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Voto: 4/10 Titolo originale: Spiral: From the Book of Saw , uscita: 12-05-2021. Budget: $20,000,000. Regista: Darren Lynn Bousman.

Spiral – L’eredità di Saw | La recensione del film di Darren Lynn Bousman

15/06/2021 recensione film di William Maga

Chris Rock è l'inadeguato protagonista del nono capitolo della saga, una falsa (ri)partenza che ha ben poco di innovativo o interessante

chris rock spiral saw film 2021

A partire dal 2004, anno de fulminante primo film, e per i successivi sei, molti all’epoca (aka gli adolescenti) avranno probabilmente pensato che l’apice del cinema horror fosse la saga di Saw, specialmente chi a causa della giovane età facesse ancora fatica a distinguere tra un prodotto genuinamente spaventoso e qualcosa di semplicemente cruento. Con un’uscita rigorosamente annuale fissata per il cruciale periodo di Halloween, facile quindi convincersi di essere ‘orrorofili’ DOC varcando ogni volta l’ingresso del cinema per vedere un altro tassello del piano dell’Enigmista. Altrettanto probabilmente vero è però che crescendo e rivedendoli, nonostante un possibile senso di nostalgia per quei film, si sia fatta strada la consapevolezza che fossero piuttosto ‘vuoti’, soprattutto gli ultimi tre o quattro capitoli.

Tuttavia, la convinzione che il grande potenziale del concept non fosse stato sfruttato appieno aleggiava nell’aria, come se tutto ciò di cui ci fosse bisogno fosse una visione più chiara e con un approccio diverso e fresco al materiale di partenza. Dopo un lungo stop Hollywood ha così cercato nel 2017 di estrarre dal cilindro la magia nel quasi reboot Saw: Legacy (la recensione), ma gli sforzi si sono rivelati relativamente infruttuosi nel riportare la serie al suo antico splendore. Allora adesso, dopo un’altra pausa di riflessione, per l’ennesima ripartenza / spin-off / riavvio /qualunque cosa sia la Lionsgate ha deciso di affidarsi ai consigli del mega-fan dichiarato Chris Rock per rinvigorire un franchise dichiaratamente a corto di idee.

SPIRAL - L'EREDITÀ DI SAW film poster 2021Facciamo la conoscenza del detective Ezekiel ‘Zeke’ Banks (Rock), a cui per risolvere un caso è appena stato assegnato un nuovo volenteroso partner, William (Max Minghella), che è consapevole della sua reputazione tra i colleghi per essere una ‘spia’ dopo che qualche anno prima aveva fatto arrestare un poliziotto corrotto. Nonostante la stima per suo padre, l’ex capo della polizia ora in pensione Marcus (Samuel L. Jackson), da allora Zeke è trattato comunque da tutti come un paria alla centrale, ma questo status quo non inficia minimamente sulla sua volontà di catturare un serial killer che ha deciso di imitare le gesta dello scomparso Enigmista, cominciando a rapire e torturare alcuni agenti del distretto per poi inviare proprio a lui dei video in cui si vanta dei crimini.

Se Spiral – L’eredità di Saw di Darren Lynn Bousman vi suona un po’ come Saw IX ma con un cast rinnovato, difficile darvi torto. Nonostante il budget più importante (circa 20 milioni di dollari) e l’aspetto più luccicante dell’intero lotto, è in definitiva davvero soltanto un altro film della saga, e non di quelli particolarmente riusciti. Gran parte della campagna marketing del film si era concentrata nei mesi scorsi sulla sua natura ‘innovativa’ e su come avrebbe guidato il franchise verso inediti lidi, quando – in realtà – non fa nulla del genere. E, forse, la sua peggior colpa è che in mezzo a tutti i terribili dialoghi, alla tremenda color grading e alle strizzate d’occhio al genere procedurale e ai buddy cop movie non c’è nessuna trappola che sia lontanamente interessante quanto quelle viste in precedenza.

