Titolo originale: BLUE EYE SAMURAI , uscita: 03-11-2023. Stagioni: 2.
Blue Eye Samurai 2, perché ci sono voluti oltre tre anni? I creatori spiegano la lunga attesa e anticipano la nuova sfida di Mizu
05/11/2026 news di Stella Delmattino
Amber Noizumi e Michael Green raccontano il complesso lavoro dietro i nuovi episodi e spiegano perché la Londra del Seicento rappresenterà un terreno particolarmente ostile per la protagonista

Per rivedere Mizu in azione, i fan di Blue Eye Samurai avranno aspettato oltre tre anni. Un intervallo particolarmente lungo, che i creatori della serie animata Netflix hanno finalmente spiegato. Amber Noizumi e Michael Green sono tornati a parlare della seconda stagione, raccontando il lavoro necessario per realizzare i nuovi episodi e anticipando alcune delle difficoltà che attendono la protagonista nel suo viaggio verso l’Europa.
La seconda stagione di Blue Eye Samurai, composta da sei episodi, debutterà su Netflix il 19 gennaio 2027. Dopo l’annuncio della data ufficiale e la diffusione del nuovo teaser, Noizumi e Green hanno approfondito le ragioni della lunga lavorazione in un’intervista pubblicata da Netflix Tudum.
Blue Eye Samurai 2: i creatori spiegano perché l’attesa è stata così lunga
La prima stagione aveva debuttato nel novembre 2023, conquistando rapidamente pubblico e critica grazie alla combinazione di animazione ricercata, combattimenti brutali e una storia di vendetta ambientata nel Giappone del periodo Edo.
Il successo aveva inevitabilmente alimentato le aspettative per un seguito, ma ricostruire un mondo storico così dettagliato attraverso l’animazione ha richiesto un lavoro particolarmente impegnativo.
«Prima di tutto vogliamo ringraziare tutti gli spettatori per aver aspettato. Il vostro entusiasmo è ciò che ci ha dato energia e ci ha aiutati ad arrivare fin qui», hanno dichiarato Noizumi e Green.
I due hanno quindi utilizzato un paragone particolarmente efficace per spiegare la complessità della produzione:
«Roma non è stata costruita in un giorno, e nemmeno la Londra del XVII secolo o il Giappone del periodo Edo».
Gli autori hanno sottolineato il contributo degli artisti e dei ricercatori coinvolti nella serie, impegnati prima nello studio delle ambientazioni e successivamente nella loro ricostruzione animata.
«La cura che ogni membro del nostro team ha dedicato alla ricerca di questi mondi, per poi trasformarli pennellata dopo pennellata in immagini animate mozzafiato, è per noi qualcosa di straordinario», hanno aggiunto.
Il ritorno di Mizu comporta infatti una difficoltà ulteriore: accanto al Giappone, la produzione ha dovuto ricreare un ambiente storico e culturale completamente diverso.
La Londra del 1657 sarà un nuovo inferno per Mizu
Dopo gli eventi della prima stagione, Mizu (doppiata in originale da Maya Erskine) raggiungerà Londra alla ricerca degli ultimi due uomini che potrebbero essere suo padre, proseguendo una vendetta che continua a rappresentare l’unico scopo della sua esistenza.
Ma la capitale inglese del 1657 sarà ben lontana dall’ambiente che la protagonista conosce.
Noizumi e Green hanno descritto la città come un luogo attraversato da una fiorente attività criminale clandestina, in aperto contrasto con la rigidità della società puritana dell’epoca.
Un contesto nel quale le donne potevano essere perseguitate come streghe e dove persino teatri, locali pubblici e celebrazioni natalizie erano soggetti a severe restrizioni.
«Se conoscete Mizu, sapete che non sopporta molto bene la repressione, soprattutto quando ostacola la sua vendetta», hanno spiegato gli autori.
Il viaggio, tuttavia, non sarà soltanto una nuova occasione per affrontare nemici armati.
«Per la prima volta dovrà confrontarsi con cosa significhi distinguersi come asiatica in un mare di volti bianchi», hanno anticipato Noizumi e Green, aggiungendo che Mizu dovrà anche scoprire cosa comportasse essere una donna in uno dei periodi più repressivi della storia inglese.
Il trasferimento promette quindi di approfondire uno dei temi fondamentali della serie: il rapporto tra identità, discriminazione e desiderio di vendetta, questa volta osservato da una prospettiva culturale completamente nuova.
La storia continuerà anche in Giappone
Nonostante il viaggio europeo di Mizu, la seconda stagione non abbandonerà gli altri protagonisti.
Akemi (Brenda Song) e Taigen (Darren Barnet) dovranno affrontare le tensioni politiche del castello di Edo, sotto il controllo di un nuovo e pericoloso shogun, mentre Ringo (Masi Oka) cercherà di trovare un nuovo scopo.
Tra le novità del cast vocale figurano Jonathan Pryce nel ruolo di Old Violet, Joel Kim Booster in quello del sacerdote Ando e Sherry Cola nei panni di Kuma. La produzione è nuovamente affidata allo studio d’animazione Blue Spirit, con Jane Wu come supervising director.
Blue Eye Samurai finirà con la terza stagione nel 2028
Il futuro della serie è già stato delineato. Netflix ha confermato una terza e ultima stagione, prevista per il 2028, che porterà a conclusione il percorso di Mizu.
Noizumi e Green hanno spiegato di conoscere il finale della storia fin dall’inizio, pur non avendo mai avuto la certezza di poterlo raccontare interamente.
«Sapevamo fin dal primo episodio come si sarebbe concluso il viaggio di Mizu. Non sapevamo soltanto se avremmo avuto la fortuna di poter arrivare fin lì», hanno raccontato.
Il 19 gennaio 2027 segnerà quindi l’inizio della penultima tappa della vendetta di Mizu. E dopo oltre tre anni di lavorazione, la vera sfida sarà dimostrare che questo lungo intervallo è servito a costruire qualcosa di più di un semplice cambio di ambientazione.
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La Londra del 1657 sarà un nuovo inferno per Mizu



