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	<title>Ghismore | Il Cineocchio</title>
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		<title>Emerald City (stagione 1): la recensione della serie che ci riporta nel magico mondo di Oz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ghismore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 13:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Adria Arjona]]></category>
		<category><![CDATA[Emerald City]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent D'Onofrio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il regista Tarsem Singh e la protagonista Adria Arjona portano sul piccolo schermo una nuova versione della storia raccontata nei romanzi fantastici di L. Frank Baum</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/emerald-city-stagione-1-la-recensione-della-serie-che-ci-riporta-ne-magico/">Emerald City (stagione 1): la recensione della serie che ci riporta nel magico mondo di Oz</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si conclude senza lieto fine l’esperienza sulla piattaforma <strong>Amazon Prime Video</strong> per <strong>Emerald City</strong>, serie TV del 2016 prodotta per NBC e firmata <strong>Matthew Arnold e Josh Friedman</strong>. Si legge tutta l’adrenalina e l’azione voluta proprio da quest&#8217;ultimo, sceneggiatore e produttore statunitense che ha sceneggiato tra l’altro opere votate all&#8217;action come <em>Terminator: The Sarah Connor Chronicles </em>(<a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/riflessione-terminator-the-sarah-connor-chronicles/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la recensione</a>) e il recente <em>Terminator: Destino Oscuro</em> (<a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/terminator-destino-oscuro-recensione-del-film-di-tim-miller-che-riparte-dal-giorno-del-giudizio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la recensione</a>) e ha vinto addirittura un premio Pulitzer con un report fotografico sulla fame in alcune popolazioni africane.</p>
<p>Come molti avranno notato, sono stati proprio gli Amazon Studios ad annunciare ai sottoscrittori la rimozione della serie a partire dal 30 di aprile 2020, dopo aver soggiornato sul portale di e-commerce più potente del mondo nella sezione Prime Video per due anni (è entrata a catalogo l&#8217;1 maggio 2018). Per capire le ragioni di questa scelta, al di là delle spinte più commerciali, ci sembra quindi doveroso capire come si sia arrivati a questa situazione, analizzando quella che è la trasposizione più recente ispirata alla saga dei romanzi del &#8216;ciclo di Oz&#8217; e probabilmente una delle meno riuscite.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/emerald-city-serie-poster.jpg" rel="lightbox" title="Emerald City (stagione 1): la recensione della serie che ci riporta nel magico mondo di Oz"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-107319" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/emerald-city-serie-poster-300x225.jpg" alt="emerald city serie poster" width="351" height="263" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/emerald-city-serie-poster-300x225.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/emerald-city-serie-poster-1152x864.jpg 1152w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/emerald-city-serie-poster-768x576.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/emerald-city-serie-poster.jpg 1333w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a>Tralasciando l’imprinting classico del film del 1939 diretto da Victor Fleming (sì, lo stesso di <em>Via col Vento</em>), Emerald City è effettivamente l&#8217;adattamento di uno dei libri pubblicati da <strong>L. Frank Baum</strong>, uno dei tanti da lui scritti, che però non ha nulla a che vedere con la vecchia pellicola americana.</p>
<p>È uno show in <strong>10 episodi</strong> assolutamente godibilissimi nella loro leggerezza, nulla a che vedere con le trame intricate alla <strong><em>Il Trono di Spade </em></strong>(sebbene ne &#8216;prenda a prestito più di un&#8217;idea, specie per i costumi) soprattutto grazie ai tempi brevi (circa 40 minuti di durata), che non la rendono così &#8216;impegnativa&#8217;. Impossibile però iniziarla da un episodio che non sia il primo. <strong>Tutto è strettamente collegato</strong>, la narrazione è orizzontale e la storia spezzettata nei vari episodi in maniera dosata.</p>
<p>Come accennato, Emerald City è l’adattamento di un libro pubblicato nel 1910 e facente parte della saga del magico Mondo di Oz, ma la storia risulta differente da come ce la immaginiamo, nel senso che <strong>non si tratta del &#8216;solito&#8217; <em>Il Meraviglioso Mondo di Oz</em></strong> che tutti conosciamo, e i ruoli dei personaggi sono spesso invertiti.</p>
