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7/10 su 45 voti. Titolo originale: ジョジョの奇妙な冒険 ダイヤモンドは砕けない 第一章 , uscita: 04-08-2017. Regista: Takashi Miike.

[recensione Sitges 50] JoJo’s Bizarre Adventure: Diamond is Unbreakable di Takashi Miike

19/10/2017 recensione film di Sabrina Crivelli

Seppur con qualche difetto, l'adattamento live action del regista nipponico conferma le sue capacità di tirare fuori il meglio anche da un copione e da un budget limitanti

Il prolificissimo ed eccentrico Takashi Miike è uso spaziare tra i più disperati generi, tra yakuza eiga, horror, splatter e live action, non c’è praticamente nulla che non abbia sperimentato con una buona dose di follia. I risultati sono alterni, a volte anzi non esattamente entusiasmanti come nel suo recente Terra Formars (2016), ma hanno sempre e comunque un loro strano fascino. In questa seconda categoria ricade JoJo’s Bizarre Adventure: Diamond is Unbreakable Chapter 1 (JoJo no kimyô na bôken: Daiyamondo wa kudakenai – dai-isshô), presentato al recente Festival di Sigtes insime a un altro lavoro del medesimo regista nipponico, Blade of The Immortal (la nostra recensione) e certo ambedue non sono privi di difetti, seppur anche con alcuni non trascurabili meriti.

JoJo’s Bizarre Adventure Diamond is Unbreakable Chapter 1 posterJoJo, nello specifico, è tratto dal manga di Hiroiko Araki Le bizzarre avventure di JoJo, ma, stranamente non è stato seguito l’originario ordine, bensì si è scelto di partire dalla quarta stagione, Diamond is Unbreakable appunto, che non si concentra sull’iniziale protagonista Jonathan Joestar, ma su Josuke Higashikata (Kento Yamazaki), figlio illegittimo di Joseph Joestar (che è nipote del primo e protagonista nella seconda serie dell’albo a fumetti). Dunque, Josuke vive Morio-cho, cittadina tranquilla, con la madre nubile e il nonno poliziotto e frequenta il liceo della zona; normale studente all’apparenza, sin dalla sua prima apparizione mostra di essere dotato di poteri speciali. Intanto, diversi membri della medesima comunità iniziano a mostrare superpoteri sempre più bizzarri; in particolare, a seminare il panico è Angelo Katagiri (Takayuki Yamada), un serial killer che può usare i liquidi per uccidere le sue vittime.

Nel frattempo, a spiegare e porre rimedio alla successione di eventi straordinari arriva in loco Jotaro Kujo (Yûsuke Iseya), nipote di Josuke (benché decisamente più vecchio), che anzitutto rivela al consanguineo che egli possiede uno Stand, proiezione che dota il suo portatore di capacità sovrumane; non solo, in città un misterioso individuo si aggira con i mitici “Arco” e “Freccia”, che risvegliano gli Stand una volta che chi li possiede viene trafitto dal dardo magico. Da una parte allora i due eroi si trovano a combattere contro il perfido assassino, dall’altra dovranno recuperare i manufatti incantati e fermare lo scellerato uso che ne viene fatto.

bizzarre avventure jojo filmSe il materiale originario, il manga, è denso di spunti interessanti, la resa in un live action ha, come spesso capita, diversi problemi. Anzitutto, molti aspetti che in veste grafica, nel disegno, hanno un’ottima riuscita estetica, quando vengono resi in carne e ossa fanno un effetto assai diverso. Nella fattispecie, ciò vale per i personaggi estremamente eccentrici, negli abiti e soprattutto nel parrucco, dell’originale, che resi su pellicola con veri attori risultano un po’ posticci; anche il make-up gioca un ruolo non trascurabile, per cui individui dall’aspetto peculiare come Angelo in video diventano quasi grotteschi, e lo stesso vale per le pettinature e gli outfit assurdi di JotaroJosuke e così via. Il budget certo non ha aiutato il risultato definitivo, che però è senza dubbio risollevato dall’estrema inventiva di Miike nella resa degli Stand e dei poteri che ne derivano: se a volte la CGI vacilla, come in alcune sequenze in cui si cerca di dar forma al mostro/potere acquatico di Angelo, in generale le trovate non mancano e vengono create immagini decisamente d’impatto; memorabile è ad esempio una bellicosissima armata di soldatini/Stand (alla Small Soldiers), con tanto di missili e proiettili funzionanti, e perfino di piccoli carri armati.

Oscillando dunque tra aspetti riusciti e meno, il protagonista, Josuke, ha un certo carisma e Kento Yamazaki non delude nella sua interpretazione, dando al ruolo incarnato un’aura volitiva e piena di estro; meno convincenti sono invece i villain, sia Angelo che gli ancor più nebulosi Okuyasu Nijimura (Mackenyu) e il fratello, Keicho Nijimura (Masaki Okada); soprattutto quest’ultimo, perfido burattinaio che tira le fila di tutti i sinistri eventi, è mosso da motivazioni alquanto confuse e ha cambi repentini di intenti e personalità tali e tanto inspiegabili da farlo sembrar quasi bipolare. Il problema qui, d’altro canto, non è riferibile agli attori, che non sono poi così esecrabili visto il materiale su cui lavorano, quanto alla sceneggiatura scritta da Itaru Era, che oltre a perdersi alcuni passaggi del manga (come la comparsa di Joseph Joestar quale deus ex machina ad esempio), dalla metà in poi dello svolgimento inizia a sfilacciarsi, arrivando sul finale a creare non poca confusione, soprattutto per ciò che riguarda, come detto, la psicologia dell’antagonista, elemento tutt’altro che secondario.

JoJo's Bizarre Adventure: Diamond Is Unbreakable MiikeIn ultimo c’è da sottolineare, scelta strana, ma non erronea, che le riprese sono state realizzate non in Giappone, ma nella spagnola Sitges, che risulta uno scenario inedito eppur felice per le avventure di JoJo, con i suoi vicoli in salita ciottolati e i suoi costrutti dal sapore medievaleggiante. Il risultato complessivo risulta ancora più stravagante, dacché la cittadina iberica è stata del tutto ripopolata di comparse giapponesi, ma l’effetto straniante e surreale acuisce la percezione di fantastico, che è intrinseca nella storia e nel manga stesso. Ottima quindi la scelta della location.

Per quanto non sia esente da problemi, se non ci si fossilizza troppo sui dettagli di trama e su alcuni effetti visivi, anche in JoJo’s Bizarre Adventure: Diamond is Unbreakable Chapeter 1 Miike ha portato anche questa volta a casa un risultato più che decoroso, confermando di poter tirar fuori qualcosa di buono da risorse limitate e da copioni non proprio tra i migliori.

Di seguito trovate il trailer originale: