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Prima di Twilight c’era lei: la serie sui vampiri che ha cambiato la TV è su Disney+

19/08/2026 news di Andrea Palazzolo

La serie fantasy anni '90, con i vampiri, che ancora oggi è attualissima e godibile anche dalle nuove generazioni.

I vampiri di Buffy l'ammazzavampiri

Siamo alla soglia dei 30 anni, ma la serie per eccellenza sui vampiri, creata da quel genio di Joss Whedon, merita di essere riscoperta. Buffy l’ammazzavampiri, disponibile su Disney+, è un pezzo di storia della televisione che ancora oggi continua a definire gli standard del genere fantastico e del teen drama. Sette stagioni, 144 episodi, un universo narrativo che ha saputo parlare di adolescenza, empowerment femminile e crescita personale attraverso vampiri, demoni e apocalissi settimanali.

La serie, trasmessa originariamente dal 1997 al 2003 negli Stati Uniti su The WB, racconta la storia di Buffy Summers, una studentessa liceale apparentemente normale che scopre di essere “la Prescelta”, l’unica cacciatrice della sua generazione destinata a combattere le forze del male. La premessa potrebbe sembrare semplice, ma è proprio nella capacità di Whedon di stratificare significati e di usare il soprannaturale come metafora delle ansie adolescenziali che risiede il genio di questo show.

Quando Buffy arriva nella cittadina californiana di Sunnydale insieme alla madre Joyce, in fuga da Los Angeles, non sa ancora che quella nuova città apparentemente tranquilla sorge sopra la Bocca dell’Inferno, un portale dimensionale che attira creature malvagie di ogni tipo. Il liceo di Sunnydale diventa così il palcoscenico perfetto per quella che Whedon stesso ha definito “high school as a horror movie”: ogni paura, ogni insicurezza, ogni trauma tipico dell’adolescenza prende forma letterale attraverso mostri, possessioni e minacce soprannaturali.

Ad aiutare Buffy nella sua missione c’è la Scooby Gang, il gruppo di amici che diventa il cuore pulsante della serie: Willow Rosenberg, la timida nerd interpretata da Alyson Hannigan che nel corso delle stagioni si trasformerà in una potente strega; Alexander “Xander” Harris, il ragazzo della porta accanto senza poteri speciali ma con un cuore enorme; e Rupert Giles, il mentore britannico e Osservatore ufficiale di Buffy, interpretato da Anthony Head, che bilancia rigore accademico e affetto paterno. A questi si aggiungono nel tempo altri personaggi indimenticabili come Cordelia Chase, Angel, Spike, Anya e Dawn.

La storia di come Buffy sia arrivata sugli schermi è essa stessa degna di nota. Whedon aveva già scritto nel 1992 un film con lo stesso titolo, ma il risultato finale, diretto da Fran Kuzui e interpretato da Kristy Swanson, Luke Perry e Donald Sutherland, si rivelò un mezzo disastro che tradiva completamente la sua visione originale.

Quella che doveva essere una storia di empowerment femminile si era trasformata, nelle parole della stessa regista, in “una commedia pop a proposito di quello che la gente pensa dei vampiri“. Un fallimento che però si rivelò fondamentale: quando Gail Berman, a capo della compagnia che deteneva i diritti del film, propose a Whedon di trasformarlo in una serie televisiva, il creatore aveva già chiarissimo cosa voleva fare.

La ricerca della protagonista fu lunga e meticolosa. Whedon provò Selma Blair, Katie Holmes, Julie Benz e Charisma Carpenter prima di trovare in Sarah Michelle Gellar, all’epoca diciannovenne, la Buffy perfetta. L’ironia è che la Gellar si era presentata per il ruolo di Cordelia, la ragazza popolare del liceo.

L’eredità di Buffy nella cultura popolare è innegabile. La serie ha sdoganato il concetto che il fantasy televisivo potesse essere adulto, complesso e stratificato; ha dimostrato che un’eroina femminile poteva essere forte senza rinunciare alla vulnerabilità, potente senza perdere l’umanità. Buffy Summers non aveva bisogno di un uomo per salvarla, anzi era lei la soluzione ai problemi del mondo.

Un messaggio rivoluzionario per la televisione degli anni Novanta, che ha aperto la strada a innumerevoli altre protagoniste femminili forti che sono arrivate dopo. Sunnydale, la Bocca dell’Inferno, la Scooby Gang: per chi non ha mai varcato le porte del liceo più pericoloso della televisione, è arrivato il momento. E per chi c’è già stato, beh, come si dice: una volta cacciatrice, sempre cacciatrice.

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