<p>Dorothy, interpretata da una versione meno popolare di Jessica Alba (ovvero, <strong>Adria Arjona</strong>), è un’infermiera e non <em>solo</em> la semplice ragazzina di campagna del Kansas; <strong>è già una donna di oltre vent’anni</strong> e questo le fa perdere tutta l’innocenza fanciullesca che caratterizzava il suo personaggio nell’immaginario cinematografico. Non ha nemmeno le tipiche scarpette rosse e il sentiero di mattoncini gialli appare piuttosto sbiadito, <strong>quasi come se la stessa storia non fosse altro che una semplice e debole allusione a se stessa</strong>.</p>
<p>Tuttavia, quello che fa, o non fa, è trattato con un certa sufficienza e questo la fa apparire un personaggio abbastanza <em>piatto</em>, quando invece dovrebbe trascinarci nelle trame che sconvolgono e animano Oz. Oltre che in Emerald City, Adria Arjona è compare anche in un’altra serie dark fantasy degli Amazon Studios, <em>Good Omens </em>(<a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/good-omens-la-recensione-della-miniserie-amazon-con-michael-sheen-e-david-tennant/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la recensione</a>) e ha ricoperto il ruolo di Emily nella seconda stagione di <em>True Detective, </em>mentre nel 2021 la rivedremo al fianco di Jared Leto nel film <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/teaser-trailer-e-trama-per-morbius-jared-leto-e-un-vampiro-vivente-assetato-di-sangue/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Morbius</em></a>.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Joely-Richardson-in-Emerald-City-2016.jpg" rel="lightbox" title="Emerald City (stagione 1): la recensione della serie che ci riporta nel magico mondo di Oz"><img decoding="async" class=" wp-image-107320 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Joely-Richardson-in-Emerald-City-2016-300x200.jpg" alt="Emerald City - Season 1" width="350" height="233" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Joely-Richardson-in-Emerald-City-2016-300x200.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Joely-Richardson-in-Emerald-City-2016-768x512.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Joely-Richardson-in-Emerald-City-2016.jpg 1000w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Ma torniamo alla storia: Dorothy Gale, originaria di Lucas, Kansas, viene risucchiata da un tornado mentre si trova nella macchina di un poliziotto insieme a un pastore tedesco, qualcosa che ricorda molto sia <em>Io Sono Leggenda</em> che <em>Il Commissario Rex</em>.</p>
<p>Quando Dorothy arriva nel magico mondo di Oz, scopriamo che il veicolo su cui viaggiava ha ucciso apparentemente la Strega dell’Est (<strong>Florence Kasumba</strong>). In meno di venti minuti, la protagonista giunge a Oz, ammazza una strega, diventa prigioniera della versione fantasy di Ragnar Lothbrok e poi ritrova la libertà.</p>
<p>No, un momento. Tutto questo in soli venti minuti della 1&#215;01?? Sì, dalla prima all’ultima puntata tutto ci viene raccontato attraverso <strong>una narrazione rapida orchestrata dal regista Tarsem Singh </strong>(<em>The Cell</em>, <em>Immortals</em>), che non permette di calarsi a fondo nel passato dei vari personaggi o di conoscere le diverse sfumature del loro carattere. Sembra piuttosto di assistere <strong>una sfilata di &#8216;maschere&#8217;</strong>, tipi più che persone, sostanzialmente vuota. Proprio a causa di questa velocità che aggancia Emerald City a un piano abbastanza superficiale, sembra pertanto difficile affezionarsi a qualcuno dei protagonisti, nonostante divertimento e azione non manchino.</p>
<p><strong>Si vede tanto, ma non tutto</strong>.<strong> Ma non si vedono le cose più importanti</strong>. Si vede soprattutto una grande <em>zuppa</em> di streghe che non sono né buone né cattive, tutte al soldo del Mago di Oz (<strong>Vincent D’Onofrio</strong>), un megalomane che ha forzatamente &#8216;creato&#8217; il suo ingresso nel regno di Oz auto-nominandosene sovrano.</p>
<p>La candida Strega del Nord, Glinda (<strong>Joely Richardson</strong>), è in piena menopausa e anche piuttosto irritata per aver perso il suo toy-boy, lo Spaventapasseri (<strong>Oliver Jackson-Choen</strong>); al suo fianco, la Strega dell’Ovest (<strong>Ana Ularu</strong>), strega tutta rock e dark assuefatta all’oppio e in perenne crisi di identità, che è esattamente il suo opposto. Di loro si conosce poco o nulla, complice la <strong>quasi totale assenza di <em>flashback</em> o <em>flashforward</em></strong>, all’infuori del come il Mago di Oz sia riuscito a giungere in maniera forzata in quel luogo. La storia del Mago è, in sostanza, <strong>la rivincita del classico <em>sfigato</em> della classe</strong>, quello ignorato da tutti che diventa cattivo e famoso dopo aver scoperto l’acqua calda.</p>
