Home » Cinema » Horror & Thriller » Dossier | It Follows di David Robert Mitchell: l’orrore atavico che striscia implacabile

6/10 su 4216 voti. Titolo originale: It Follows , uscita: 04-02-2015. Budget: $2,000,000. Regista: David Robert Mitchell.

Dossier | It Follows di David Robert Mitchell: l’orrore atavico che striscia implacabile

23/06/2020 recensione film di William Maga

Nel 2014, Maika Monroe, Keir Gilchrist e Lili Sepe erano protagonisti di un film insolito per il panorama contemporaneo, che fa magistralmente propria la lezione dell'Halloween di John Carpenter del 1978

it follows maika film 2014

It Follows, uno tra i titoli horror più insoliti che probabilmente vi è capitato di incontrare vagando nella terra desolata della mediocrità PG-13 che definisce ormai il genere negli ultimi anni, prende ispirazione da un film di oltre 40 anni fa. Facendo eco al seminale Halloween di John Carpenter del 1978 (non in termini di narrazione, ma in quasi in ogni altro aspetto che conta), il regista e sceneggiatore David Robert Mitchell (The Myth of the American Sleepover) annunciava che non sarebbe stato vincolato dai limiti dei moderni cliché dei film del terrore da multiplex. In tal senso, non si è quindi sentito obbligato a ricorrere ai classici momenti “boo!” per tenere svegli i suoi spettatori. Non ha cercato di spiegare l’inspiegabile. E non ha avuto paura di mostrare nudità frontali complete (dai membri di entrambi i sessi del cast). Un approccio da vecchia scuola? Evidente. E, anche se gli e-reader e le auto moderne segnalano che It Follows è ambientato nel presente, c’è un’atmosfera anni ’70 / ’80 che permea ogni cosa, fino ai datati televisori a tubo catodico e i telefoni fissi.

ItFollows.jpgIl film non cerca di far sussultare di botto il pubblico. Piuttosto, impiegando l’antica tecnica della “costruzione lenta” della storia, lo sprona ad affondare le unghie nei braccioli delle poltrone. I buoni horror si basano su suspense e tensione, e It Follows ne ha di entrambi in abbondanza. Usa anche il suono – una colonna sonora dissonante ad opera di Rich Vreeland e rumori insoliti e inquietanti – per creare un preciso stato d’animo. Il main theme musicale non può rivaleggiare con l’iconica melodia di Halloween composta da John Carpenter, ma raggiunge un fine simile. Fa scattare un interruttore nel profondo del subconscio e lascia che una sensazione di disagio si adagi sul fondo.

Il cast di It Follows è popolato da giovani attori sconosciuti come Maika Monroe, Keir Gilchrist e Lili Sepe. Alcuni sembrano vagamente familiari, probabilmente perché hanno avuto piccoli ruoli in altri film e serie TV, ma qui hanno una possibilità di dimostrare il loro talento. La prima, in particolare, sfrutta al massimo l’opportunità. Possiamo sentire la sua disperazione; riesce a ‘venderci’ la situazione in cui si ritrova da un giorno all’altro. La scena in cui il suo personaggio, Jay, si sveglia in una stanza d’ospedale mostra quanto possa essere brava l’allora 21enne: il suo terrore e la sua vulnerabilità sono autentici.

Se c’è una cosa che sappiamo dei film horror old school, è che il sesso ha sempre conseguenze negative, e It Follows non fa eccezione in tal senso, anche se in questo caso la situazione è più letterale. C’è uno stalker soprannaturale là fuori e sta seguendo la gente con intenzioni tutt’altro che benevoli. È implacabile, invisibile (tranne che per le sue potenziali vittime) e in grado di cambiare il suo aspetto. Ci sono delle regole però. Lo Stalker insegue solo una persona alla volta e quella persona può ‘liberarsi della maledizione’ facendo sesso con qualcuno, così che il partner sessuale diventa la nuova potenziale vittima. Pensate a una malattia sessualmente  trasmissibile tramite catena di Sant’Antonio. Se lo Stalker uccide il bersaglio, inizia a risalire la catena al contrario. La sua manifestazione fisica può essere fermata da muri e porte e altri ostacoli, ma è tenace e possiede un senso infallibile della direzione per quanto riguarda il suo obiettivo. Si muove lentamente e inesorabilmente. Ricordate la scena di Halloween in cui Michael Myers attraversa la strada all’inseguimento di Laurie Strode mentre lei sbatte la porta della casa in cui fa da babysitter? David Robert Mitchell di sicuro. Gran parte del suo film si sviluppa con quel senso di crescente terrore.

Bailey Spry in It Follows (2014)Per fortuna, It Follows non si sofferma troppo sulla moralità del fare sesso con qualcuno solo per trasferirgli una condanna a morte. Ci sta, perché non è quel tipo di film. Non è profondo o filosofico; è viscerale. Ci ritroviamo presto nei panni di Jay, chiedendoci se ogni individuo che si avvicina a noi sia un innocuo passante o un demone dell’Inferno. Per un po’, la ragazza pensa di poterlo gestire – fino a quando non si rende conto di quanto sia grave la sua situazione. Anche fare sesso, infatti, non è affatto garanzia di nulla – non solo mette a rischio un’altra persona ma, se questa muore, noi ritorniamo di nuovo in pericolo. Il suo migliore amico, Paul (Gilchrist), è più che disposto a darle una mano, ma lei gli è troppo affezionata. Invece, cerca qualcuno più sicuro di sé.

L’ignoto è sempre terrificante. Ecco perché Michael Myers, inizialmente accreditato come “L’Ombra”, è più spaventoso nel primo Halloween che nei sequel. Più impariamo su di lui, più viene depotenziato. It Follows ci offre un boogeyman ignoto e lo tratteggia con soltanto pochi dettagli di base. Lo Stalker appare diverso ogni volta che entra in scena: un bambino selvaggio, una donna nuda, un vecchio (altrettanto nudo), un gigante … le possibilità sono infinite. