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Dopo i film flop, la serie tv dei romanzi fantasy bestseller va vista: perché recuperarla prima della stagione 3

26/07/2026 news di Andrea Palazzolo

Percy Jackson su Disney+ si discosta dai libri ma sorprende nell'approfondimento del rapporto madre-figlio.

Poster di Percy Jackson e il mare dei mostri

Quando Disney+ ha annunciato l’adattamento televisivo di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo, i fan della saga di Rick Riordan hanno trattenuto il respiro. Il ricordo delle disastrose trasposizioni cinematografiche del 2010 era ancora vivo, una ferita aperta nel cuore di chi aveva amato quei libri. Ma questa volta c’era una differenza: Papa Rick in persona era coinvolto nella produzione. Una garanzia o solo una speranza?

La prima stagione, composta da otto episodi, si è conclusa lasciando un’impressione complessa. Non è l’adattamento perfetto che i puristi sognavano, ma nemmeno il disastro che si temeva. È qualcosa di più interessante: una reinterpretazione che prende libertà narrative, modifica dettagli iconici, ma riesce comunque a catturare l’essenza di ciò che ha reso speciale la saga originale. Ora che si avvicina la terza stagione il prossimo Novembre, c’è tutto il tempo per capire i motivi che vi dovrebbero spingere a recuperare la serie.

La trama segue con fedeltà sorprendente l’impianto narrativo de Il Ladro di Fulmini, primo libro della serie. Otto episodi per ventidue capitoli potrebbero sembrare pochi, eppure la serie non cade nella trappola del ritmo frenetico. Invece di correre attraverso gli eventi come un satiro inseguito dalle furie, la sceneggiatura sceglie di rimodellare alcune scene per adattarle al nuovo medium televisivo. E spesso, bisogna ammetterlo, le modifiche funzionano.

Poster della serie tv di Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo
Poster della serie tv di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo, fonte: Disney+

Il punto di forza più inaspettato della serie è l’approfondimento del rapporto tra Percy e sua madre Sally Jackson. Qui la serie compie la sua mossa più intelligente, quella che nessuno si aspettava. Attraverso flashback sapientemente distribuiti lungo la stagione, Sally diventa molto più di una figura materna di supporto: è il pilastro emotivo che guida lo sviluppo di Percy come personaggio e come semidio. La sua influenza permea ogni decisione del protagonista, dando peso e profondità a scelte che nei libri potevano sembrare dettate solo dall’impulsività adolescenziale.

Il trio protagonista funziona. Scobell incarna Percy con timing comico impeccabile, Aryan Simhadri porta Grover dal nervosismo alla lealtà incrollabile con naturalezza, e Jeffries rende Annabeth esattamente ciò che deve essere: troppo intelligente per il proprio bene, strategica, perfetta controparte cerebrale all’istinto di Percy. La chimica tra loro regge il peso dell’intera stagione.

La serie eccelle quando si concentra sugli elementi familiari e fraterni della storia. Ci sono momenti di genuina profondità emotiva che funzionano tanto per i giovani spettatori quanto per gli adulti. Le discussioni sulla genitorialità, sull’abbandono, sulla costruzione di una famiglia scelta piuttosto che biologica, sono gestite con una delicatezza che non ci si aspetterebbe da una serie Young Adult. È qui che la mano di Riordan si sente di più, in quella capacità di parlare ai ragazzi senza trattarli come stupidi.

Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo non è l’adattamento perfetto che alcuni fan sognavano. Prende libertà che infastidiranno i puristi, fa scelte di casting che continueranno a generare dibattito, e soffre di problemi di scrittura che sono comuni ma non per questo meno frustranti. Eppure c’è qualcosa di fondamentalmente giusto in questa serie. L’amore per il materiale originale traspare da ogni frame, dalla cura degli effetti visivi alla fedeltà tematica anche quando la trama diverge.

È una serie che può essere goduta sia da chi non ha mai aperto un libro di Rick Riordan sia dai fan di vecchia data disposti ad accettare una reinterpretazione. Per chi è cresciuto con Percy, Annabeth e Grover, è un’occasione per rivisitare quel mondo con occhi nuovi. Per i neofiti, è un ingresso accessibile in una mitologia moderna che ha affascinato milioni di lettori.

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