<p>Passiamo però a una breve descrizione di come vengono affrontati quelli che sono i tradizionali protagonisti del Meraviglioso Mondo di Oz (<em>The Wonderful Wizard of Oz</em>), lo Spaventapasseri, l’Uomo di Latta e il Leone Codardo. L&#8217;uomo di paglia viene <em>miracolosamente</em> rianimato da Dorothy, che lo incontra crocefisso in un campo; <strong>oltre che smemorato, è anche apatico</strong>. L&#8217;attore che lo interpreta, Oliver Jackson-Cohen (recentemente è comparso in <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/luomo-invisibile-2020-la-recensione-del-film/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>L’uomo invisibile </em></a>di Leigh Wannell), ha la faccia da buono, ma il suo personaggio resta troppo in bilico fra il bene e il male.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Oliver-Jackson-Cohen-in-Emerald-City-2016.jpg" rel="lightbox" title="Emerald City (stagione 1): la recensione della serie che ci riporta nel magico mondo di Oz"><img decoding="async" class="alignright wp-image-107321" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Oliver-Jackson-Cohen-in-Emerald-City-2016-300x200.jpg" alt="Emerald City - Season 1" width="350" height="233" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Oliver-Jackson-Cohen-in-Emerald-City-2016-300x200.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Oliver-Jackson-Cohen-in-Emerald-City-2016-768x512.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Oliver-Jackson-Cohen-in-Emerald-City-2016.jpg 1000w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Il secondo,<strong> </strong>non è un uomo e nemmeno di latta, è piuttosto un ragazzotto in carne ed ossa, bello e leale, che dopo essere morto come umano rinasce, appunto, come &#8216;uomo di latta&#8217;. È interpretato da <strong>Gerran Howell</strong>, il giovane Dracula nella serie inglese <em>Young Dracula. </em>La sua recitazione fresca e naturale e l’indole bonaria e altruista del suo personaggio disegnano uno dei personaggi più interessanti ed ‘umani’ di tutta Emerald City.</p>
<p>L&#8217;ultimo,<b> </b>che per tutta la serie sembra ricoprire un ruolo fino troppo <em>inosservato</em>, è interpretato da <strong>Mido Hamada </strong>(American Sniper). Al suo personaggio sono affibbiate scene dai toni cupi, che solo in apparenza sembrano volerci far pensare che sia passato al<em> lato oscuro della Forza</em>.</p>
<p>La giovane Ozma (<strong>Jordan Loughran</strong>, Le Cronache di Evermoor) è invece il vero &#8216;Mago di Oz&#8217;, un ragazzino che &#8211; in realtà &#8211; è nato femmina: da piccola, in quanto unica erede del trono di Oz, è stata raccolto da una strega che l&#8217;ha allevata a suon di pillole per fargli cambiare sesso e nasconderlo meglio al Mago.</p>
<p>Emerald City, da un punto di vista superficiale &#8211; quello di chi la guarda con gli occhi (im)puri dello spettatore medio &#8211; potrebbe anche funzionare, a patto che non si consideri <strong>la scenografia posticcia</strong>. Inguardabili in particolare le armature delle guardie del Mago, che non pesano un chilo, e i paesaggi visti e rivisti in gran parte dell’immaginario fantasy passato in televisione negli ultimi anni. Trattandosi di un’opera di genere fantastico lontana in qualche modo dai canoni del fantasy stesso, ci si sarebbe aspettati un po&#8217; più di originalità in termini di scenografie, specie, appunto, nella ricostruzione dei paesaggi di Oz (più che per le città o o i castelli stessi).</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Ana-Ularu-e-Jordan-Loughran-in-Emerald-City-2016.jpg" rel="lightbox" title="Emerald City (stagione 1): la recensione della serie che ci riporta nel magico mondo di Oz"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107385 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Ana-Ularu-e-Jordan-Loughran-in-Emerald-City-2016-300x200.jpg" alt="Ana Ularu e Jordan Loughran in Emerald City (2016)" width="344" height="229" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Ana-Ularu-e-Jordan-Loughran-in-Emerald-City-2016-300x200.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Ana-Ularu-e-Jordan-Loughran-in-Emerald-City-2016-768x512.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/04/Ana-Ularu-e-Jordan-Loughran-in-Emerald-City-2016.jpg 1000w" sizes="(max-width: 344px) 100vw, 344px" /></a>Il mix tra ricostruzioni ambientali approssimative e ritmo fin troppo spedito finiscono per essere non del tutto convincenti, e aiutano a collocare Emerald City sullo stesso piano di un’altra serie poco riuscita come <em><strong>The Shannara Chronicles</strong></em>, adattamento della nota saga <em>sword &amp; sorceress</em> scritta da Terry Brooks. Qui si fa apprezzare, tuttavia, <strong>una dimensione tutto sommato più giocosa e innocente</strong>, che viene direttamente dalla penna di L. Frank Baum e dall’iconografia che accompagna le sue opere.</p>
