Titolo originale: The Brutalist , uscita: 20-12-2024. Budget: $9,600,000. Regista: Brady Corbet.
David Cronenberg difende The Brutalist: “Polemica sull’IA? Una campagna diffamatoria”
08/02/2026 news di Stella Delmattino
Il regista canadese è piuttosto certo

David Cronenberg ha preso posizione sulla bufera che ha investito lo scorso anno The Brutalist, accusato da parte dell’opinione pubblica di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per “correggere” gli accenti ungheresi degli attori. Per il regista canadese, si tratta senza mezzi termini di una “campagna diffamatoria”.
Intervenendo al London Soundtrack Festival durante un panel con il suo storico collaboratore Howard Shore, Cronenberg ha commentato così la vicenda:
«Devo ammettere che c’è stato uno scandalo attorno a The Brutalist. Si è parlato di Adrien Brody e del fatto che sarebbe stata usata l’intelligenza artificiale per migliorare il suo accento. Credo sia stata una campagna contro il film, portata avanti da altri candidati agli Oscar. È una cosa molto “alla Harvey Weinstein”, anche se lui non c’entrava».
Secondo Cronenberg, il punto è semplice: la manipolazione delle voci in post-produzione è una pratica antica quanto il cinema stesso. L’IA non avrebbe fatto altro che rendere il processo più rapido ed efficiente.
«I registi modificano le voci degli attori continuamente», ha spiegato. «In M. Butterfly alzai il tono della voce di John Lone quando interpretava il personaggio femminile, e lo abbassai quando viene rivelata la sua vera identità. Fa parte del linguaggio cinematografico».
A chiarire ulteriormente la questione è intervenuto anche il montatore Dávid Jancsó, che ha confermato l’uso di strumenti IA della società ucraina Respeecher solo per rifinire la pronuncia dell’ungherese, una lingua notoriamente complessa. Nessuna performance è stata alterata, ma semplicemente rifinita nei dettagli fonetici.
«Non c’è nulla nel film che non sia già stato fatto in passato», ha dichiarato Jancsó. «L’IA rende solo tutto più veloce».
Sulla stessa linea anche il regista Brady Corbet, che ha ribadito come Adrien Brody e Felicity Jones abbiano lavorato per mesi con una dialect coach, e che nessuna battuta in inglese sia stata modificata.
Per Cronenberg, dunque, il caso The Brutalist non riguarda davvero l’etica dell’intelligenza artificiale, ma dinamiche politiche e rivalità industriali. L’IA, conclude, è ormai parte integrante del cinema contemporaneo. E il dibattito – come il rumore – non sembra destinato a spegnersi presto.
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