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Tua madre dovrebbe proteggerti, ma farà tutt’altro: il film horror che tutti stanno guardando

15/10/2026 news di Andrea Palazzolo

Il nuovo horror di Rob Savage con Jessica Chastain trasforma la figura materna in una presenza terrificante.

Mammina

Cosa succede quando il volto che dovrebbe rassicurarti diventa quello che ti terrorizza? Mammina arriva nei cinema italiani per rispondere a questa domanda nel modo più inquietante possibile, trasformando la figura materna in una presenza ambigua che oscilla tra protezione e minaccia. Il film di Rob Savage, tratto dal romanzo L’altra mamma di Josh Malerman, costruisce il proprio terrore sull’intuizione che non serve un mostro che arrivi da fuori quando può assumere le sembianze della persona che ami di più.

Al centro della storia c’è Bela, otto anni, interpretata da Arabella Olivia Clark. Nella nuova casa dove vive con i genitori comincia ad apparirle una presenza che somiglia in modo quasi perfetto a sua madre. Non si tratta di una sosia goffa o di un’imitazione evidentemente sbagliata: l’entità replica il volto, la voce, i gesti con una precisione tale da rendere impossibile, almeno inizialmente, distinguerla dalla vera Ursula. Bela la chiama “l’Altra Mamma”, un nome che tradisce insieme la familiarità e lo straniamento di questa figura che chiede insistentemente di essere lasciata entrare nella sua vita.

A interpretare entrambe le versioni della madre è Jessica Chastain, in un doppio ruolo che rappresenta uno dei punti di forza del progetto. L’attrice deve costruire due personaggi che condividono lo stesso corpo ma abitano spazi emotivi opposti: la madre reale, attraversata dalle difficoltà di una relazione coniugale complicata, e l’entità soprannaturale che utilizza quel volto per insinuarsi nella psiche della bambina. Rob Savage ha sottolineato come la sfida non fosse semplicemente tecnica, legata alla presenza doppia sullo schermo, ma richiedesse a Chastain di modulare postura, sguardo e tono di voce in modo tale da rendere percepibile la differenza tra le due figure senza stravolgerne l’aspetto esteriore.

Il film non si limita a utilizzare il soprannaturale come fonte di spavento improvviso. L’Altra Mamma non appare per qualche istante e poi scompare, non si nasconde nell’ombra aspettando il momento giusto per colpire: vuole costruire un legame. Chiede a Bela di accettarla, di lasciarla entrare non solo nella casa ma nel suo cuore, e questa insistenza trasforma il mostro in qualcosa di più subdolo rispetto alla creatura tradizionale dell’horror. La minaccia è tanto fisica quanto psicologica, perché mette in discussione la capacità della bambina di fidarsi della propria percezione e delle persone che la circondano.

La scelta di affidare lo stesso volto a madre reale ed entità produce un cortocircuito narrativo potente. Bela si trova nella posizione di dover decidere quale delle due figure meriti la sua fiducia, ma come può una bambina di otto anni stabilire con certezza chi è autentico quando entrambe sembrano identiche? Il film gioca proprio su questa incertezza, moltiplicando le situazioni in cui la bambina deve interpretare segnali ambigui, piccole differenze comportamentali, momenti in cui la madre sembra agire in modo leggermente diverso dal solito.

Alle spalle del progetto c’è James Wan, produttore attraverso Blumhouse Atomic Monster e figura centrale dell’horror degli ultimi vent’anni grazie a franchise come Saw, Insidious e The Conjuring. La presenza congiunta di Savage e Wan chiarisce il tipo di horror verso cui il film sembra orientarsi: una componente soprannaturale molto visibile, inserita però all’interno di una situazione familiare che fornisce al mostro la materia emotiva su cui lavorare. Non si tratta di un horror puramente atmosferico né di uno slasher tradizionale, ma di qualcosa che sta nel mezzo, dove la minaccia fisica è reale ma nasce da una frattura psicologica.

Il film dura 93 minuti, una misura compatta per un horror che concentra quasi tutta la propria tensione all’interno di pochi ambienti e di una dinamica familiare sempre più compressa. La distribuzione è affidata a Universal Pictures, che punta sul film come uno dei titoli horror più attesi dell’autunno, sostenuto dalla combinazione tra un cast di peso, un regista emergente e un produttore del calibro di James Wan.

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