<p><strong>Niente è mai troppo serioso e grave</strong>, e non esistono &#8211; nonostante le possibili apparenze &#8211; momenti particolarmente truci e violenti ispirati ai lavori per un pubblico adulto di un George R.R. Martin; forse, proprio tutta questa &#8216;spensieratezza&#8217;, a volte quasi forzata, è la chiave per affrontare in modo vincente questa prima (e unica) stagione dello show.</p>
<p>Nonostante la notizia della cancellazione, il finale di Emerald City prometteva bene e dava grandi speranze a chi avesse apprezzato il viaggio fino a lì: rispedita nel nostro mondo dal Mago (ora morto) e da Jane (con l’intento di salvarla), Dorothy viene infatti raggiunta dallo Spaventapasseri, che le comunica la notizia del rapimento della madre ad opera di <strong>un mostro chiamato Beast Forever</strong>, una misteriosa presenza continuamente citata dall’inizio alla fine della serie, di cui viene preclusa a questo punto la possibilità di comprenderne la vera natura (ci viene mostrata brevemente attraverso la grande ombra di un mostro alato).</p>
<p>Di seguito il<strong> trailer internazionale</strong> di Emerald City:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="EMERALD CITY Official Trailer (HD) Wizard of Oz Drama" src="https://www.youtube.com/embed/3pwBmHe-V5c" width="1013" height="570" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>In visita alla mostra dedicata a Ritorno al Futuro al Mufant di Torino</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/in-visita-alla-mostra-dedicata-a-ritorno-al-futuro-al-mufant-di-torino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ghismore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 19:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[ritorno al futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le mura della struttura, gli appassionati della trilogia cult firmata Robert Zemeckis possono gongolare tra storyboard, sceneggiature e altre chicche relative alla saga</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/in-visita-alla-mostra-dedicata-a-ritorno-al-futuro-al-mufant-di-torino/">In visita alla mostra dedicata a Ritorno al Futuro al Mufant di Torino</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra recentemente <em>atterrata</em> a Torino dal titolo ‘<strong>Back to the Future Exhibition</strong>’ è stata inaugurata lo scorso 2 febbraio e sarà visitabile fino al prossimo 30 aprile; dedicata alla trilogia cult di <strong>Ritorno al Futuro</strong>, è allestita all’interno degli spazi del <strong>Mufant</strong>, il MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino (via Reiss Romoli, 49 bis).</p>
<p>L’esposizione vive in una cornice post-moderna caratterizzata da installazioni monumentali, come i televisori che circondano la biglietteria al piano terra; resa possibile grazie al collezionista <strong>Giancarlo Ghibaudo</strong>, ‘Back to the Future’ è composta da reperti e manufatti di svariata natura come <em>press kit </em>d&#8217;epoca realizzati per la stampa, <em>script</em>, fogli di produzione, <em>storyboard</em> originali della serie animata <em>Ritorno al futuro</em> (<em>Back to the Future: The Animated Series</em>), tratta a sua volta dai film e trasmessa in mondovisione nei primi anni ’90, una banconota effettivamente utilizzata sul set del terzo capitolo della saga e alcuni poster e fotobuste, ma anche <em>memorabilia</em> vari, gadget e giochi da tavolo (degni di nota sono la riproduzione giocattolo della leggendaria DeLorian o il fischietto promo prodotto per il lancio del terzo film).</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-7.jpg" rel="lightbox" title="In visita alla mostra dedicata a Ritorno al Futuro al Mufant di Torino"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-92191" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-7-300x391.jpg" alt="mostra ritorno al futuro mufant 2020 (7)" width="300" height="391" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-7-300x391.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-7.jpg 682w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Una perla rara capitata nel panorama italiano proprio in concomitanza con l’inaugurazione della Torino incoronata &#8216;Città del Cinema del 2020&#8217;, con lo slogan ‘<strong>A year long movie</strong>’, ossia &#8216;Un film lungo un anno&#8217;. Uno dei pezzi forti della mostra dedicata alla trilogia diretta da <strong>Robert Zemeckis</strong> è senza dubbio un pezzo di pellicola in 35 mm tagliata dal nastro originale del capostipite, contenente ben 5 fotogrammi. Insomma, un vero Graal per i cinefili più accaniti, a cui è concesso di entrare in contatto diretto con il mondo del cinema che ha fatto la storia e del montaggio delle immagini cinematografiche (purtroppo solo attraverso un vetro, per questioni di sicurezza).</p>
