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7/10 su 28 voti. Titolo originale: 報告老師!怪怪怪怪物! , uscita: 27-07-2017. Regista: Giddens Ko.

Recensione dal BIFFF 36 | Mon Mon Mon Monsters di Giddens Ko

11/04/2018 recensione film di Sabrina Crivelli

Il regista di Taiwan torna sulle scene con un teen horror decisamente esaltante, che combina mostri antropofagi e bullismo in una profusione di sangue e grottesco

Teen horror ‘alla taiwanese’ che combina bullismo e vampiri – o una qualche declinazione di mostro antropofago – Mon Mon Mon Monsters di Giddens Ko (Ai dao di) approccia il genere in maniera originale e con una buona dose di black humor, e senza rinunciare a una profusione di sangue.

La storia è incentrata su Lin Shu-wei (Yu-Kai Teng), un ragazzino vessato dai propri coetanei, in particolare da un gruppo di bulli capeggiati da Duan Ren-hao (Kent Tsai), che lo perseguita costantemente con scherzi crudeli, ultimo dei quali è incastrarlo per il furto dei soldi destinati alle spese di classe. L’insegnante, Ms. Li (Carolyn Chen), educatrice melliflua dal fare naif, non fa assolutamente nulla per far cessare fine alle vessazioni continue. Anzi, pur messa davanti a prove certe – una registrazione audio – che dimostrano l’innocenza del povero Lin, convince l’innocente a non rivelare la verità, ma svolgere con i veri responsabili, ossia Duan e compari, dei lavori socialmente utili, persuasa che in tal modo il ragazzo possa socializzare e risolvere i suoi problemi di scarsa popolarità. Così  Duan, Liao Guo-feng (James Lai) e Ye Wei-Zhu (Meng Tao), seguiti da un riluttante Lin, si apprestano insieme ad accudire un gruppo di vecchietti, mansione che si trasforma subito in un’occasione per sbeffeggiare gli anziani e divertirsi alle loro spalle… Poi, d’improvviso, gli studenti si imbattono in una coppia di mostri che si stanno nutre di un cadavere! Non solo, quello che sembra un cucciolo inizia a inseguirli minaccioso, i 4 riescono a stordirlo, a trascinarlo fino al loro nascondiglio e a imprigionarlo. Duan è all’apice dell’entusiasmo, avendo in suo potere la strana creatura, che mostra orgoglioso alla fidanzatina (Bonnie Liang) e che può seviziare a piacimento, mentre per Lin si presenta un’occasione di ingraziarsi i suoi coetanei. Presto, però, la sorella della prigioniera inizia a cercarla e allora per i suoi carcerieri sono guai…

Decisamente grottesco, Mon Mon Mon Monsters dietro a una parvenza comica affronta un sagace e cinico ritratto sociale, senza però mai ricadere nel buonismo edificante ormai fin troppo diffuso. Così, con sguardo distaccato e beffardo, tratteggia una serie di personaggi caricaturali amaramente ridicoli, primo tra tutti Lin stesso. Con una mimica alquanto esasperata, quasi farsesca, l’espressivo Yu-Kai Teng affronta quella che altrimenti potrebbe essere una tematica molto pesante, una situazione drammatica che diviene tragicomica. Allo stesso modo, l’eccentrico Duan è in realtà un vero e proprio sadico, un sociopatico, ma l’interpretazione che ne da Kent Tsai, persino quando compie le peggiori azioni, risulta allegra più che fosca, un po’ alla Joker.

La narrazione è quindi sospesa tra elementi weird, feroci pestaggi alla Arancia Meccanica (A Clockwork Orange) e terribili torture, il tutto messo in scena tra il serio e il faceto. Si avvicendano, tra gli altri, una parziale impiccagione con cappio fino al semi-soffocamento, l’applicazione di una placchetta metallica sulla bocca fissata trapanando le guance con tanto di trapano elettrico, la bastonatura con una gamba di legno di una sedia, “avvelenamento” di una docente. Poi ci sono sequenze del tutto irriverenti, come quella in cui Duan e seguito si alternano nel performare canzonatori esorcismi contro il mostro, uno taoista, uno buddista, uno cattolico, ciascuno irriverente parodia della pratica religiosa. Infine arrivano le parentesi del tutto surreali, come quella in cui la creatura assalta uno dei personaggi principali, gli si avventa sopra e la sua unica reazione è fargli una foto, apice della dipendenza da cellulari e social media, che nel film viene più volte presa in giro. I plurimi lati scabrosi, dunque, sono resi in tono marcatamente burlesco, creando un effetto straniante, che viene sovente acuito dalle scelte registiche particolarmente inventive. Così abbiamo una soggettiva della creatura mentre si arrampica sui muri, con l’occhio della camera che piroetta di 360°. Oppure l’inquadratura del frullato che viene preparato per uno dei protagonisti, viene intervallata ai primi piani di una carneficina, con la sequenza che si conclude con un montaggio alternato della bevanda arancione che sale dalla cannuccia e delle porte di un bus che si aprono per ‘far scendere’ una cascata di sangue!

Mon Mon Mon Monsters riesce dunque a unire perfettamente horror e gore, satira e ironia in una vorticosa successione di eventi, in cui umani e non sono altrettanto mostruosi, in un climax che raggiunge il suo acme nell’epilogo dall’inusitato cinismo.

Di seguito trovate il trailer ufficiale del film di Giddens Ko:

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