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6/10 su 550 voti. Titolo originale: A Girl Walks Home Alone at Night , uscita: 19-01-2014. Budget: $1,000,000. Regista: Ana Lily Amirpour.

Riflessione | A Girl Walks Home Alone at Night di Ana Lily Amirpour: il vampirismo al ritmo del bianco e nero

26/11/2020 recensione film di Marco Tedesco

Nel 2014, la regista iraniano-britannica esordiva dietro alla mpd con un film insolito e sinuoso, ironico e brutale, che strizza l'occhio al cinema di Jim Jarmush e Gus Van Sant

A Girl Walks Home Alone at Night (2014)

In A Girl Walks Home Alone at Night, primo lungometraggio di Ana Lily Amirpour, la ‘ragazza’ del titolo (Sheila Vand) non si limita a camminare: a volte resta più immobile di quanto umanamente possibile; a volte imita i passi vacillanti di un vecchio; a volte si toglie il chador e balla nel suo appartamento; a volte strappa la gola agli uomini; e a volte va in skateboard. Trasmettendo sia i tratti umani che l’alterità vampirica, i movimenti danzanti di Sheila Vand danno un senso perfetto alla decisione della regista iraniana di girare in bianco e nero anamorfico: è una creatura da – e di – un’altra epoca. I suoi movimenti sullo schermo, scivolando lentamente lungo il muro di un edificio un tempo grandioso sul suo skateboard, sembrano anche fermi nel tempo.

Non si limita a sfidare le conseguenze da cliché implicite nel titolo attraverso le sue potenti azioni di vampiro; riempie anche il quadro con il suo implacabile portamento e lo sguardo profondo. Apparendo per la prima volta come una silhouette in un chador completo, si trova vicino a un segnale di attraversamento stradale inventato da Ana Lily Amirpour come uno ‘scherzo visivo’, avvertendo i conducenti di fare attenzione alle donne vestite col chador. Ancora una volta, il significato è capovolto: tornare a casa da soli e indossare il velo non sono qui segni di vulnerabilità e mancanza di azione, ma di potere occulto.

AGirlWalksHomeAloneatNight.jpgA differenza della ragazza (Veronica Lake) di I Dimenticati (1941) di Preston Sturges, quella di A Girl Walks Home Alone at Night non è una spalla ma un supereroe, un angelo vendicatore le cui prime parole nel film, pronunciate a un ragazzino con uno skateboard (che lei gli prende), sono “Sei un bravo ragazzo?”. Amorale ma non immorale, la Ragazza uccide il magnaccia locale Saeed (Dominic Rains) dopo che ha cercato di colpirla, e più tardi il vecchio Hossein (Marshall Manesh), dopo aver costretto Atti (Mozhan Marnò), una delle prostitute di Saeed, a bucarsi con lui.

Ana Lily Amirpour ha detto di aver scritto il film per Sheila Vand dopo che quest’ultima le aveva confidato che qualcuno avrebbe dovuto considerarla per un ruolo da vampiro. Anche se A Girl Walks Home Alone at Night ci offre un maschio umano, Arash (“il James Dean persiano” nelle parole della regista), come personaggio che funge apparentemente da ‘punto di vista’ dello spettatore, è la Ragazza che ci costringe forzosamente a seguirla attraverso una storia sconnessa e nell’universo altamente carico di atmosfera di Bad City, una città iraniana creata nell’entroterra della California.

La regista e il suo cast fanno parte della diaspora iraniana globale, e il film accenna talvolta al cinema della New Wave, in particolare nel ragazzo consapevole che lascia cadere lo skateboard e in seguito è testimone di un evento fatale.

Come molti critici hanno notato all’epoca dell’uscita, A Girl Walks Home Alone at Night rende infatti omaggio palese ai primi lavori di Jim Jarmusch, quasi spedisse i vampiri di Solo gli amanti sopravvivono (2013) nei mondi sociali più marginali raffigurati nel suo Daunbailò (1986). Sembrano esserci anche accenni a Mala Noche (1986) di Gus Van Sant, con la sua “brutta nottata” che suggerisce la Bad City di Ana Lily Amirpour. A differenza dei titoli citati, tuttavia, il film del 2014 offre una nitidezza e una raffinatezza da videoclip musicale. Ogni gesto è coreografato, ogni fotogramma è affascinante, ogni dettaglio del montaggio audio è perfettamente posizionato. Quando funziona – come nella lunga sequenza dell’incontro tra la Ragazza e uno strafatto Arash, che fa un grande uso di obiettivi anamorfici e dei flare, o il momento in cui lui le si avvicina nel suo appartamento e, ancora una volta, il tempo sembra rallentare – questo ritmo è sorprendente, ma ciò che funziona nei momenti più intensi può far impallidire l’intero arco narrativo.

La narrazione tipica del ‘ragazza che incontra un ragazzo’ viene messa in primo piano a scapito di personaggi molto intriganti: Arash Marandi ha un certa presenza scenica, ma interpretare l’eroe ferito Arash non gli consente nessuno degli scopi concessi invece a Dominic Rains, che interpreta Saeed. Il suo tentativo di sedurre la ragazza, pavoneggiandosi, a torso nudo e adrenalinico, risuona in qualche modo coi temi a sfondo sessuale osservati in un latro esordio coevo di una cineasta iraniano-americana, Appropriate Behaviour di Desiree Akhavan.

A Girl Walks Home Alone at Night (2014) filmA questo punto A Girl Walks Home Alone at Night sembra anche pronto per una resa dei conti tra la Ragazza e Shaydah (Rome Shadanloo), un ragazzo ricco annoiato la cui famiglia impiega Arash come tuttofare e che flirta con lui e poi lo abbandona a una festa – ma presto questo intrigante e ben scritto personaggio lascia la scena. Il personaggio di Reza Sixo Safai, il Rockabilly, è una nota gradita di intrigo e imprevedibilità in un film altrimenti strettamente tenuto a bada, ma la sua danza con i palloncini – un omaggio alle bizzarrie di David Lynch – è così dislocato da risultare quasi un inserto extradiegetico.

Sotto il suo aspetto patinato e da nouvelle vague (la ragazza sfoggia un top a righe), A Girl Walks Home Alone at Night a volte può sembrare privo di cuore: girato in bianco e nero, deve omettere il rosso scioccante che era un così potente contrasto con la neve bianca in Lasciami entrare (2008) di Tomas Alfredson. Quando la ragazza morde il dito di Saeed e lo usa per dipingere come fosse un rossetto le sue labbra, il monocromo lascia che il momento sia arguto, ma ironico piuttosto che arrabbiato nella sua critica alla violenza di genere. Sembra plausibile solo che Arash avrebbe successivamente camminato oltre la Ragazza nonostante le macchie di sangue intorno alla sua bocca se fossero vissuti effettivamente in un mondo in bianco e nero in cui nessuna ombra viene registrata. Questo certamente richiama la noia e le strade deserte, e la totale mancanza di attenzione data al canalone lungo la strada zeppo di dozzine di cadavere, la ‘discarica’ della ragazza.

O, forse, è un’indicazione del vero personaggio che fa da ‘punto di vista’ dello spettatore sul film: il gatto che Arash ruba nela scena iniziale e che ruba la scena finale con uno sguardo diretto nella cinepresa. La visione dei colori dei gatti, sebbene non rigorosamente monocromatica, è molto meno vibrante di quella degli umani e, come cacciatori, la loro etica potrebbe essere più vicina a quella della Ragazza che a quella degli esseri umani come il commentatore che Hossein vede in televisione, dicendo alle mogli come comportarsi. Ripetuti primi piani estremi degli occhi del gatto confermano questo senso di una visione del mondo felina fredda e amorale che controlla A Girl Walks Home Alone at Night, una visione che è spesso parallela a quella del vampiro: è degno di nota il fatto che la ragazza uccida Saeed e Hossein, entrambi crudeli con il gatto. I gatti sono notoriamente difficili da dirigere sul set, ed è la performance ribelle e spontanea del gatto Masuka che porta nel film alcune delle qualità crude, vivide e maliziose tipiche delle opere di Jim Jarmusch o del lavoro più improvvisato di Gus Van Sant.

A Girl Walks Home Alone at Night film 2014Ma Masuka non è l’unico elemento vivo e imprevedibile che consente a A Girl Walks Home Alone at Night di superare il rischio di un’inerzia patinata: il sound design di Jay Nierenberg evoca l’udito soprannaturale del vampiro; il rombo continuo fuori campo dei treni che trasportano petrolio dalle torri di Bad City suggerisce allo stesso tempo la noia ripetitiva della vita quotidiana e la possibilità di una via d’uscita.

Ciò avviene attraverso la musica: Ana Lily Amirpour, cantante e DJ, utilizza la colonna sonora con tale verve e ritmo che il film diventa quasi un musical. I CD di Arash sono le prime cose che lui mette in valigia quando lascia la città per sempre, e la Ragazza sembra essere ‘accolta’ solamente perché risponde al suo amore per la musica. La regista – e sceneggiatrice e produttrice – porta la protagonista a inclinare all’indietro la testa di Arash, esponendo il suo collo, sulle note di Death dei White Lies: “Posso sentire il mio cuore battere mentre accelero con / Il senso del tempo che mi raggiunge.” Ma lei, invece di morderlo, appoggia l’orecchio contro il suo petto, ascoltando il ritmo della vita che la musica porta a questa visione vampiresca inesorabilmente elegante.

Di seguito la scena finale di A Girl Walks Home Alone at Night, ancora clamorosamente inedito nel nostro paese:

Fonte: BFI