<p>Come forse saprete, il primo film della trilogia di Ritorno al Futuro, arrivata nei cinema fra il 1985 e il 1990, è stato infatti inserito dal Congresso degli Stati Uniti d’America nella National Film Registry dell’omonima biblioteca, ha vinto un premio Oscar per il Miglior Montaggio Sonoro nel 1986 e registrato un incasso globale pari a 388 milioni di dollari (su un budget di 19 milioni). Per i nostalgici degli anni ’80, e in generale per gli amanti della fantascienza, la visita al Mufant è un&#8217;occasione quindi imperdibile per rivivere in prima persona le avventure del giovane Marty McFly (<strong>Michael J. Fox</strong>) e di Doc (<strong>Christopher Lloyd</strong>).</p>
<p>Oltre alla mostra dedicata al mondo creato da Robert Zemeckis per Ritorno al Futuro, nel museo torinese <strong>è però possibile ripercorrere anche la nascita della fantascienza in senso più ampio</strong> attraverso i libri, il cinema e la televisione, con ovvie citazioni al precursore Jules Verne e ai suoi classici <em>20.000 leghe sotto i mari</em> o <em>Viaggio al centro della Terra</em> o con alcuni volumi dell’italianissima serie Urania edita da Mondadori, in cui nel tempo sono stati pubblicati maestri del fantasy e della sci-fi come Isaac Asimov e Ursula K. Le Guin.</p>
<p>Per la televisione è invece ampiamente rappresentato il mondo degli anime con <em>Gundam Wing</em> a fare la parte del leone, ma anche con <em>Sailor Moon</em> e<em> Dragon Ball, </em>che pur non rientrando pienamente nel genere si trovano perfettamente a loro agio se inseriti all’interno di un contesto pop più ampio che è quello degli anni ’90, considerato una vera e propria filiazione del decennio precedente. Non mancano inoltre i riferimenti al mondo di <em>Star Wars</em> e a quello di <em>Harry Potter</em>, con riproduzioni dei costumi simbolo della saga stellare di George Luca e della serie dedicata al giovane mago uscito dalla penna di J. K. Rowling. E se avete proprio bisogno di una break da questa scorpacciata di fantascienza, potete sempre gustarvi un caffè o un tè all’interno del bar allestito fra le varie sale del Mufant, dove è possibile trovare ‘libri di una volta’ ormai non più in circolazione, assolutamente sfogliabili e consultabili e provenienti dai lontani anni ’80 e ‘90, ma anche comprare t-shirt a tema sci-fi.</p>
<p>Il Mufant è aperto dal giovedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.00. Biglietto intero adulti: 7 euro, gratuito per i possessori dell’abbonamento Torino Musei.</p>
<p>Di seguito <strong>alcune fotografie </strong>esclusive della mostra dedicata a Ritorno al Futuro:</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-6.jpg" rel="lightbox" title="In visita alla mostra dedicata a Ritorno al Futuro al Mufant di Torino"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-92190 size-full" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-6.jpg" alt="mostra ritorno al futuro mufant 2020 (6)" width="666" height="888" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-6.jpg 666w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-6-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-4.jpg" rel="lightbox" title="In visita alla mostra dedicata a Ritorno al Futuro al Mufant di Torino"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-92188 size-full" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-4.jpg" alt="mostra ritorno al futuro mufant 2020 (4)" width="666" height="888" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-4.jpg 666w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-4-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /></a></p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-5.jpg" rel="lightbox" title="In visita alla mostra dedicata a Ritorno al Futuro al Mufant di Torino"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-92189 size-full" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-5.jpg" alt="mostra ritorno al futuro mufant 2020 (5)" width="888" height="666" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-5.jpg 888w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-5-300x225.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-5-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 888px) 100vw, 888px" /></a></p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-3.jpg" rel="lightbox" title="In visita alla mostra dedicata a Ritorno al Futuro al Mufant di Torino"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-92187 size-full" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-3.jpg" alt="" width="888" height="666" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-3.jpg 888w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-3-300x225.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-3-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 888px) 100vw, 888px" /></a></p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-2.jpg" rel="lightbox" title="In visita alla mostra dedicata a Ritorno al Futuro al Mufant di Torino"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-92186 size-full" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-2.jpg" alt="mostra ritorno al futuro mufant 2020 (2)" width="888" height="666" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-2.jpg 888w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-2-300x225.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2020/02/mostra-ritorno-al-futuro-mufant-2020-2-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 888px) 100vw, 888px" /></a></p>
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		<title>His Dark Materials (Stagione 1) &#124; Recensione della serie HBO (Queste Oscure Materie)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ghismore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 22:25:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Dafne Keen]]></category>
		<category><![CDATA[His Dark Materials]]></category>
		<category><![CDATA[James McAvoy]]></category>
		<category><![CDATA[Queste oscure materie]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Ruth Wilson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima parte della trilogia fantasy scritta da Philip Pullman arriva sul piccolo schermo con un adattamento dalla resa più che soddisfacente, anche grazie alle prove di Dafne Keen, Ruth Wilson e James McAvoy</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <em>multiverso</em> mediale degli adattamenti per il grande e piccolo schermo esiste una piccola chicca ampiamente sottovalutata dalla neonata generazione di divoratori seriali, i ‘millennials’ del cinema. Solo pochi, fra questi, avranno forse letto i libri prima di godersi una delle serie TV più raffinate mai realizzate dall’industria dei media: stiamo parlando di <strong>His Dark Materials</strong>, tradotto in <em>Queste Oscure Materie</em>, di <strong>Philip Pullman</strong>, autore inglese e padre di uno degli universi più originali scritti sulle pagine dei libri di letteratura fantastica.</p>
<p>Sì, mai come in questo caso la recente serie HBO rende omaggio al romanzo originale. Per capire di che cosa stiamo parlando abbandonate per un attimo gli ultimi draghi di Valyria (forse sarebbe più opportuno dire ‘l’ultimo’), i mostri del Continente e le pietre magiche di Shannara e, soprattutto, dimenticatevi del film di Chris Weitz del 2007, <strong><em>La Bussola d’Oro</em></strong>. Già, niente di tutto questo. Anzi, molto di più, assolutamente molto di più. Bisogna infatti dare a Cesare quel che è di Cesare: sì, perché se di draghi e di lupi tutti hanno imparato a parlarne, sia per farci un bel libro posticcio o per aumentare gli zeri sul proprio conto in banca, non farlo è qualcosa di assolutamente più nobile. Come? Pensavate che parlare di elfi e draghi fosse una cosa facile? Non lo è, davvero, e non è nemmeno l’unico modo per parlare di fantasy.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-poster.jpg" rel="lightbox" title="His Dark Materials (Stagione 1) | Recensione della serie HBO (Queste Oscure Materie)"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-87927" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-poster-202x300.jpg" alt="His Dark Materials queste oscure materie serie HBO poster" width="236" height="350" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-poster-202x300.jpg 202w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-poster.jpg 600w" sizes="(max-width: 236px) 100vw, 236px" /></a>La penna in questione è quella dell’appena citato Philip Pullman e della sua saga His Dark Materials &#8211; Queste Oscure Materie, anch’essa vittima-protagonista, più di un decennio fa, del potere fagocitante del grande schermo hollywoodiano. Dopo il primo film della saga, dal titolo <em>La Bussola d’Oro</em>, i produttori hanno ben pensato di abbandonare la possibile trilogia per via della crisi economica del 2008, lasciando di fatto incompleto il sogno di milioni di appassionati di fantasy e fantascienza che avevano appena capito come utilizzare la luccicante bussola d’oro della piccola Lyra Belacqua.</p>
<p>Un po’ la stessa sorte toccata al ciclo del poco convincente <strong><em>Eragon</em> </strong>di Christoper Paolini e la sua dragonessa azzurra Saphira, il cui progetto fu però abbandonato anche per il pessimo riscontro di critica e pubblico (la rivista britannica Empire lo ha addirittura piazzato al 36° posto nella lista dei 50 peggiori film di tutti i tempi votata dai lettori).</p>
