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5/10 su 198 voti. Titolo originale: The Midnight Man, uscita: 30-09-2016. Regista: Travis Zariwny.

Recensione | The Midnight Man di Travis Zariwny

11/01/2018 recensione film di Sabrina Crivelli

Lin Shaye e Robert Englund insieme per un horror che porta sul grande schermo un nuovo interessante boogeyman, ma che purtroppo non concretizza appieno le buone premesse

Ensemble di buone premesse non concretizzate nel migliore dei modi, The Midnight Man di Travis Zariwny (già dietro al remake di Cabin Fever) mette in scena un demone dalle spaventose fattezze, ma purtroppo manca di profondità nella costruzione della trama e delle psicologie dei personaggi, perdendo così parecchio in termini di suspense.

Protagonista è Alex Luster (Gabrielle Haugh), orfana che assiste la nonna, Anna (la Lin Shaye della saga di Insidious), che l’ha cresciuta dopo il suicidio della madre e che ora è affetta da una non ben definita forma di demenza senile. Una sera, dopo aver messo a letto la donna, la ragazza invita a nella sua magione a trovarla un amico, Miles (Grayson Gabriel), e insieme trovano in soffitta per caso una scatola con all’interno un misterioso gioco, a cui decidono di partecipare. Difatti sono persuasi, per qualche incomprensibile cagione, che sia una buona idea, nonché del tutto innocuo, evocare per ludici intenti una misteriosa creatura appellata l’Uomo di Mezzanotte e che ciò possa trasformarsi in un divertente intrattenimento per la serata… Così seguono le sinistre istruzione che prevedono di scrivere dietro a una propria fotografia la peggior paura e il nome, appuntare quest’ultimo anche su un foglio (che ne ha già scritti sopra una serie) e pungersi con un ago (che peraltro è lì da decadi e viene condiviso da tutti i partecipanti con buona pace delle norme igieniche) per lasciare un’impronta digitale con il proprio sangue. Ai due si unisce successivamente Kelly (Emily Haine), che al contrario è assai più preparata sull’argomento, sebbene non ne venga chiarito il perché. In tutto ciò comincia a palesarsi il demone, il quale punisce chiunque infranga le regole, concretizzando in una sorta di sogno lucido i più terribili incubi di ciascuno, fornitigli peraltro comodamente dai partecipanti. Non solo, “a lui non piace perdere” e non gioca esattamente pulito.

Sospeso fra diversi difetti e taluni aspetti più felici, tra i punti di forza The Midnight Man c’è proprio l’Uomo di Mezzanotte, sia nell’ideazione che nella resa visiva. Da un lato il concept è una più gustosa rielaborazione del convenzionale e standardizzato demone evocato attraverso la solita tavola ouija, a cui vengono fusi l’approccio al ludico in declinazione dark e sadico / infernale sullo stile dei Cenobiti di Hellraiser e la componente onirica tipica del Freddy Krueger di Nightmare, con cui condivide peraltro l’iconico interprete (Robert Englund). E’ necessario in questo frangente sottolineare però che non si tratta di un copione originale, ma del rimaneggiamento maldestro ad opera di Zariwny del misconosciuto indie horror irlandese omonimo del 2013 scritto e diretto da Rob Kennedy, che si rifaceva a un creepypasta, il Gioco di Mezzanotte appunto, a sua volta apparentemente discendente da un antico rito pagano. Va comunque riconosciuta, seppur non nell’ideazione per sé del boogeyman, una certa abilità nella sua resa visiva, nel creature design, assai convincente e spaventoso anche quando del demone viene inquadrato il volto, rendendo perfino in mostruose maschere inumane e fibrose il cambio di espressione frutto del trucco prostetico della specialista Sandy Lindala (che tra gli altri ha lavorato al Star Trek: Beyond e al Death Note di Netflix). In tal senso si nota un notevole miglioramento rispetto al predecessore. A ciò si aggiunge l’uso perlopiù di effetti pratici e il limitato ricorso alla CGI, altra nota assolutamente positiva trattandosi di un prodotto non esattamente ad alto budget (vedere il recente Day of the Dead: Bloodline di Hèctor Hernández Vicens per capire come si possa sbagliare invece tutto). Ne risultano così alcune immagini riuscite, quali la cruenta immersione in una vasca ricolma di sangue da cui poi la sventurata vittima di turno emerge e si trascina faticosamente fuori.

Alterno è invece il giudizio sul cast: se lodevole è la scelta di un paio tra i volti più celebri della cinematografia del terrore, Englund e la Shaye, meno entusiasmante è l’uso che ne viene fatto. Il primo, abbandonati i panni del ‘demone dei sogni’ incarna un ruolo ben più umano, quello del medico amico di famiglia, ma la consueta abilità recitativa dell’attore è intaccata dall’esiguità dello spazio concessogli e dal non proprio esaltante copione. L’interpretazione della seconda, non più anziana medium per la Blumhouse, ma donna fragile e affetta da patologie mentali che hanno qualcosa di decisamente oscuro, è similmente afflitta dallo script e dal ruolo affibbiatole, che la obbligano a una recitazione un po’ troppo manierista e caricata. In senso più generale è proprio la sceneggiatura a rappresentare la peggiore pecca di The Midnight Man: purtroppo molti aspetti tutt’altro che trascurabili sono solamente abbozzati, a partire dalla figura di Anna e dal centrale legame con la nipote. Inoltre, alcuni dettagli della storia lasciano piuttosto perplessi, come apparizioni nel mezzo della notte di avventori a caso, oppure la smania di tutti di giocare – senza peraltro alcun tipo di stimolo positivo o di premio in ballo -, o il fatto che ci si dimentichi tranquillamente di uno dei partecipanti a rischio di morte imminente e si ciarli perdendo tempo tranquillamente … In ultimo, è lo sviluppo nel suo complesso a non risultare omogeneo e a non riuscire a creare la giusta tensione, preferendo procedere invece per frammenti sconnessi di narrazione, alcuni anche funzionanti di per sé, ma poco coesi nell’insieme.

Basato quindi su una serie di apprezzabili premesse, The Midnight Man si perde un po’ troppo nel portarle a compimento, rimanendo in ogni caso una buona fonte di intrattenimento senza molte pretese per i fruitori di horror.

Di seguito trovate il trailer italiano del film, nei nostri cinema dall’11 gennaio:

Robert Englund
Lin Shaye
Gabrielle Haugh
Emily Haine
Louise Linton
Abigail Pniowsky
Michael Sirow
Summer H. Howell
Luca Villacis
Grayson Gabriel
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