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Titolo originale: Superman , uscita: 14-12-1978. Budget: $55,000,000. Regista: Richard Donner.

Superman: il volo di Christopher Reeve rischiò di non funzionare nel film del 1978

27/06/2026 news di Marco Tedesco

Prima di realizzare una delle scene più iconiche della storia del cinema, Richard Donner dovette rivoluzionare gli effetti speciali e scontrarsi con i produttori

superman 1978 film reeves

“Crederete che un uomo possa volare.” È una delle tagline più celebri della storia del cinema. Ma, all’inizio, Richard Donner temeva che il pubblico non ci avrebbe creduto affatto.

Durante la lavorazione di Superman, uscito nel 1978, una delle sfide più grandi fu proprio trovare un modo credibile per mostrare Christopher Reeve in volo. Oggi quelle sequenze sono considerate iconiche, ma i primi test realizzati prima dell’intervento di Donner erano tutt’altro che convincenti.

Il problema, però, non riguardava solo gli effetti speciali. Fin dal suo arrivo, Donner decise di rivoluzionare il progetto, abbandonando ogni tentazione camp e imponendo un approccio molto più serio e rispettoso nei confronti dell’Uomo d’Acciaio.

“Volevo fare un buon film su questo personaggio amato e trattarlo con il massimo rispetto.”

Il regista sapeva che Superman non poteva sembrare una parodia. Doveva essere spettacolare, certo, ma anche sincero, epico e credibile. Per questo il volo non era un dettaglio tecnico qualsiasi: era la promessa stessa del film.

Quando Donner vide i test iniziali, capì subito che non avrebbero funzionato. Gli attori venivano ripresi sdraiati su una tavola davanti a uno schermo, con un effetto che il regista giudicò artificiale e poco cinematografico.

“Sembrava pessima televisione. Era terribile.”

Per un film costruito attorno all’idea che il pubblico dovesse davvero credere nel volo di Superman, quel risultato era semplicemente inaccettabile.

Anni dopo, Donner avrebbe definito Superman “il film impossibile”. Non solo per le difficoltà tecniche, ma anche perché la produzione prevedeva di girare contemporaneamente il primo film e parte del sequel, Superman II, in un processo lungo, complesso e pieno di tensioni.

Donner decise quindi di ripartire da zero. La produzione venne divisa in diverse unità di ripresa e una di queste fu dedicata esclusivamente alle sequenze di volo di Superman.

La soluzione arrivò grazie all’artista degli effetti visivi Zoran Perisic, che aveva sviluppato un innovativo sistema di front projection. La tecnologia permetteva di sincronizzare cinepresa e proiettore, dando ai movimenti di Superman una fluidità molto più credibile rispetto ai metodi tradizionali.

“Quando vidi i test dissi: ‘È fantastico!’. Ma i produttori non volevano spendere i 25.000 dollari necessari per completare lo sviluppo della tecnologia.”

Alla fine fu Warner Bros. a finanziare lo sviluppo del sistema, permettendo a Perisic di completarlo e a Donner di realizzare finalmente le sequenze che aveva immaginato.

Il risultato colpì profondamente la troupe. Donner ricordò che, quando videro per la prima volta Christopher Reeve volare in modo realmente convincente, sul set calò il silenzio.

“Quando vedemmo Superman volare davvero per la prima volta calò il silenzio. Alcuni membri della troupe si misero perfino a piangere.”

Quelle immagini diventarono uno degli elementi decisivi del successo del film. Non erano solo un effetto speciale: erano la prova che un cinecomic poteva essere preso sul serio, emozionare il pubblico e costruire un immaginario destinato a durare per generazioni.

Guardando oggi quelle sequenze può sembrare normale vedere Christopher Reeve sfrecciare tra i grattacieli. Ma nel 1978 nessuno era mai riuscito a convincere davvero il pubblico che un uomo potesse volare. Richard Donner ci riuscì, trasformando uno slogan pubblicitario in una delle promesse mantenute più celebri della storia del cinema.

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