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Titolo originale: Dellamorte Dellamore , uscita: 25-03-1994. Budget: $4,000,000. Regista: Michele Soavi.

Rupert Everett nel 1993: “Dellamorte Dellamore mi ricorda i film di James Dean” | Tra le pieghe del tempo

08/07/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Il protagonista dell'horror diretto da Michele Soavi tratto da un romanzo di Tiziano Sclavi azzardava paragoni arditi pochi mesi prima dell'uscita nei cinema

Rupert Everett in Dellamorte Dellamore (1994)

Ormai tutti sanno che Rupert Everett, attore britannico classe 1959, è colui al quale Tiziano Sclavi ha ‘rubato’ il volto per modellarci quello del suo Dylan Dog, personaggio approdato nelle edicole nel lontano 1986 e da allora divenuto una vera e propria icona. E come tutti ormai sapranno, fu proprio il protagonista di Cronaca di una morte annunciata di Francesco Rosi e di Gli occhiali d’oro di Giuliano Montaldo ad essere scelto dal regista Michele Soavi per incarnare al cinema una sorta di alter ego / precursore dell’indagatore dell’incubo, Francesco Dellamorte, in Dellamorte Dellamore, adattamento dell’omonimo romanzo nero di Sclavi pubblicato nel 1991 dopo 8 anni di oblio.

In un’intervista rilasciata a Fulvia Caprara per La Stampa nell’ottobre del 1993, a pochi mesi dall’uscita nei cinema del lungometraggio, Everett raccontava come mai non ha esitato nemmeno per un istante ad accettare la parte:

Ne sono stato molto contento, perchè mi piacciono l’umorismo macabro e la secca ironia delle storie di Tiziano Sclavi; storie che sono anche molto profonde.

Poi, approfondendo un po’, si sbilanciava invece con un paragone azzardato:

Non ho avuto dubbi nell’accettare questo ruolo: mi ha subito interessato perchè ha due facce, una positiva e l’altra negativa, e perchè simboleggia, in una versione ovviamente più malata, una gioventù che ha molto in comune con quella rappresentata da James Dean. Una gioventù che non vuole crescere secondo le regole degli adulti.

Infine, curiosamente (ma nemmeno tanto, visto che in effetti non avrebbe più cercato e/o ottenuto ruoli affini, se si esclude una comparsata in Black Mirror nel 2011), Rupert Everett affermava di non essere un amante del genere horror:

Solitamente non vado mai al cinema a vedere film del terrore, perchè non raccontano belle storie e non descrivono bei caratteri e io cerco invece una storia appassionante.

Dichiarazioni a parte, Dellamorte Dellamore rimane per molti l’ultimo grande film horror italiano prima del definitivo declino degli anni successivi, dal quale, salvo alcuni sparuti esempi, ancora oggi non siamo riemersi.

Questa la sinossi ufficiale:

Francesco Dellamorte è il custode del cimitero di Buffalora e svolge il suo compito con l’aiuto di Gnaghi, grasso e ritardato. Il cimitero ha una piccola particolarità: i morti tornano a vivere dopo pochi giorni dalla sepoltura e Dellamorte deve eliminarli sparando loro con una pistola. Una giovane vedova, giunta al cimitero per visitare la tomba del marito, attira l’attenzione di Dellamorte e i due fanno l’amore sulla tomba proprio mentre il marito torna in vita. Dellamorte lo elimina, ma non prima che questi abbia morso la donna, con gravi conseguenze.

Di seguito il trailer originale di Dellamorte Dellamore:

Fonte: La Stampa