credibile ricostruzione d’epoca fatta da Page Buckner, capace di riplasmare il Midwest americano nella più economica Vancouver. Uno dei principali problemi risiede però nel crogiolarsi troppo in questi paesaggi, col risultato che un’ora e quarantuno minuti per un racconto piuttosto semplice di poche pagine finiscono per diventare troppi, allungando – per giunta senza grossi motivi – il brodo.

In definitiva, sebbene zavorrato da un ritmo troppo placido, 1922 riesce comunque a ergersi al di sopra della media degli adattamenti di Stephen King, guadagnandosi una posizione di tutto rispetto e tra i momenti horror più memorabili possiamo citare quello che vede un ratto armeggiare con la bocca di un cadavere. Peccato solo che tale voracità non abbia spinto anche il regista a scavare più velocemente fino al punto.

Di seguito il trailer di 1922, nel catalogo Netflix dal 20 ottobre:

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