Halloween 2026, l’horror ha deluso nei cinema italiani: i numeri che raccontano un paradosso
02/11/2026 news di William Maga
Pochi nuovi horror, incassi inferiori agli anni precedenti e altri film in arrivo subito dopo la festa. Ma i dati di ottobre raccontano una realtà più complessa

Halloween dovrebbe essere il momento ideale per portare il pubblico al cinema a vedere un horror. Eppure, nel 2026, la festa più spaventosa dell’anno si è conclusa in Italia senza un vero successo cinematografico di genere. Le due principali novità, Ice Cream Man di Eli Roth e It Ends di Alexander Ullom, hanno raccolto insieme meno di 850.000 euro nel fine settimana. Risultati molto lontani da quelli registrati negli ultimi anni da titoli come Terrifier 3, Longlegs e Dracula – L’amore perduto.
Ma sarebbe affrettato parlare di crisi dell’horror. Altri film dell’orrore, usciti nelle settimane precedenti, hanno ottenuto incassi importanti. E proprio mentre si discute dei risultati di Halloween, il 5 novembre arrivano nei cinema italiani altri due horror, Ferine e The Nameless Ballad, accompagnati dal fantascientifico Hope di Na Hong-jin.
Che cosa sta succedendo? Gli spettatori preferiscono guardare gli horror in streaming? Mancano film capaci di generare un vero evento? Oppure il problema riguarda anche il modo in cui vengono distribuiti e promossi? Abbiamo confrontato i dati del box office e i calendari cinematografici per cercare una spiegazione che vada oltre la semplice constatazione degli incassi.
Halloween 2026: quanto hanno incassato davvero gli horror in Italia?
Secondo i dati Cinetel analizzati da CineGuru, il fine settimana dal 29 ottobre al 1° novembre si è chiuso con 7.356.441 euro e 930.122 spettatori. Il mercato complessivo ha perso il 13,7% rispetto al corrispondente weekend del 2025, pur crescendo del 18% rispetto alla settimana precedente.
La classifica è stata dominata da due produzioni italiane non horror: Dio ride di Giovanni Veronesi, primo con 1.128.099 euro, e Un tranquillo funerale di famiglia di Massimiliano Bruno, secondo con 764.073 euro.
Il primo horror è Ice Cream Man, terzo con 471.344 euro e 55.259 spettatori in 267 cinema. Un debutto non disastroso in termini assoluti, ma certamente inferiore a quello che ci si sarebbe potuti aspettare da un nuovo film di Eli Roth programmato proprio per Halloween.
It Ends, invece, si è fermato all’ottavo posto con 377.334 euro e 44.664 spettatori nel weekend, distribuito in 236 cinema. Due uscite che, complessivamente, hanno attirato poco meno di 100.000 spettatori nei quattro giorni considerati.
Nel frattempo Clayface, arrivato il 22 ottobre, ha raccolto altri 449.810 euro, mentre L’estranea di Paolo Strippoli ha aggiunto 317.110 euro al proprio totale.
Non è dunque mancata completamente l’offerta horror: è mancato soprattutto un nuovo titolo capace di imporsi come l’evento cinematografico del weekend.
Nel 2024 Terrifier 3 e Longlegs avevano conquistato Halloween
Il confronto con il 2024 rende evidente quanto sia cambiata la situazione.
Nel weekend dal 31 ottobre al 3 novembre di quell’anno, Terrifier 3 incassò 1.526.535 euro con la sola anteprima di Halloween, portando al cinema oltre 185.000 spettatori. Nello stesso fine settimana Longlegs esordì con 983.623 euro e The Substance raccolse 700.823 euro.
Tre horror molto diversi, capaci di totalizzare insieme oltre 3,2 milioni di euro. A questi si aggiungevano i 475.842 euro di Smile 2, già in programmazione.
Nel 2025, invece, Dracula – L’amore perduto di Luc Besson debuttò nel weekend di Halloween con 1.778.747 euro, seguito da The Ugly Stepsister con 322.729 euro e da Black Phone 2, che incassò altri 267.370 euro.
Naturalmente, questi confronti richiedono prudenza: cambiano le date di uscita, il numero di sale, la durata della programmazione e la forza commerciale dei singoli titoli. Non possiamo dedurne automaticamente che il pubblico dell’horror sia diminuito.
Possiamo però osservare che nei due Halloween precedenti esisteva almeno un film capace di trasformare la ricorrenza in un appuntamento cinematografico riconoscibile. Nel 2026 questo effetto è stato decisamente meno evidente.
