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Voto: 7/10 Titolo originale: The Autopsy of Jane Doe , uscita: 21-12-2016. Budget: $4,000,000. Regista: André Øvredal.

Autopsy (2016): la recensione del film horror diretto da André Øvredal

11/10/2016 recensione film di Sabrina Crivelli

Il regista norvegese, insieme ai protagonisti Brian Cox ed Emile Hirsch, ci regala un approccio decisamente innovativo e sorprendente al genere delle 'case stregate'

Brian Cox e Emile Hirsch in Autopsy (2016)

Atmosferico e non scontato, Autopsy (The Autopsy of Jane Doe) del norvegese André Øvredal propone una nuova prospettiva sul genere demoniaco, con un’interessante twist alla fine del viaggio. Il regista, lontano dal set dall’originalissimo Troll Hunter del 2010, si è cimentato infatti in questo nuovo lavoro col ritrito filone della haunted house, approcciandolo però con un punto di vista innovativo e una riuscitissima ambientazione spettrale e claustrofobica.

Anzitutto, ottima è la scelta della location, un vecchio edificio disperso nelle nebbiose lande britanniche nei dintorni di Londra. Fascinosa casa / obitorio d’altri tempi, conferisce già di per sé una connotazione orrorifica, rappresentando lo scenario perfetto per un racconto del terrore. Un crematorio con camera autoptica dunque, dove Tony Tilden (Brian Cox) e suo figlio Austin (Emile Hirsch) lavorano insieme come medici legali nell’attività condotta dalla famiglia da tre generazioni.

The Autopsy of Jane DoeE’ notte e, dopo aver finito di esaminare l’ultimo cadavere i due protagonisti si apprestano a uscire, quando all’improvviso lo sceriffo Sheldon bussa alla porta, o meglio si cala dal vetusto ascensore – unico accesso allo studio sotterraneo insieme a una botola che da sul giardino – con un ‘lavoro urgente’.

Si tratta del corpo di una giovane donna non identificata (Olwen Catherine Kelly), secondo la prassi americana appellata come Jane Doe, morta in circostanze oscure e ritrovata su una cruenta scena del crimine con quattro cadaveri, seppellita nuda per metà nel terriccio dello scantinato. E’ tarda notte, ma i due decidono di accettare il caso, poiché la stampa locale esigerà alle prime luci dell’alba un referto ufficiale per un assassinio così truce, e quindi si mettono al lavoro senza perdere tempo.

In un susseguirsi di elementi tipici della filmografia di genere incentrata sulle apparizioni demoniache, inizialmente la narrazione sembra piuttosto convenzionale, con scricchiolii, oscure sagome riflesse negli specchi che spariscono all’improvviso, porte che si aprono da sole e via dicendo, in un crescendo di suspense. Tuttavia, a discostarsi dalla tradizione c’è in primis il momento dell’autopsia, trattato in modo decisamente realistico, quasi documentario, che viene tratteggiato dalla macchina da presa in modo asettico, attraverso le sue varie fasi.

Come in un incomprensibile moto parallelo, però, man mano che l’esame procede alla ricerca della causa della morte della ragazza, i protagonisti sembrano ritrovarsi sempre più lontani dalla verità, e organo dopo organo, quello che trovano è sempre più assurdo, implausibile. Dalla pelle al cuore, dai polmoni fino all’intestino, i due si addentrano in un territorio che sempre meno ha a che fare con la scienza e sempre più con il paranormale.

autopsy film horror ovredal 2016A ogni strato la coppia di patologi scopre un dettaglio più inquietante di quello che a prima vista sembra un omicidio rituale, finalizzato all’evocazione di un’entità malvagia, che i medici potrebbero aver casualmente liberato attraverso il loro lavoro e che ora vuole la loro morte, ma solo dopo averli a lungo tormentati.

Il dubbio permane sino alla fine, Jane Doe non è affatto quella che sembra e con l’avanzare della storia assume sempre nuove – e spaventose – identità e connotazioni, da vittima di un omicidio, a offerta per un rito satanista/pagano, a qualcosa di ancora differente e imprevisto (che non riveliamo).

Senza eccedere in effetti speciali, che toglierebbero plausibilità alla narrazione e contestuale immedesimazione (si può dire che la GCI sia praticamente assente), l’orrorifico in Autopsy  si cela nei piccoli particolari: un ombra, il fumo, il suono di un campanellino da caviglia, non è inquadrato quasi nulla di smaccatamente pirotecnico (come demoni, spiriti o simili, che in molte pellicole horror finiscono solo per spezzare completamente la finzione filmica).

A conferire un’ultima nota di verisimiglianza al complesso troviamo in ultimo i due attori principali, Brian Cox ed Emile Hirsch, sempre controllati e in parte, che non danno mai vita a una performance eccessiva, troppo densa di pathos, o sopra le righe, reagendo agli sconvolgenti eventi con una mimica degna di due uomini di scienza.

Realizzato in maniera puntuale, impeccabile, basato su una sceneggiatura ben congegnata e interpretata in modo più che soddisfacente Autopsy riesce a spaventare e intrigare anche un navigato consumatore di cinema horror. Speriamo che qualche distributore illuminato lo porti nelle nostre sale.

Di seguito il trailer italiano di Autopsy:

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