19 novembre 2016

L’importanza del cibo nei film di Hayao Miyazaki (Parte III – Laputa – Castello nel Cielo)

Nelle opere del maestro dell’animazione giapponese la presenza di momenti conviviali intorno a una tavola è sempre veicolo di messaggi importati. Ed è così anche nel primo film dello Studio Ghibli del 1986

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19 novembre 2016
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Dopo aver parlato di La Città Incantata e Il mio vicino Totoro, è giunto il momento di approfondire l’importanza del cibo in Laputa – Castello nel Cielo (天空の城ラピュタ).

hayao-miyazaki-laputa-castello-nel-cielo-cibo-3Nel capolavoro animato firmato da Hayao Miyazaki nel 1986 ispirato a I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, e primo lavoro ufficiale del neonato Studio Ghibli, la scelta del cibo sembra qui più che altro voler sottolineare e spiegare lo status sociale. Tuttavia, la sua presentazione e la ricezione ci danno informazioni sul rapporto tra i personaggi.

Proprio all’inizio, vediamo uno scagnozzo del colonnello Muska offrire del cibo alla protagonista Sheeta, che rifiuta quanto le sta porgendo. A questo punto del film, non sappiamo ancora nulla di nessuno dei personaggi, quindi questo gesto dà un grande aiuto nell’intuire il rapporto tra carceriere e prigioniero. E’ vero che non siamo necessariamente sicuri che la ragazzina sia prigioniera (anche se è possibile capirlo dal fatto che il piatto che le viene offerto è costituito da pane e acqua), ma sappiamo bene che qualcosa non va. Non vuole mangiare, sembra depressa… tutti questi elementi sono lì a far scattare un allarme nello spettatore.

hayao-miyazaki-laputa-castello-nel-cielo-cibo-4Più avanti, vediamo Pazu correre in giro con le polpette per il suo capo, il signor Duffi. Questa commissione è una chiara dimostrazione del rapporto tra allievo e maestro. Quando Pazu ritorna con le polpette, il capo gli chiede di aiutarlo, esattamente come un mentore avrebbe chiesto al suo protetto; non sbrigare faccende banali, ma eseguire un lavoro che lui stesso avrebbe effettivamente svolto. Scopriamo poi che Pazu e Duffi sono molto vicini, quasi al punto di essere come padre-figlio, mentre il ragazzo e Sheeta scappano dai pirati e da Muska. Indirettamente, gli spettatori ottengono un primo indizio di questo rapporto nel momento in cui ci incontriamo Pazu che ordina la cena per il capo.

Mentre stanno fuggendo da Muska e i pirati, i due giovani protagonisti finiscono in una grotta (foto in alto). Qui condividono un pasto a base di pane e uova. Questo cibo viene accettato da Sheeta e sta a simboleggiare che i due sono ora diventati una squadra a tutti gli effetti. Pazu si è dimostrato un amico per Sheeta fin da quando l’ha afferrata al volo mentre stava cadendo dal cielo. La ragazza in cambio è stata cortese e grata per il suo aiuto, ma ha anche esortato Pazu a non preoccuparsi troppo per lei. Lei ha paura che chiunque le dia una mano verrà sicuramente trascinato nei guai con i militari e / o i pirati. Dopo aver mangiato questo pasto, Sheeta è quindi un po’ meno riluttante ad accettare l’aiuto di Pazu (anche se i perfidi soldati riescono a “persuadere” Pazu ad affidare Sheeta a loro per un po’ di tempo).

hayao-miyazaki-laputa-castello-nel-cielo-ciboDopo che Sheeta convince Muska a risparmiare Pazu, questi corre a casa, dove trova l’anziana piratessa dai capelli rosa Dola con la faccia sprofondata in un banchetto degno di un re, o di una regina in questo caso. Dola pensa di essere la regina dei pirati e quindi intoccabile come ogni reale, e di conseguenza intende naturalmente mangiare come una di loro. Questo modo di vedere se stessa si basa però esclusivamente sul parere dei suoi adoranti figli, che la trattano da sempre come una sovrana…

Infine, mentre si trova sulla nave dei pirati, Sheeta ha il compito di cucinare il cibo per Dola e i suoi figli. I pirati si innamorano subito della ragazza e al fine di mostrare il loro affetto sono più che felici di offrirsi volontari per aiutarla a preparare da mangiare, fintanto che questo significa stare più a lungo in sua compagnia.

continua…

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