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7/10 su 17 voti. Titolo originale: Yasuke , uscita: 29-04-2021. Stagioni: 1.

Yasuke (serie anime Netflix) | La recensione dei 6 episodi

03/05/2021 recensione serie tv di William Maga

Visivamente appagante, lo show originale ispirato alla figura del 'Samurai nero' dell'epoca feudale giapponese fa molta fatica a mettere adeguatamente a fuoco il suo messaggio centrale

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L’ultima cosa che – ad oggi – sappiamo di Yasuke, il documentato ‘samurai nero’ del Giappone del XVI secolo, è che venne riaffidato ai suoi ex ‘proprietari’ gesuiti dopo che il suo impiego come spadaccino venne interrotto. Da lì il guerriero di origini africane, clamorosamente capace di scalare le gerarchie sociali del tempo sotto il signore della guerra Oda Nobunaga nonostante fosse uno straniero, sembra svanire dalle pagine della Storia.

A cavallo tra verità e leggenda, la vita e le gesta di Yasuke non sono mai state trasportate ufficialmente sul grande o piccolo schermo, sebbene abbiano più o meno ispirato il protagonista dell’omonimo anime basato sul manga neo-noir Afro Samurai. È stato però il protagonista di un famigerato libro per bambini giapponese (che terminava con l’atto del seppuku …) ed è apparso anche nel videogioco Nioh del 2017. E se Chadwick Boseman non fosse prematuramente scomparso, l’attore lo avrebbe interpretato in un progetto cinematografico ormai abbandonato.

yasuke serie netflix 2021 posterOra, comunque, il creatore e regista LeSean Thomas (Cannon Busters, The Boondocks, Black Dynamite) e lo sceneggiatore Nick Jones Jr. hanno reimmaginato questo ‘mito storicizzato’ in una serie animata in 6 episodi distribuita in esclusiva da Netflix in cui si intrecciano magia, lupi mannari, mecha e cenni alle speculazioni prodotta dallo Studio MAPPA.

Nelle parole dello stesso LeSean Thomas sul blog di Netflix, “questo progetto è curioso e fortuito, in quanto io sono un uomo afroamericano che è andato in Giappone per vivere e lavorare tra i migliori animatori giapponesi al fine di creare un anime che parla di un uomo africano che va in Giappone per vivere in mezzo all’élite di quel luogo e diventare un guerriero”.

In effetti, l’importanza e la portata del progetto di LeSean Thomas, incentrato su un uomo di colore che ha effettivamente vissuto nel Giappone feudale, può esser maggiormente compresa approfondendo ulteriormente il modo in cui personaggi del genere sono apparsi e sono stati caratterizzati nei cartoni animati giapponese dagli albori ad oggi.

La serie si apre nel bel mezzo degli ultimi istanti di una vittoria su un campo di battaglia tra spadaccini, soldati, arcieri, mecha e incantesimi vari. Mentre infuria lo scontro, uno Yasuke in armatura (doppiato da LaKeith Stanfield, anche produttore esecutivo) vede il suo signore commettere seppuku. Due decenni dopo, l’ex samurai è un recluso, con a malapena uno scopo per continuare a vivere. È sprofondato nel ruolo di scontroso barcaiolo in un piccolo villaggio, ma resta abbastanza socievole che i ragazzini del posto possono aspettarsi che lui lanci loro del pesce o gli dia qualche consiglio su come usare la spada. Presto, però, le circostanze lo riportano al dovere quando una madre (Gwendoline Yeo) lo implora di traghettare la sua fragile figlia Saki (Maya Tanida), che è perseguitata da una magia misteriosa che lei non sa controllare, da un medico specializzato in queste cose. L’onore e le capacità di Yasuke vengono così messe alla prova.

Nel frattempo, Yasuke inizia a ripensare ai suoi legami e alle alleanze passate durante il suo mandato ‘miracoloso’ come samurai sotto il daimyo Oda Nobunaga. Nonostante l’opportunità di essere un samurai offerta a lui – un gaijin – su un piatto d’oro, a Yasuke viene continuamente ricordato che deve dimostrare il suo prestigio come – e più – le altre guardie d’élite. Il suo status di paria in mezzo ai soldati scelti è anche ciò che gli permette di stringere un’amicizia con la criptica Natsumaru (Ming-Na Wen), l’unica donna samurai appartenente alla Onna Bugeisha in servizio.

Nonostante una premessa avvincente, la vicenda ha qualche difficoltà nel rimpolpare il bagaglio psicologico del suo protagonista romanzato. Questo è piuttosto evidente specie quando Yasuke si trova ad affrontare uno sporco doppio gioco chiave, ma le conseguenze emotive per lui hanno l’impatto di un fendente di katana spuntata. I sei episodi sono così veloci e interessati a rendere compatta tutta la vicenda che non lasciano spazio a un respiro più ampio, per svelare ad esempio il passato dell’uomo e in particolare le sfumature emotive derivanti dalla sua cieca fedeltà offerta a un signore della guerra. È anche difficile stabilire se i flashback si protraggano oltre il necessario oppure non riescano a incanalare adeguatamente questa ‘economia’ emotiva/emozionale.

yasuke serie netflix 2021È solo a metà della storia, quando il guerriero solitario e la sua giovanissima compagna di viaggio hanno il tempo di legarsi, che iniziano i fuochi d’artificio. Il cauto LaKeith Stanfield e l’esuberante Maya Tanida si stuzzicano a vicenda col rispetto accumulato lungo il tragitto, un sano affetto e un’energia condivisa: “CI proteggiamo a vicenda“, insiste la ragazzina.

Si tratta di dinamiche di cui avrebbero potuto beneficiare uno o due episodi extra e che – forse – avrebbero rianimato quegli spettatori che apprezzano il cliché da “solitaria e burbera figura paterna che protegge un pargoletto con poteri e generatore di caos” alla The Mandalorian (a sua volta ispirato dal manga Lone Wolf & Cub). Ed è un peccato che la chimica vocale tra LaKeith Stanfield e Ming-Na Wen non sbocci mai a causa della natura appena accennata delle relazioni tra i loro personaggi.

L’arco narrativo di Saki per imparare a controllare i suoi poteri e la sua autostima è diretto e di conseguenza il più facile da seguire, ma poiché la serie implicherebbe a monte un’attenzione speciale per la complessità della figura di Yasuke, non si può dire che la ricerca da parte dell’uomo delle forze per superare una crisi di identità e affermare la sua esistenza funzionino altrettanto bene. Ma è quando Yasuke mostra le sue abilità in combattimento e morali sul campo di battaglia che, in ogni caso, riesce a brillare davvero. Lo Yasuke di LaKeith Stanfield è convincente come anima che incarna profonde convinzioni personali: il suo onore, il desiderio di evitare spargimenti di sangue e la sua riverenza, come quando chiude le palpebre di un suo avversario decapitato e prega.

Comunque, pur storcendo il naso nei confronti della storia, resta ancora molto da apprezzare sulle dinamiche a un livello superficiale, sul ‘viaggio dell’eroe’ e sulle straordinarie immagini simboliche di Yasuke. Quando la serie si concentra sulla sua contorta e bizzarra ambientazione feudale poi, si concede dei tocchi deliziosamente weird. Facciamo così la conoscenza di una banda di spietati cacciatori di taglie: un’enorme donna lupo mannaro russa (Julie Marcus), uno sciamano (William Christopher Stephens) proveniente dal Regno del Benin che può evocare soldati fantasma, un assassino vestito in spandex (Dia Frampton) che sventola scettri e un mecha senziente che ruba spesso e volentieri la scena (Darren Criss) e con un’inflessione alla Baymax di Big Hero 6 che rimugina sul successo statistico e sul lavoro di squadra. Questi cacciatori di taglie saranno facilmente tra i preferiti da chi ha apprezzato questi sei episodi e la sceneggiatura – intuendolo – li reintegra presto nella narrazione dopo le loro apparizioni.

yasuke serie netflix 2021 animeDagli scenari boscosi, ai campi di battaglia imbevuti di tonalità violacee dai corpi dei soldati fino a luminosi piani astrali, Yasuke è rifinita visivamente dal lavoro certosino del character designer Takeshi Koike, dell’esperto in fondali Minoru Nishida, dalla vivida direzione artistica di Junichi Higashi e dalla colorazione di Azusa Sasaki. Dallo Studio MAPPA, già dietro a In questo angolo di mondo (la recensione) e L’attacco dei giganti, non è certo una sorpresa l’attenzione per questi aspetti.

Anche Flying Lotus ci si mette d’impegno con dolci arrangiamenti elettronici che si impongono ogni volta che Yasuke si muove in combattimento. Oltre a contribuire alla storia, al musicista si devono anche il tema di apertura pieno di sentimento intitolato “Black Gold”, interpretato da Thundercat, e una canzone di chiusura dall’andamento cullante, “sull’onda dei ricordi”, con testi e performance di Niki Randa. Entrambi i pezzi si addicono bene al calore della sua volitiva star in armatura.

Insomma, Yasuke si risolve in una confezione forse troppo stringata, anche se dopo i titoli di coda dell’ultimo episodio è evidente che sia anticipata una continuazione, pur senza essere un cliffhanger vero e proprio. Anche se non si può dire fermamente che questo assaggio della vita del ‘samurai nero’ abbia dimostrato di poterne sostenere altri bocconi, c’è qualcosa di romanticamente sincero nel voler recuperare una figura storica dimenticata e darle altre e più dignitose possibilità di quante la Storia abbia mai voluto concederle.

Di seguito trovate il full trailer internazionale di Yasuke, nel catalogo di Netflix dal 29 aprile: