A metà strada tra Dune e Fast and Furious: ecco il folle fantasy action su Prime Video da vedere nel weekend
20/06/2026 news di Andrea Palazzolo
Non è Dune, non è Fast & Furious, ma un'altra epopea nel deserto ricco di sangue e metallo. Su Prime Video devi vedere questo capolavoro.

Cosa può fare un appassionato di cinema nel momento in cui arriva il weekend ed è anche estate? Ovviamente guardare un film tra i più avvincenti degli ultimi anni, ma cosa guardare tra le centinaia di proposte sui cataloghi delle piattaforme streaming? C’è una pellicola in particolare che risulta perfetta per l’occasione. Un’epopea nel deserto, meno politica e più action, con una forte potenza visiva e quella lotta per una risorsa vitale. Tutti aspetti che ricordano Dune di Denis Villeneuve, ma anche l’azione sfrenata su quattro ruote, tra sangue e metallo, in pieno stile Fast and Furious. Di cosa parliamo? Ovviamente di Mad Max Fury Road.
La storia di questo film comincia nel 1985, quando Mad Max oltre la sfera del tuono chiudeva una trilogia low budget che aveva fatto di Mel Gibson una star planetaria. Miller, medico diventato regista quasi per caso, aveva creato quei film con un obiettivo preciso: mostrare ai giovani australiani che le automobili erano armi letali, non giocattoli. L’impatto visivo generato dalle acrobazie selvagge e dai combattimenti su quattro ruote aveva però innescato qualcosa di molto più grande: Mad Max era diventato l’archetipo del cinema d’azione fantasy post-apocalittico, influenzando videogame, fumetti e intere generazioni di filmmaker.
Trent’anni dopo, Miller decide di tornare in quel mondo devastato. Ma la Terra di Mad Max Fury Road è cambiata: sono passati 45 anni dalla fine della civiltà come la conosciamo. Non esistono più regole, leggi, elettricità o acqua. Le grandi economie sono crollate, le città costiere cancellate, l’aria è veleno. Ciò che resta dell’umanità vaga nel deserto o sopravvive ai piedi della Cittadella, una fortezza dove l’acqua viene pompata da falde acquifere lontanissime e usata come moneta di scambio dal tiranno Immortan Joe.

In questo inferno si muove Max Rockatansky, non più interpretato da Gibson ma da Tom Hardy. È un guerriero solitario, un ronin post-moderno tormentato dal passato, convinto che l’unica via per sopravvivere sia vagare da solo. Ma il destino lo trascina nella guerra scatenata da Furiosa, interpretata da Charlize Theron con il cranio rasato e un braccio meccanico. Quando non torna da Gas Town con il suo camion, Joe capisce immediatamente che qualcosa non quadra. La sua rabbia esplode quando scopre che sono sparite le cinque donne che teneva prigioniere per perpetuare la sua stirpe ovvero le sue mogli.
Quello che segue è un inseguimento forsennato attraverso le lande desolate dell’Australia. Joe scatena l’inferno, mobilitando non solo l’esercito della Cittadella ma anche quelli di Gas Town e Bullet Farm. Al suo fianco ci sono i “ragazzi di guerra”, giovani guerrieri dal sangue pulito che combattono per lui sperando di morire gloriosamente. Tra loro c’è Nux, interpretato da Nicholas Hoult, un ragazzo con due tumori al collo che sa di avere metà vita e che usa la guerra come ultima possibilità di riscatto.

La genialità di Miller sta nell’aver costruito un film che è essenzialmente un unico, interminabile inseguimento, ma che contiene più strati narrativi e simbolici di molti film contemplativi. La regia trasforma le strade del deserto in una bolgia dantesca dove camion modificati, auto impazzite e guerrieri appesi a pertiche telescopiche si scontrano in un balletto di morte e distruzione. E qui arriva il colpo di genio: niente green screen, niente CGI invasiva. Miller ha voluto tutto vero.
Ma sotto la superficie action c’è molto altro. Mad Max Fury Road è un film femminista mascherato da blockbuster pieno di testosterone. Il vero protagonista non è Max, ridotto quasi a spalla silenziosa per buona parte del film. È Furiosa, che guida l’azione, prende le decisioni, porta avanti la missione. Le cinque mogli non sono damigelle in pericolo ma donne che scelgono la libertà rischiando la vita. E quando Furiosa incontra le Vuvalini, un gruppo di donne anziane sopravvissute nel deserto (tra cui Megan Gale), il film rivela la sua vera natura: è una storia di redenzione collettiva, di ribellione contro il patriarcato violento incarnato da Immortan Joe.
L’eredità di Mad Max Fury Road va oltre i numeri e i premi. Ha dimostrato che il cinema d’azione può essere arte, che le sequenze spettacolari non escludono la profondità tematica, che un settantenne può girare il film d’azione più vitale e moderno dell’ultimo decennio. Ha influenzato una nuova generazione di filmmaker, da Denis Villeneuve (che ha citato Miller come ispirazione per Dune) a Chad Stahelski (regista della saga di John Wick). Ecco, quindi, la visione perfetta per un weekend estivo come questo. Che andiate su Prime Video o HBO Max, il deserto vi aspetta.
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