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7/10 su 231 voti. Titolo originale: カメラを止めるな!, uscita: 04-11-2017. Budget: $30,000. Regista: Shinichiro Ueda.

Zombie contro Zombie | La recensione del film di Shinichiro Ueda

17/10/2018 recensione film di William Maga

Il regista giapponese si fa beffe dell'industria cinematografica realizzando un'opera sui non morti irriverente che racconta con ironia problemi e gioie di una produzione low budget, infilandoci anche un clamoroso piano sequenza di quasi 40 minuti

Al Festival di Sitges di due anni fa avevamo visto Train to Busan di Yeon Sang-ho (la nostra recensione), un film asiatico – coreano per la precisione – capace di dire qualcosa di nuovo (e molto bene) sugli zombie movie quando ormai si pensava che il sottogenere fosse esageratamente inflazionato. Ebbene, sempre alla manifestazione spagnola la storia si è ora ripetuta, ma con una pellicola giapponese questa volta, ovvero Zombie contro Zombie (Kamera o tomeru na! o One cut of the dead), opera coi non morti scritta e diretta da Shuichiro Ueda (Neko bun no 4) capace di affrontare il medesimo soggetto in maniera originale.

La narrazione è infatti piuttosto inusuale, dato che abbiamo a che fare con un film su un film con gli zombi, che inizia con il suddetto film (un piano sequenza di circa 37′) e poi spiega il percorso che ha portato alla sua realizzazione, facendosi beffe di ogni aspetto legato all’industria del cinema. In questo modo, all’inizio di Zombie contro Zombie assistiamo alla preparazione di un lungometraggio, salvo vedere il set attaccato dai morti viventi, dal momento che, Higurashi (Takayuki Hamatsu), il regista, ha scelto di usare un edificio abbandonato dove i giapponesi hanno condotto loschi esperimenti durante la guerra e ha effettivamente “invitato” gli zombi per rendere la sua produzione più realistica …

Alla conclusione dei titoli di coda però, la sceneggiatura fa un salto indietro nel tempo, mostrandoci come sia stato in origine assegnato al regista un compito ai limiti dell’impossibile, quello di girare uno zombie movie in piano sequenza appunto, che sarebbe stato tra l’altro proiettato live in TV. La seconda parte si concentra quindi sui suoi sforzi per portare a casa questa produzione contro ogni probabilità e sulla pletora di ostacoli che gli si presentano durante le riprese.

Come anticipato, Zombie contro Zombie si fa beffe del ‘dietro le quinte’ dell’industria dell’intrattenimento, e questo sembra essere lo scopo principale di Shinichiro Ueda, che ha lavorato con un budget di soli 27.000 dollari (diventando un vero e proprio caso nazionale in patria, dove il film è schizzato nella top10 e incassato milioni). In questo modo, questo lungometraggio diviene parodia dell’occasionale e spesso immotivata severità di alcuni registi o sedicenti ‘autori’, con Higurashi che urla “Azione!” nei momenti più inappropriati, per non parlare del fatto che arrivi addirittura a mettere a repentaglio le vite di attori e troupe introducendo ‘veri’ zombi sul set per rendere il suo progetto più realistico.

Anche i capricci delle auto-definitesi star sono una palese derisione di comportamenti comunemente associati ai protagonisti di lungometraggi o di serie TV, così come pure le ridicole richieste dei produttori, insieme al fatto che la maggior parte delle persone del settore considera gli spettacoli televisivi come progetti di bassa qualità. Inoltre, non mancano i ben poco sottili riferimenti alle lotte estenuanti che ogni giorno devono affrontare le produzioni a basso budget, mentre battagliano con direttori della fotografia ubriaconi e imprevisti last second che stravolgono piani preparati minuziosamente per giorni, costringendo a improvvisare e arrabattarsi come meglio si può per non sforare. Ultimi, ma non meno importanti, anche il ruolo delle starlette / scream queen, le lezioni di autodifesa per donne e “Il Metodo” ricevono la loro fetta di canzonature.

Il secondo grande merito della narrazione di Zombie contro Zombie è come riesca a strappare ancora più risate dalle stesse identiche battute nella seconda parte, svelando il ‘gioco di specchi’ e spiegando come alcuni bizzarri e incomprensibili momenti a cui abbiamo assistito (pause insolite dei protagonisti, battute fuori luogo ecc.) si siano effettivamente venuti a creare. Infine, Shinichiro Ueda riesce a mostrare tutte le difficoltà, ma anche le gioie e le soddisfazioni, che un film di questo tipo può assicurare alla sua troupe, con la conclusione che evidenzia in particolare questo secondo aspetto in modo delizioso.

Tutto quanto è poi messo in scena in modo esilarante e sfizioso, con il regista nipponico che ammanta la gran parte della pellicola di un velo da exploitation anni ’70, con l’ausilio del direttore della fotografia Tsuyoshi Sone, degli addetti agli effetti speciali Kasumi Nakamura e Kazuhide Shimohata e dei truccatori Junko Hirabayashi e Kazuhide Shimohata, che non fanno nulla per rendere Zombie contro Zombie un prodotto più ricco di quanto apparentemente dovrebbe.

Anche la recitazione del cast segue le stesse regole assurde della produzione, con gli attori – giovani e anziani, professionisti e non – che devono interpretare doppi ruoli (le loro parti nel film e il loro vero io), in modo caricaturale. Quelli che emergono e rimangono impressi sono comunque Harumi Shuyama, nei panni della make-up artist e moglie di Higurashi nella “vita reale”, che offre una grande performance attraverso una simpatica combinazione di arti marziali e paranoia e il già citato Takayuki Hamatsu, capace di portare energia e /o speranza ogni volta che la telecamera è su di lui.

In definitiva, Zombie contro Zombie è una vera e propria rivelazione, che riesce a trascendere i cliché dei film con gli zombi attraverso una parodia “blasfema” di tutto ciò che riguarda l’industria dell’intrattenimento (similmente ma diversamente da quanto aveva fatto Edgar Wright con L’Alba dei Morti Dementi ). Tuttavia, non possiamo esimerci dal concludere questa disamina con una sola parola: Pom!

Di seguito il trailer originale (con sottotitoli inglesi) di Zombie contro Zombie, nei cinema italiani solo il 7, l’8 e il 9 novembre:

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