Come Jurassic Park, ma con armi e proiettili: il film con i dinosauri che tutti stanno guardando su Prime Video
17/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Primitive War su Prime Video: soldati americani contro dinosauri nel Vietnam del 1968. Tutto sul film tratto dal romanzo di Ethan Pettus.

Immaginate Predator, Jurassic Park e Platoon fusi in un unico, folle calderone cinematografico. Immaginate soldati americani nel pieno della guerra del Vietnam che si ritrovano a combattere non contro i Viet Cong, ma contro tirannosauri, velociraptor e spinosauri assetati di sangue. Non è l’allucinazione da agente arancio di qualche reduce: è Primitive War, il film che mischia fantascienza, action e horror di Luke Sparke disponibile su Prime Video, tratto dall’omonimo romanzo di Ethan Pettus.
Il risultato è un B-movie dichiarato e senza vergogna, che abbraccia la propria natura exploitation con l’entusiasmo di un ragazzino che mescola tutti i suoi giocattoli preferiti. Non cercate qui profondità psicologica o riflessioni sulla guerra: Primitive War punta dritto all’intrattenimento puro, fatto di esplosioni, arti strappati, carneficina continua e quella sensazione adrenalinica che solo i monster movie degli anni Ottanta sapevano regalare.
Nel 1968, in pieno conflitto vietnamita, la Vulture Squad, squadra di ricognizione d’élite americana, riceve un incarico apparentemente di routine. Devono raggiungere una valle remota nella giungla per scoprire che fine abbia fatto un intero plotone di Berretti Verdi scomparso senza lasciare traccia. Il sergente Ryan Baker, interpretato da Ryan Kwanten, guida il gruppo convinto di dover affrontare l’ennesima operazione dietro le linee nemiche.
Ma quando i soldati raggiungono la destinazione, trovano mezzi blindati distrutti, accampamenti devastati, resti umani dilaniati in modo impossibile. I Viet Cong non c’entrano nulla. Qualcosa di molto più antico e terrificante si nasconde tra la vegetazione. La valle è infestata da dinosauri, e non si tratta delle meraviglie scientifiche della saga di Spielberg: qui le creature preistoriche sono macchine da guerra biologiche, predatori perfetti che trasformano ogni incontro in una sequenza di puro survival horror.
Luke Sparke dirige con la consapevolezza di non avere a disposizione il budget di un blockbuster hollywoodiano, ma sfrutta ogni risorsa con intelligenza. Le foreste del Queensland, in Australia, dove il film è stato girato principalmente, funzionano sorprendentemente bene come sostituto della giungla vietnamita. Le riprese si sono svolte tra le aree tropicali nei pressi della Gold Coast, con set allestiti appositamente per le sequenze d’azione e gli effetti speciali. Il risultato visivo è convincente: vegetazione fitta, atmosfera claustrofobica, umidità che sembra trasudare dallo schermo.
Gli effetti digitali, pur non raggiungendo la perfezione tecnica delle grandi produzioni, risultano più che accettabili. Sparke è abbastanza furbo da non esporre continuamente i dinosauri in piena luce nei momenti meno riusciti: pioggia, nebbia, esplosioni e la fitta vegetazione della giungla nascondono strategicamente le imperfezioni, aumentando al contempo la tensione. L’impressione è quella di un action degli anni Ottanta aggiornato con tecnologie moderne, un omaggio sentito a quel cinema che non aveva paura di essere spudoratamente spettacolare.
La trama prende velocità dopo una fase iniziale dedicata all’ambientazione militare. Quando arrivano i dinosauri, Primitive War non perde più un colpo. Le sequenze d’azione si susseguono con ritmo costante: attacchi di velociraptor piumati che sbucano dalla vegetazione, combattimenti ravvicinati con predatori giganteschi, fughe disperate tra le rovine di accampamenti distrutti. Non passa molto tempo senza un’esplosione, una sparatoria o un’apparizione letale.
Sarebbe un errore giudicare Primitive War con i parametri di un blockbuster da duecento milioni di dollari. Il film non vuole essere il nuovo Jurassic Park, né ambisce a vincere premi per la sceneggiatura o la recitazione. Vuole essere un grande, onesto monster movie militare costruito attorno a un’idea: cosa accadrebbe se un plotone americano dovesse combattere contro dinosauri nel Vietnam del 1968? Da questo punto di vista, l’obiettivo viene pienamente raggiunto.
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