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5/10 su 2310 voti. Titolo originale: Mechanic: Resurrection , uscita: 25-08-2016. Budget: $40,000,000. Regista: Dennis Gansel.

Mechanic: Resurrection | La recensione del film di Dennis Gansel

05/12/2016 recensione film di Alessandro Gamma

Jason Statham, Jessica Alba e un macchiettistico Tommy Lee Jones non sollevano dalla mediocrità un action dalla sceneggiatura colabrodo

Di solito, quando uno distributore decide di non proiettare un film per la stampa, l’ipotesi più probabile è che l’opera in questione sia come minimo molto deludente. Questo è vero nella maggior parte dei casi, ma non sempre.

mechanic-resurrectionPer quanto riguarda Mechanic: Resurrection, la riluttanza della Eagle Pictures di presentarlo è sembrata un po’ strana sotto diversi punti di vista. Certo, Professione Assassino del 2011 con Jason Statham e Ben Foster, remake dell’omonimo thriller del 1972 con Charles Bronson e Jan-Michael Vincent, non è stato un clamoroso successo, ma in fondo non era malaccio. E visto che questo sequel mette insieme l’implacabile e imprendibile signore supremo degli assassini Statham con l’affascinante mascotte dei film di genere Jessica Alba, con Tommy Lee Jones terzo incomodo o giù di lì e, a completare il cast di supporto, l’eminenza cinese Michelle Yeoh, cosa potrebbe mai esserci di tanto malvagio?

Sicuramente c’è molto di poco buono. Nonostante alcune delle località più suggestive che i dollari possano comprare come set e alcuni mezzi di trasporto dallo charme non indifferente (yacht con eliporti e simili) e così via, Mechanic: Resurrection soffre di una trama e di una sceneggiatura che fanno colare a picco ogni credibilità e soprattutto insultano l’intelligenza anche dei fan dell’action più avvezzi alla già bassissima soglia fissata dalla maggior parte delle recenti pellicole contemporanee.

L’immagine si apre con Arthur Bishop (Statham) comodamente sistemato, à la Travis McGee, in una casa galleggiante a Rio de Janeiro. La stabilità dell’abitazione è tale che l’uomo, ora conosciuto come Santos, può godersi addirittura la meritata compagnia di un giradischi. Ma non per molto. Pranzando nel ristorante preferito all’aperto, viene avvicinato da una femme fatale che conosce la sua vera identità, e che gli dice che il suo “Principale” vuole che uccida tre obiettivi. Il rifiuto categorico e violento di Santos / Bishop di accontentarla è osteggiato da un gruppetto di uomini degno di un piccolo battaglione di militari. Non soltanto questa sequenza d’azione fallisce nel creare qualcosa di emozionante, ma la mancanza di logica è un po’ sorprendente. Ho bisogno che tu ammazzi questi uomini per mio conto, perché solo tu lo puoi fare, e se rifiuti, ti ucciderò io stesso. Trovate il difetto in questo pensiero.

mechanic-resurrection-3Bishop naturalmente sfugge in modo rocambolesco e raggiunge un villaggio sul mare in Thailandia, sorvegliato dalla vecchia amica Mei, interpretata dalla Yeoh. Ben presto scatta una dolce trappola che coinvolge la Alba come esca. Ma la ragazza non è un’antagonista. Il suo personaggio, Gina, viene ricattato dal supercriminale Crain, un blando Sam Hazeldine. Se Gina non fa la sua parte, Crain metterà a ferro e fuoco l’orfanotrofio cambogiano che lei gestisce con tanta dolcezza e premura. Sì, avete letto bene.

Allungandosi verso una ferita di Gina in una sequenza, Mei dice alla paziente: “Mio padre era un medico di medicina orientale. Era un guaritore”. Beh, sì, vogliamo sperarlo. Più avanti nel film, Gina dice a Bishop: “Quei ragazzi sono tutto per me. Se finiscono vittime della tratta o uccisi, io proprio non potrei farcela”. E lui risponde: “Anche io sono un orfano.” Wow. Questa non è però solamente una nota del personaggio: è un punto importante della trama di Mechanic: Resurrection. Crain era infatti un amico d’infanzia di Bishop all’orfanotrofio.

Si tratta di un aspetto che non si è dimostrato particolarmente convincente nell’ultimo film di James Bond e funziona ancora meno qui, anche se scegliete di stare al gioco potrebbe sorgervi il dubbio di domandarvi cosa succeda negli istituti per bambini senza genitori che li dei killer tanto efficienti una volta cresciuti … C’è anche la questione della formulazione della frase stessa. “Se finiscono vittime della tratta o uccisi” non rotola esattamente fuori dalla lingua. Jessica Alba è una presenza scenica certamente accattivante (e il regista Daniel Gansel sfrutta questo fattore a suo vantaggio quando può, con un paio di inquadrature piuttosto gratuite sulla spiaggia che non mancheranno di emozionare i maschietti). Non è una delle attrici più dotate di Hollywood, ma nemmeno Meryl Streep potrebbe rendere tale dialogo in modo convincente.

mechanic-resurrection-1In ogni caso lascia un bel po’ perplessi: chiaramente non si è guardato al risparmio per le location e per le esplosioni. Gli sceneggiatori sono sempre meno costosi oggigiorno e sicuramente i produttori avrebbero potuto investire un po’ dei loro dollari in uno script con più inventiva e capacità di coinvolgimento rispetto a quello che è arrivato alla fine sul set. Naturalmente, anche in quel caso la direzione ben poco ispirata di Dennis Gansel sarebbe rimasta nell’equazione. Sarebbe stato in grado di girare qualcosa di più divertente con del materiale migliore in mano? Non lo sapremo mai.

Per quanto riguarda Tommy Lee Jones, il suo ruolo di scaltro trafficante d’armi non è molto più di un simpatico cameo, per il quale ha scelto di riproporre alcuni delle movenze che diedero buoni risultati in Trappola in Alto Mare, l’elementare ma divertente film d’azione del 1992 che di fatto lo lanciò nell’Olimpo delle grandi star. Il suo lavoro qui è uno dei due guizzi che Mechanic: Resurrection ha da offrire; l’altro arriva per gentile concessione dei production designer Sebastian T. Krawinkel e Antonello Rubino, che hanno inserito una replica della scultura presente nel logo della storica Mosfilm nel deposito sovietico kitsch che funge da panic room per il personaggio di Jones. Un po’ poco.

Di seguito il trailer italiano:

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