Tuttavia, ciò che lascia più basiti in Spiral è la performance di Chris Rock, incredibilmente stonata. L’attore 56enne – parecchio più a suo agio nei ruoli comici – aderisce nel dubbio a quella scuola di recitazione che consiglia semplicemente che, quando le cose si fanno serie, devi strizzare molto gli occhi; più la situazione è grave, più intenso è lo strizzamento. Ma oltre a lui che apparentemente dimentica di indossare i suoi occhiali da sole in ogni scena drammatica, colpisce la natura legnosa del personaggio, che lo fa sembrare come se fosse stato a disagio sul set. D’altro canto, Samuel L. Jackson fa molta meno fatica, anche se la sceneggiatura non gli offre molto su cui lavorare, né tantomeno minutaggio. Principalmente perché non c’è davvero nessuna ciccia attaccata all’osso qui, o almeno nessuna ciccia che riempia lo stomaco.

È un film di Saw comunque, quindi non mi importa se sia relativamente spento sul fronte narrativo, perché nessuno va a vederlo confidando di trovarci un travolgente dramma poliziesco o una storia da brividi su un padre e un figlio ormai estranei nello stesso palazzo, eppure Spiral si appoggia a così tanti di questi cliché narrativi, salvo poi abbandonarli completamente nel finale incredibilmente brusco. Che si tratti di scavare via flashbak nella vita personale di Zeke, o di provare a infilare un commento lontanamente coeso, magari addirittura stimolante, sull’attualissimo tema delle violenze della polizia in America, semplicemente spreca il nostro tempo e si divora voracemente in pochi bocconi la – fortunatamente breve – durata (circa 90 minuti), lasciandoci con appena qualche briciola quando in realtà sarebbe stato il momento di ingozzarci di portate.

SPIRAL - L'eredità di Saw (2021) film horrorCome anticipato, il peccato capitale di Spiral (che non è il provare a omaggiare Se7en di David Fincher) deriva in special modo dal fatto che le trappole portate sullo schermo – sebbene truci e ‘dolorose’ (siamo pur sempre in un Rated-R) – non sono particolarmente creative o memorabili. Se ricordate, con gli ultimi capitoli la saga di Saw aveva sfondato il muro del suono della ridicolaggine di tali macchinazioni, compensando però con un delirante fascino che derivava proprio da quelle situazioni quasi comicamente contorte. Qui si opta invece per una sorta di ‘semplificazione’ per tali sadici meccanismi, e dopo bene 17 (!) anni di torture di ogni tipo, la semplicità non può essere vista come un’idea intrigante …

Forse – e sottolineiamo forse – se i pezzi di film in mezzo a queste trappole tutt’altro che stellari (lasciamo stare le modalità e i tempi che richiederebbe costruirle e piazzarle …) fosse anche appena lontanamente competente, si sarebbe pure potuto sorvolare, ma quando entrambi gli ingredienti falliscono in modo così spettacolare, non ci sono davvero molte scuse.

C’è da rimanere quindi davvero perplessi per l’approccio che è stato adottato per Spiral. Volevano fare qualcosa di ‘nuovo’, quindi hanno optato per un casting di richiamo (per qualcuno lo sarà eh!), ma hanno confermato gli sceneggiatori di Saw: Legacy, (ri)preso il regista di Saw II, III e IV, coinvolto lo storico compositore Charlie Clouser e i produttori sono gli stessi di tutti i capitoli precedenti. Un paio di volti riconoscibili al centro del film possono davvero giustificare in qualche modo l’idea di ‘grande novità’ quando tutto il resto è così completamente familiare (e approssimativo)?

Non c’è un afflato di vita nel prodotto finale, nessuna anima al suo centro, e niente che espanda – o riscatti – una saga ormai logora. Sembra quasi una fan-fiction di Saw scritta nel 2006, ed è esattamente in quell’ambito che dovrebbe rimanere. In ogni caso, il finale irrisolto lascia prevedere che il gioco non è ancora concluso, quindi risediamoci pure comodi.

Di seguito trovate il full trailer doppiato in italiano di Spiral – L’eredità di Saw, nei nostri cinema dal 16 giugno: