Abel Ferrara non ne può più dei suoi due film più celebri: «Ormai non li sopporto»
03/11/2026 news di Stella Delmattino
Il regista americano racconta la frustrazione di vedere riproposte sempre le stesse opere nelle retrospettive, mentre il resto della sua filmografia riceve meno attenzione

Immaginate di aver diretto film per quasi cinquant’anni e di sentirvi chiedere sempre gli stessi due titoli. È quello che succede ad Abel Ferrara, che ora ha ammesso di non sopportare più proprio le opere che hanno contribuito a renderlo celebre. Il regista americano, autore di alcuni dei film più controversi e influenti del cinema indipendente, ha confessato di essere ormai esasperato dalle continue richieste di proiettare Il cattivo tenente e King of New York.
La dichiarazione è arrivata durante una conversazione pubblicata da Interview Magazine con Michael M. Bilandic, regista di Cabaret Boys, film nel quale lo stesso Ferrara compare come attore. Tra ricordi di set, riflessioni sul cinema e aneddoti sulla vita newyorkese, il cineasta ha affrontato anche il complicato rapporto con la propria eredità artistica.
Abel Ferrara: «Non sopporto più Il cattivo tenente e King of New York»
Il discorso è nato mentre Ferrara raccontava un recente viaggio a Parigi, dove si era recato per la pubblicazione di un suo libro. Un’esperienza che lo ha portato a riflettere sulla diversa attenzione riservata alla letteratura e al cinema, ma anche sulle abitudini degli organizzatori delle retrospettive.
«Ogni volta che organizzano una proiezione dedicata a me, vogliono mostrare soltanto Il cattivo tenente oppure King of New York. E ormai non sopporto più nessuno dei due film», ha dichiarato.
Una frase destinata a sorprendere gli appassionati, considerando il ruolo fondamentale che entrambe le opere occupano nella filmografia del regista.
King of New York, uscito nel 1990, vede Christopher Walken nei panni di Frank White, un gangster appena tornato in libertà e deciso a riconquistare il controllo della criminalità newyorkese. Un noir violento e allucinato che contribuì a consolidare la reputazione di Ferrara, anche grazie a un cast che comprendeva Laurence Fishburne, Wesley Snipes e David Caruso.
Il cattivo tenente, del 1992, con Harvey Keitel, spinse ancora più avanti quella visione tormentata della città e dei suoi abitanti. La storia di un poliziotto corrotto e autodistruttivo, sospeso tra dipendenza, colpa e ricerca della redenzione, resta una delle rappresentazioni più estreme e riconoscibili del cinema americano degli anni Novanta.
Il problema di essere ricordato sempre per gli stessi film
Le parole di Ferrara, tuttavia, non equivalgono necessariamente a un ripensamento sul valore artistico dei due titoli. Il contesto suggerisce piuttosto la frustrazione di un autore che continua a realizzare opere nuove, ma viene richiamato soprattutto ai successi di oltre trent’anni fa.
Una situazione paradossale per un regista la cui filmografia comprende lavori molto differenti, da L’angelo della vendetta e The Addiction – Vampiri a New York a Fratelli, Pasolini, Siberia e Padre Pio.
Nel corso dell’intervista, Ferrara ha anche spiegato di non riguardare abitualmente i propri film. Quando gli capita, la sua attenzione si concentra spesso sui dettagli marginali delle immagini: vecchi edifici, automobili, passanti e particolari della New York che conosceva.
Il regista ha ricordato, per esempio, le difficoltà incontrate durante alcune riprese in luoghi reali, quando la troupe rischiava di alterare proprio quelle caratteristiche che avevano reso interessante una determinata ambientazione.
Per Ferrara, il cinema deve conservare qualcosa dell’imprevedibilità e della concretezza della vita reale. Una convinzione che attraversa anche le sue dichiarazioni sul lavoro con gli attori e sull’utilizzo di location autentiche invece di ambienti ricostruiti.
Abel Ferrara prepara un nuovo gangster movie con Asia Argento
Nonostante l’insofferenza verso le continue celebrazioni del passato, Ferrara non sembra intenzionato ad abbandonare il cinema.
Il regista, che vive a Roma, ha parlato nei mesi scorsi di American Nails, un nuovo gangster movie ambientato a Bari e ispirato al mito di Fedra. Il progetto prevede la partecipazione di Asia Argento e Riccardo Scamarcio, anche se non sono stati comunicati aggiornamenti definitivi sull’avvio delle riprese.
In un’intervista rilasciata a la Repubblica nel marzo 2026, Ferrara aveva descritto il film come una storia contemporanea incentrata soprattutto sulle donne, sulle dipendenze e sulle passioni distruttive.
Un ritorno a territori narrativi familiari, ma con la volontà di esplorarli da una prospettiva differente.
Il paradosso è che Il cattivo tenente e King of New York continuano a essere considerati imprescindibili proprio perché hanno definito l’identità cinematografica di Ferrara. Ma per un autore che ha trascorso tutta la carriera a rifiutare le convenzioni, essere celebrato sempre attraverso le stesse due opere potrebbe essere diventato, a suo modo, un’altra forma di prigionia.
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Il problema di essere ricordato sempre per gli stessi film