Il pubblico italiano non ha abbandonato l’horror: lo dimostrano gli incassi di ottobre
Il dato che più di ogni altro invita a evitare conclusioni affrettate riguarda i risultati delle settimane precedenti.
Mammina (Other Mommy), uscito l’8 ottobre, ha superato i 4 milioni di euro. Nello stesso periodo, L’estranea ha raggiunto 3,21 milioni, mentre Clayface ha totalizzato 1,44 milioni nei suoi primi undici giorni di programmazione.
Guardando all’intero autunno, anche Resident Evil, arrivato a settembre, ha raccolto circa 3,75 milioni di euro.
Numeri che dimostrano una cosa: esiste ancora un pubblico italiano disposto a pagare un biglietto per vedere un horror al cinema. Il successo di Mammina e quello di L’estranea, quest’ultimo particolarmente significativo per una produzione italiana, non sono compatibili con l’idea di un genere semplicemente rifiutato dagli spettatori.
Anche il mercato complessivo offre un quadro differente da quello di una crisi generalizzata: ottobre 2026 ha chiuso con 40,89 milioni di euro, in crescita del 38% rispetto al 2025 e del 7% sul 2024.
La domanda da porsi, quindi, non è perché gli italiani non guardino più horror, ma perché una domanda che esiste durante l’anno non si sia concentrata sulle nuove uscite del 31 ottobre.
Il calendario delle uscite potrebbe aver indebolito Halloween?
Una prima spiegazione riguarda proprio la distribuzione dei film nell’arco del mese.
Mammina e L’estranea erano disponibili dall’8 ottobre, Clayface dal 22 e Resident Evil addirittura dal 17 settembre. Chi segue abitualmente il genere aveva quindi già avuto diverse occasioni per vedere i titoli più riconoscibili della stagione.
Questo potrebbe aver ridotto la capacità di Ice Cream Man e It Ends di attirare un pubblico aggiuntivo durante Halloween. Non perché mancasse interesse, ma perché una parte della domanda potrebbe essersi distribuita lungo tutto ottobre.
C’è inoltre una possibile sovrapposizione tra gli stessi horror. Nel weekend convivevano opere soprannaturali, slasher, body horror, produzioni indipendenti e persino la riedizione di Dracula di Bram Stoker, che ha incassato 290.441 euro in tre giorni.
È plausibile che questi film si siano contesi una parte degli stessi spettatori, come ipotizzato anche da CineGuru. Ma senza dati sulle preferenze di acquisto e sulle presenze nei singoli spettacoli non possiamo misurare quanto questa concorrenza abbia effettivamente inciso.
Il paradosso: Ferine, The Nameless Ballad e Hope escono dopo Halloween
Il calendario presenta poi un elemento difficile da ignorare. Giovedì 5 novembre, appena cinque giorni dopo Halloween, arrivano nelle sale italiane altri due horror, Ferine di Andrea Corsini e The Nameless Ballad di Federico Zampaglione.
Il primo, distribuito da Adler Entertainment, è un horror psicologico italiano che ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui due premi al Fantasia Film Festival per la fotografia e la colonna sonora di Pino Donaggio.
Il secondo, distribuito da FilmClub, segna il ritorno al genere di Zampaglione dopo The Well. Il film è stato presentato in anteprima proprio il 31 ottobre a Lucca Comics & Games, nell’ambito della programmazione horror del festival, ma la sua distribuzione ordinaria comincia soltanto il 5 novembre.
Nella stessa giornata arriva anche Hope di Na Hong-jin, distribuito da MUBI e interpretato, tra gli altri, da Michael Fassbender e Alicia Vikander. Non si tratta di un horror puro, ma di un thriller fantascientifico con creature mostruose e forti elementi di terrore.
Tre proposte molto differenti, accomunate da un potenziale interesse per gli appassionati del fantastico. E allora la domanda è inevitabile: perché farle arrivare immediatamente dopo la festività che avrebbe potuto offrire loro una maggiore riconoscibilità?
Non conosciamo le motivazioni delle singole scelte distributive. Potrebbero dipendere dai calendari internazionali, dalla concorrenza, dalla disponibilità degli schermi o da strategie promozionali specifiche. Sarebbe quindi scorretto sostenere che i distributori abbiano commesso un errore dimostrabile.
Rimane però un paradosso evidente: mentre il pubblico di Halloween non ha trovato un grande nuovo evento horror, alcuni titoli potenzialmente interessanti per lo stesso pubblico raggiungono le sale soltanto nella settimana successiva.
Streaming, feste e passaparola: le spiegazioni possibili, ma non dimostrate
Un’altra ipotesi riguarda la concorrenza dell’intrattenimento domestico. Le piattaforme streaming hanno progressivamente trasformato Halloween in un appuntamento per maratone horror, nuove serie televisive e recuperi dei classici.
Nel 2026 il pubblico aveva a disposizione un’offerta molto ampia, compresi titoli recenti e nuove produzioni seriali. È possibile che una parte degli spettatori abbia preferito restare a casa, ma non esistono dati pubblici sufficienti per stabilire quanti abbiano effettivamente rinunciato al cinema per questo motivo.
Anche il calendario potrebbe aver influito. Halloween cadeva di sabato, una serata normalmente favorevole agli incassi ma anche caratterizzata da feste, eventi e locali affollati. Negli Stati Uniti, dove il fenomeno è stato osservato anche in passato, la coincidenza con il sabato viene considerata una possibile penalizzazione per il box office.
Per l’Italia, tuttavia, il dato giornaliero invita alla prudenza: il 31 ottobre gli incassi cinematografici sono aumentati del 46% rispetto allo stesso giorno del 2025, sebbene il confronto cada su giorni della settimana differenti. Non si può quindi sostenere che Halloween abbia semplicemente svuotato le sale.
Infine c’è la qualità dei film. Il passaparola e le recensioni possono influenzare la tenuta di una produzione, ma attribuire gli incassi di Ice Cream Man e It Ends a una presunta delusione collettiva sarebbe un’affermazione priva di prove sufficienti.
Il caso di Clayface dimostra quanto il quadro sia articolato: nel secondo weekend ha perso soltanto il 39% degli incassi, una tenuta positiva che suggerisce come Halloween abbia comunque favorito alcuni titoli già in programmazione.
E negli Stati Uniti? Halloween 2026 è stato debole anche lì
Il fenomeno non riguarda esclusivamente l’Italia. Negli Stati Uniti, il weekend di Halloween 2026 è stato uno dei più deboli dell’anno, con incassi complessivi stimati sotto i 56 milioni di dollari.
In quel mercato, Clayface ha raccolto altri 10,4 milioni di dollari nel secondo weekend, raggiungendo circa 44 milioni complessivi. Nel frattempo Resident Evil e Mammina hanno continuato a incassare, dimostrando una certa tenuta dei titoli horror già presenti nelle sale.
Il confronto suggerisce un possibile problema comune: l’assenza di nuove uscite particolarmente forti proprio nel momento in cui il pubblico potrebbe essere più ricettivo verso il genere.
Naturalmente, le dimensioni del mercato americano, le abitudini degli spettatori e le strategie distributive sono differenti da quelle italiane. Il parallelo non dimostra quindi una causa condivisa, ma rende meno convincente l’idea che si tratti di una difficoltà esclusivamente nazionale.
Il vero problema di Halloween 2026 non sembra essere il pubblico dell’horror
Che cosa possiamo concludere? Innanzitutto che non esistono elementi sufficienti per parlare di una crisi generalizzata dell’horror nei cinema italiani. I successi di ottobre dimostrano il contrario.
È invece evidente che le nuove uscite del weekend di Halloween non hanno avuto la forza commerciale dei principali titoli proposti negli anni precedenti. Una differenza che potrebbe dipendere dalla riconoscibilità dei film, dalla frammentazione dell’offerta e dalla collocazione delle uscite nel calendario.
La coincidenza con il sabato, la concorrenza dello streaming e la qualità percepita delle singole opere sono altre variabili possibili, ma per il momento non supportate da evidenze sufficienti per stabilirne il peso.
Halloween non garantisce il successo di un horror. Può però amplificare l’interesse per un film capace di diventare un appuntamento collettivo. Nel 2024 lo dimostrò Terrifier 3; nel 2025, con caratteristiche molto diverse, Dracula – L’amore perduto.
Nel 2026 è mancato soprattutto quell’effetto-evento. E il fatto che altre produzioni di genere arrivino appena dopo Halloween suggerisce che la questione meriti una riflessione non soltanto sul pubblico, ma anche sulle opportunità offerte dalla programmazione cinematografica.
La domanda più interessante, allora, non è se l’horror abbia ancora un futuro nelle sale italiane. I numeri dicono che ce l’ha. È capire perché proprio Halloween non sia riuscito a valorizzarlo pienamente.
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Il calendario delle uscite potrebbe aver indebolito Halloween?