<p>Qui, invece, nella prima stagione di <strong>un universo dalle tinte vittoriane</strong>, s’incontrano non pochi pregi: la regia, abilmente orchestrata tra performance attoriali capaci di rendere giustizia a un libro tradito da logiche prettamente commerciali con il film del 2007, e un montaggio mai insensatamente frenetico che dimostra invece una profonda consapevolezza in quello che Murakami ha definito il ritmo della narrazione; la fotografia, in grado di rievocare l’atmosfera un po’ cupa e algida dell’Inghilterra di fine Ottocento che enfatizza la rivalità sociale fra il Magisterium (ricco e spietato), impersonificato da discepoli sempre vestiti di nero,  e i nomadi gyziani (buoni e poveri), proiezione popolare dei nostri Re Magi; il cast, un dosatissimo mix di attori capaci e preparati pronti a trovare il loro posto come i pezzi di un puzzle.</p>
<p>Già dal primo episodio,<em> Il viaggio di Lyra</em>, emerge infatti una profonda verità: His Dark Materials &#8211; Queste Oscure Materie <strong>non è il solito fantasy trito e ritrito</strong>, in primis per la capacità degli autori di non inciampare nei tipici cliché del genere, che sono anche croce e delizia della sterminata letteratura fantasy rievocata in fretta e furia sul grande schermo. Ma anche per l’ambientazione, che non è così forzatamente fantastica da imporci di stringere il famoso &#8216;patto di finzione&#8217;, e quindi assolutamente fedele alle pagine che compongono la trilogia cartacea; tutto è scorrevole e lo spettatore è piacevolmente coinvolto nelle indagini della piccola protagonista (<strong>Dafne Keen</strong>) come se questa lo stesse davvero prendendo per mano.</p>
<p>His Dark Materials &#8211; Queste Oscure Materie è una serie composta da <strong>8 episod</strong>i e prodotta da HBO (sì, la stessa di <em>Il Trono di Spade</em>, <em>True Detective</em> e <em>Westworld</em>, solo per citarne alcune), con <strong>una trama orizzontale</strong>. &#8216;Solo&#8217; otto? No, tutt’altro. Se la prassi ci ha abituato a show televisivi (o in streaming) caratterizzati da interminabili elenchi di episodi dove il Male e il Bene non fanno altro che &#8216;passarsi la palla&#8217; (<em>Gotham</em> e <em>The Walking Dead</em> su tutti),<strong> lo sceneggiatore Jack Thorne sembra aver abilmente intuito come invertire questa tendenza nociva</strong>, se non addirittura tossica, comune alla gran parte del repertorio seriale. Non a caso, stiamo parlando della stessa penna che si nasconde dietro al testo teatrale di <em>Harry Potter e la Maledizione dell’Erede</em>, scritto a sei mani insieme a J.K. Rowling e John Tiffany, che a Londra ha sbancato il botteghino.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-2019.jpg" rel="lightbox" title="His Dark Materials (Stagione 1) | Recensione della serie HBO (Queste Oscure Materie)"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-87930 alignleft" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-2019-300x200.jpg" alt="His Dark Materials queste oscure materie serie HBO 2019" width="369" height="246" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-2019-300x200.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-2019-768x511.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/11/His-Dark-Materials-queste-oscure-materie-serie-HBO-2019.jpg 800w" sizes="(max-width: 369px) 100vw, 369px" /></a>In <em>soli</em> otto episodi, His Dark Materials &#8211; Queste Oscure Materie si presenta con <strong>un’azione efficacemente dosata</strong> dall&#8217;inizio alla fine; otto piccoli frammenti di un’ora circa in cui i personaggi principali evolvono e maturano senza correre il rischio di (s)cadere nella ridondanza di espedienti e situazioni forzatamente ripetuti. Gioiello di questa serie dal <strong>fascino tutto </strong><strong><em>british</em></strong>, girata fra il Regno Unito e l’Artide, è il legame indissolubile fra gli umani e i loro <em>daimon</em>, una sorta di proiezione dell’anima sotto forma di animale, nonché il legame sancito dalla presenza della polvere tra essi, la &#8216;materia oscura&#8217; della situazione che il terribile Magisterium (una sorta di moderna Inquisizione) sta indagando con mezzi e metodi tutt’altro che pacifici.</p>
<p>A fare le veci della cattiva è la signora Coulter (<strong>Ruth Wilson</strong>, in una magistrale interpretazione fredda e distaccata) alla quale il Magisterium ha affidato una vera e propria ‘task force’ con l’obiettivo di separare i bambini dalla loro natura fanciullesca prima della completa stabilizzazione del <em>daimon</em> stesso, considerato l’origine del Peccato originale. Sono proprio i <em>daimon</em>, semplici animali realizzati <strong>senza pacchiani effetti speciali</strong>, ad incarnare un desiderio ancestrale insito in ognuno di noi: poter vedere, osservare e interagire con la nostra stessa anima e al tempo stesso parlarle.</p>
<p>C’è, in questo, la vera essenza di His Dark Materials &#8211; Queste Oscure Materie, al di là della digressione narrativa volta all’indagine della polvere: quella catarsi aristotelica tradotta in chiave moderna che non è più un evento raro e prodigioso come il gesto spropositato di Medea verso i suoi figli, ma una sorta di simulacro vivo e vegeto che, proprio per il semplice fatto di essere soltanto un animale, ci permette di tenere lo sguardo e i piedi a terra.</p>
<p>Protagonista della storia è la piccola e impavida Lyra Belacqua, <strong>una sorta di Gian Burrasca</strong> (molto più britannica e senza la pappa al pomodoro &#8230;) che non ha nulla da invidiare alla temeraria Arya Stark di Westeros. Abbandonata dai suoi genitori, Lyra viene affidata alle cure dello zio, Lord Asriel (<strong>James McAvoy</strong>), che sembra voler contendersi a tutti i costi il ruolo di cattivo principale di His Dark Materials &#8211; Queste Oscure Materie insieme alla signora Coulter. Infatti, ossessionato dai segreti racchiusi nella polvere, Lord Asriel abbandona la piccola Lyra nell’Oxford College di un universo parallelo al nostro insieme al suo ermellino Pantalaimon, con lei che è chiamata a scoprire perché tutti siano così ossessionati dalla polvere grazie all’aiuto di una bussola d’oro che dice sempre la verità, l’Aletiometro.</p>
<p><strong>Unico cruccio</strong>, il focus mancato sul personaggio di Lord Asriel, quasi completamente assente in tutti gli episodi, che di fatto non è altro che il più grande vuoto nella mente di Lyra e che forse, a pensarci bene, avrebbe soltanto rischiato di appesantire uno dei rari e più riusciti tentativi di adattare un libro per il piccolo schermo.</p>
<p><a href="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/05/Queste-oscure-materie-His-Dark-Materials-serie-hbo.jpg" rel="lightbox" title="His Dark Materials (Stagione 1) | Recensione della serie HBO (Queste Oscure Materie)"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-80544" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/05/Queste-oscure-materie-His-Dark-Materials-serie-hbo-300x168.jpg" alt="Queste oscure materie - His Dark Materials serie hbo" width="348" height="195" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/05/Queste-oscure-materie-His-Dark-Materials-serie-hbo-300x168.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/05/Queste-oscure-materie-His-Dark-Materials-serie-hbo-768x431.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2019/05/Queste-oscure-materie-His-Dark-Materials-serie-hbo.jpg 800w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" /></a>Insomma, quello dei <em>daimon</em> e della polvere (il soffio divino della creazione) è un mondo abilmente dipinto con tutto il suo scafandro di tradizioni popolari, i gyziani (un popolo nomade e ribelle) e la magia (streghe e orsi polari in lotta fra loro), sì intriso di un’innata spontaneità primordiale (gli animali parlanti non sono <em>soltanto</em> animali parlanti, come i bambini non <em>solo</em> bambini), ma anche intaccato dalla <strong>cinica ossessione degli adulti per il potere e il controllo</strong>.</p>
<p>La strada di Lyra è tutt’altro che segnata: convinta di aver raggiunto il vertice di una piramide fatta di dubbi e segreti, e ritrovatasi di fronte all’entrata di un mondo parallelo (il nostro), la piccola detentrice dell’Aletiometro s’immerge in un varco di polvere aurorale che non fa altro che alludere a<strong> una prossima e giustamente reclamata seconda stagione</strong> (ispirata a <em>La Lama Sottile</em>) di una saga imperdibile sia per cinefili che per i topi di biblioteca.</p>
<p>Ma che voi siate cinefili o topi fa poca differenza, perché leggere un libro sarà comunque un’esperienza unica e irripetibile, un po’ come sapere di avere il barattolo di Nutella sempre pieno prima di tirare fuori una fetta di pane. Popcorn alla mano, non resta allora che premere play … ma non prima di aver letto i libri!</p>
<p>Di seguito <strong>il trailer</strong> di His Dark Materials &#8211; Queste oscure materie, trasmesso in esclusiva in Italia su Sky:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/Rq4roOdxG7s" width="1487" height="691" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/his-dark-materials-stagione-1-recensione-della-serie/">His Dark Materials (Stagione 1) | Recensione della serie HBO (Queste Oscure Materie)</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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