Titolo originale: Blade Runner 2099 . Stagioni: 1.
Blade Runner 2099, il teaser della serie porta la guerra tra umani e replicanti a un nuovo livello
24/07/2026 trailer news di Stella Delmattino
Michelle Yeoh e Hunter Schafer guidano il nuovo capitolo televisivo della saga, in arrivo il 25 novembre su Prime Video

Prime Video ha svelato al San Diego Comic-Con il primo teaser trailer di Blade Runner 2099, confermando anche che tutti gli otto episodi della miniserie debutteranno il 25 novembre 2026 in oltre 240 Paesi e territori. Il nuovo capitolo dell’universo creato da Ridley Scott sarà ambientato cinquant’anni dopo Blade Runner 2049 e porterà il conflitto tra esseri umani e replicanti verso un equilibrio completamente diverso.
Il teaser introduce infatti una Los Angeles rinata dopo una guerra che ha rovesciato i rapporti di forza della saga. I replicanti non sono più soltanto esseri artificiali braccati o costretti a vivere ai margini: hanno conquistato il potere, mentre gli esseri umani sono diventati cittadini di seconda classe.
Cora e Olwen al centro della nuova Los Angeles
Le protagoniste sono Cora, interpretata da Hunter Schafer, e Olwen, affidata al premio Oscar Michelle Yeoh.
Secondo la sinossi ufficiale, Cora è una fuggitiva che, in un ultimo tentativo di smettere di scappare, assume una nuova identità: quella di una Blade Runner. Costretta a collaborare con Olwen, una replicante a cui restano pochi giorni di vita, dovrà dare la caccia a un fuggitivo che nasconde una verità capace di far crollare la loro fragile città.
Nel trailer, Cora descrive un mondo in cui gli esseri umani hanno già perso terreno:
«Abbiamo già combattuto una guerra. Abbiamo perso. I replicanti continuano a portarci via tutto. Quanto manca prima che non ci resti più niente? Prima che non siamo più niente?»
La risposta di Olwen chiarisce invece quale sia il nuovo ordine:
«Il vecchio mondo continua a lottare per tornare. Gli esseri umani vogliono riprendersi ciò che è stato loro tolto. Ma adesso è il nostro momento.»
La guerra è finita, e gli esseri umani hanno perso
La showrunner Silka Luisa ha spiegato che tra gli eventi di Blade Runner 2049 e quelli della nuova serie è scoppiata una rivolta dei replicanti, culminata con la sconfitta dell’umanità.
«C’è stata una rivolta dei replicanti che sembrava covare da tempo. Tra il 2049 e il 2099 è successo: la guerra è scoppiata e gli esseri umani hanno perso. I nostri peggiori timori si sono avverati. Adesso sono i replicanti a detenere il potere nella città e gli esseri umani sono diventati cittadini di seconda classe.»
Il cambio di prospettiva è uno degli elementi centrali di Blade Runner 2099. Per la prima volta, la saga racconterà in modo esteso il mondo dal punto di vista dei replicanti, approfondendo non soltanto la loro condizione sociale, ma anche la paura della morte e il desiderio di sopravvivere.
«Abbiamo il vantaggio della televisione, con tutte le ore necessarie per esplorare le sfumature di una paura molto umana: non voler morire. C’è qualcosa nell’idea che, quando muori, non ti spegni semplicemente. Inizi a precipitare. C’è volatilità, pericolo e disperazione, ed è qualcosa che Michelle ha portato molto bene nella sua interpretazione.»
La domanda che guiderà la serie nasce proprio da questo nuovo equilibrio:
«La serie immagina ciò che verrà dopo di noi e si chiede che cosa significhi essere umani in un mondo in cui l’umanità non è più rilevante.»
Da Blade Runner al “sunshine noir”
Pur mantenendo come riferimento il film diretto da Ridley Scott nel 1982, Blade Runner 2099 cercherà una propria identità anche sul piano visivo. Silka Luisa ha descritto l’estetica della serie come uno “sunshine noir”, un noir illuminato dal sole e ambientato spesso lungo la costa californiana.
