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Dossier | Il Bye Bye Man: le origini del serial killer dietro all’horror di Stacy Title

16/07/2020 news di Sabrina Crivelli

Tra sedute spiritiche e un nome impronunciabile, scopriamo l'origine letteraria del boogeyman e le differenze con l'adattamento cinematografico hollywoodiano

bye bye man horror

Dopo aver indagato la storia vera del fantasma di Okiku, che ha ispirato la saga di The Ring / Ringu, è ora il turno di approfondire le radici di un altro oscuro recente personaggio portato all’attenzione del grande pubblico da Hollywood, il Bye Bye Man. L’origine di quest’ultimo risiede in realtà in un antecedente letterario, uno degli otto racconti presenti in The President’s Vampire: Strange-but-True Tales of the United States of America, raccolta incentrata su fantasmi, mostri, assassini e falsi miti edita nel 2005 (mai pubblicata in Italia).

Silloge scritta da Robert Damon Schneck con velleità documentarie, l’autore non si contentava di riportare le vicende tenebrose, ma ne approfondiva la veridicità o le smentiva, in caso si trattasse di invenzioni. La più celebre delle tra le storie narrate era però l’ultima, intitolata The Bridge to Body Island, che parlava proprio del Bye Bye Man, da cui poi prese il nome il libro ripubblicato poco dopo. Purtroppo, il film diretto da Stacy Title nel 2017 poco attinge dalla fonte originale.

bye-bye-man-libroNella versione filmica (la nostra recensione) vediamo infatti un personaggio incappucciato, accompagnato da un grosso mastino fantasma che ricorda in qualche modo quelli zombificati di Resident Evil (le cose da sapere e la nostra recensione di Final Chapter). Il sinistro figuro dai poteri sovrannaturali è come nella leggenda richiamato da chiunque lo pensi o ne pronunci il nome, tuttavia, lungi dal renderlo folle e da fargli uccidere tutti coloro che ne sono a conoscenza, interrompendo così una proficua catena di possibili vittime, la storia originaria è ben diversa e trae addirittura le proprie radici da una serie di sedute spiritiche!

Per ciò che concerne invece il materiale primigeno, è lo scrittore in persona che rivendica un personale coinvolgimento con i fatti. A quanto pare un suo amico avrebbe sperimentato su se stesso le terribili grinfie della presenza malevola. Nel 1990 a Sun Prairie, nel Wisconsin, tre amici cominciano a fare esperimenti con una tavoletta Ouija per indagarne le implicazioni antropologiche, quando entrano in contatto con un’entità chiamata lo Spirito della Tavoletta, che limita la possibilità di parlare a solo otto dei suoi simili, per volontà di proteggere gli interlocutori umani; nessuna delle presenze con cui riescono a dialogare però ha mai avuto una precedente vita materiale, si tratta di coscienze incorporee, mentre i tre amici vorrebbero avere notizia delle esperienze dopo la morte.

E’ in una delle molteplici sedute che viene riferito loro del Bye Bye Man e dei suoi tragici trascorsi: nato negli anni Venti in Louisiana, un orfano affetto da albinismo era costantemente vessato e tormentato dai coetanei in ogni modo. Così crescendo iniziò a desiderare di vendicarsi delle angherie, fino a sfogare la violenza repressa diventando un serial killer. Viaggiando per tutto il paese in treno, commetteva efferati assassinii: qui gli accadimenti prendono una piega paranormale, includendo un patto con il demonio.

bye bye manQuindi, il poco raccomandabile individuo, descritto come un uomo dai lunghi capelli, un viso diafano, occhiali neri e un tatuaggio sul polso, inizia ad accatastare i corpi fatti a pezzi in un sacco, il cosiddetto Sack of Gore e ad accompagnarsi al canide Gloomsinger, che ha fabbricato lui stesso con lingue ed occhi delle sue vittime, ossia chiunque abbia parlato di lui, o addirittura lo abbia pensato. La capacità di scovare i malcapitati è nel libro spiegata dalle abilità telepatiche sviluppate dallo psicopatico, che gli permettono di definire i colpevoli.

Tornando infine ai tre amici che ne appresero i misfatti, questi iniziarono a svegliarsi nel mezzo della notte in preda al panico. Uno di loro ricorda addirittura di aver sentito in una occasione una voce di donna provenire dall’esterno della sua porta, che gli ricordava quella di una sua amica, che però si trovava in quei giorni da tutt’altra parte e quindi era impossibile che fosse lei.

Quindi non aprì la porta, saggiamente, conscio del fatto che il Bye Bye Man può imitare le voci altrui, anche quelle femminili e presumibilmente si salvò. Schneck ha disperatamente cercato di verificare le testimonianze degli amici, nonché la leggenda del Bye Bye Man, ma non è mai riuscito a provare se fosse tutto reale o pura invenzione. Innegabile comunque che si tratta di una storia piuttosto terrificante.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di The Bye Bye Man:

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