Creature infernali e fanatismo religioso: questa serie horror su Netflix ha battuto Squid Game, poi è sparita
15/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Perché Hellbound è sparita dalla circolazione? Scopri perché questa serie horror coreana merita di essere recuperata.

Nel novembre 2021, mentre il mondo intero ancora dibatteva sul fenomeno Squid Game, una serie horror coreana fece l’impensabile: la superò nelle classifiche di Netflix diventando lo show più visto al mondo. Si chiamava Hellbound, e per qualche settimana sembrò destinata a diventare il prossimo grande caso culturale della piattaforma. Poi, nel giro di pochi mesi, sparì quasi completamente dalle conversazioni online. Eppure Hellbound vanta un impressionante 97% su Rotten Tomatoes, un punteggio che la colloca tra le serie meglio recensite dell’intero catalogo Netflix. Come è possibile che un thriller soprannaturale così acclamato sia finito nel dimenticatoio?
Basata sul webcomic Jiok scritto da Yeon Sang-ho e illustrato da Choi Kyu-seok, Hellbound si apre nel 2022, quando misteriose creature soprannaturali iniziano ad apparire improvvisamente per condannare esseri umani all’inferno. Non si tratta di una metafora o di un incubo onirico. Queste entità mostruose si manifestano nel mondo reale, davanti a testimoni, telecamere e forze dell’ordine, per eseguire sentenze di morte brutali e spettacolari su individui che ricevono profezie sul momento esatto della loro dipartita.
Il concept potrebbe sembrare un semplice pretesto per sequenze horror spettacolari, e in effetti Hellbound non lesina su momenti di puro terrore viscerale. Le scene in cui le creature emergono per reclamare le loro vittime sono di un’intensità rara, caratterizzate da un design delle creature inquietante e da una regia che sa esattamente quando mostrare e quando suggerire. Ma ridurre la serie a un monster show sarebbe profondamente riduttivo.
Ciò che distingue Hellbound dalla maggior parte dei thriller soprannaturali è il suo interesse primario per la psicologia sociale e il fanatismo religioso. Quando eventi inspiegabili iniziano a verificarsi, la società non reagisce con razionalità scientifica o scetticismo organizzato. Reagisce con la paura più ancestrale, quella che cerca risposte immediate e assolute. Ed è qui che emerge la Nuova Verità, un movimento religioso che offre una spiegazione semplicistica e moralmente rigida: le creature stanno punendo i peccatori, e solo i giusti saranno risparmiati.
La serie diventa così una riflessione spietata sulla fragilità delle democrazie moderne di fronte all’irrazionale. Yeon Sang-ho, che ha anche diretto l’adattamento televisivo, non è nuovo a questo tipo di commento sociale: il suo film Train to Busan aveva già dimostrato come situazioni estreme rivelino il meglio e il peggio dell’umanità. In Hellbound, questa dinamica viene amplificata attraverso una struttura narrativa che intreccia procedural poliziesco, dramma familiare e horror cosmico.

I personaggi non sono semplici vittime o eroi. Sono individui complessi costretti a fare scelte impossibili in un mondo che ha smesso di avere senso. Un avvocato che difende i diritti civili contro la marea montante del fondamentalismo. Una produttrice televisiva che cerca di sfruttare gli eventi per la propria carriera. Un poliziotto che cerca disperatamente di proteggere la propria famiglia mentre le istituzioni collassano. Ogni arco narrativo esplora un aspetto diverso di come le società reagiscono alla paura esistenziale.
Eppure, nonostante questo successo iniziale clamoroso e l’acclamazione della critica, nessuno la ricorda più. Cosa è andato storto? In parte, il problema potrebbe essere la stessa struttura della serie. Hellbound adotta a volte soluzioni narrative borderline eccessive, con colpi di scena che sfidano la sospensione dell’incredulità. Non tutti gli spettatori apprezzano quando un thriller tenta di bilanciare realismo procedurale con elementi di fantasy estremo. La serie chiede un investimento intellettuale ed emotivo significativo, e non offre risoluzioni facili o rassicuranti. In un’epoca in cui molti spettatori cercano intrattenimento immediato e gratificante, questo può rappresentare una barriera.
C’è poi la questione del timing. Quando Hellbound debuttò, cavalcava l’onda dell’interesse globale per i contenuti coreani innescata da Squid Game. Ma quella finestra di attenzione mediatica è relativamente breve. Senza una strategia di marketing continuativa e senza nuove stagioni per mantenere viva la conversazione, anche le serie più acclamate rischiano di essere sepolte dall’incessante flusso di nuovi contenuti che Netflix rilascia settimanalmente.
Per gli appassionati del genere horror che cercano qualcosa di più sostanzioso dei soliti jump scare e haunted house, Hellbound rappresenta un’esperienza imperdibile. Si colloca in quella tradizione di horror intellettuale che usa il soprannaturale come lente per esaminare ansie sociali reali: il fanatismo, la manipolazione mediatica, il collasso delle istituzioni democratiche di fronte alla paura collettiva.
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