«Abbiamo scelto uno “sunshine noir”. Siamo ancora pienamente nel mondo di Blade Runner, ma la serie parla di una nascita: la nascita di una città e di un’era dei replicanti. Questi personaggi stanno scoprendo chi sono davvero. Il clima è caldo, umido e soleggiato. Siamo spesso sulla costa e a Santa Monica. È come vedere la texture di Ridley Scott attraverso il filtro del sunshine noir.»
Il cambiamento non comporterà quindi l’abbandono dell’identità visiva della saga, ma una sua trasformazione. Alle piogge incessanti, ai neon e alle notti soffocanti dei film si affiancheranno luce, caldo e paesaggi costieri, senza rinunciare alla tensione noir e alla riflessione sul confine tra naturale e artificiale.
Il ritorno al romanzo di Philip K. Dick
Per costruire il mondo della serie, gli autori non si sono limitati ai film di Ridley Scott e Denis Villeneuve, ma sono tornati anche al romanzo di Philip K. Dick Do Androids Dream of Electric Sheep?, pubblicato in Italia anche con il titolo Il cacciatore di androidi.
«Siamo tornati al libro per gran parte della costruzione del mondo. Trattandosi di una serie televisiva, avevamo molte più ore a disposizione e quindi la possibilità di ampliare l’universo, visitare altri luoghi ed esplorare parti della sua storia che i fan erano curiosi di vedere ma che non erano mai state mostrate. Il romanzo ci ha aiutato a capire in quale direzione farlo.»
La durata televisiva permetterà quindi di sviluppare aspetti della società, della storia e della geografia di Blade Runner che nei lungometraggi erano rimasti sullo sfondo.
Cast e squadra creativa
Accanto a Michelle Yeoh e Hunter Schafer, il cast principale comprende Dimitri Abold e Lewis Gribben. Tra le guest star ricorrenti figurano Katelyn Rose Downey, Daniel Rigby, Johnny Harris, Amy Lennox, Sheila Atim, Matthew Needham, Tom Burke e l’italiano Maurizio Lombardi.
Silka Luisa è showrunner ed executive producer insieme a Ridley Scott, Andrew Kosove, Broderick Johnson, Ben Roberts, David W. Zucker, Clayton Krueger, Tom Spezialy, Richard Sharkey, Michael Green, Cynthia Yorkin, Frank Giustra e Isa Dick Hackett.
Jonathan van Tulleken, già regista di Shōgun, è executive producer e dirige i primi due episodi, mentre Steven Johnson figura come co-executive producer. La produzione è firmata da Amazon MGM Studios e Alcon Television Group.
Luisa ha sottolineato quanto il peso dell’eredità di Blade Runner abbia condizionato ogni fase dello sviluppo:
«Sono davvero entusiasta che il pubblico possa finalmente vederla. C’è un’enorme eredità dietro Blade Runner. Tutti coloro che hanno lavorato alla serie ne sono grandi fan ed erano perfettamente consapevoli del peso di ciò che stavamo facendo. Abbiamo affrontato ogni passaggio con attenzione e consapevolezza. È anche per questo che ci è voluto così tanto tempo: volevamo essere sicuri di fare la cosa giusta.»
Il primo dopoguerra dell’universo di Blade Runner
Dopo anni di sviluppo e una produzione rimasta a lungo avvolta nel riserbo, il teaser chiarisce finalmente l’ambizione di Blade Runner 2099. La serie non vuole limitarsi a proseguire la storia dei due film, ma raccontare il primo vero dopoguerra dell’universo narrativo, mostrando che cosa accade quando gli esseri artificiali riescono finalmente a rovesciare i propri creatori.
Il cambiamento riguarda la politica, il punto di vista e l’estetica. Gli esseri umani non sono più il centro del mondo, i replicanti devono confrontarsi con il potere e con la propria mortalità, mentre la Los Angeles del futuro abbandona almeno in parte la notte eterna per entrare nella luce ambigua del “sunshine noir”.
Tutti gli otto episodi di Blade Runner 2099 saranno disponibili su Prime Video dal 25 novembre 2026.
© Riproduzione riservata
Da Blade Runner al “sunshine noir”


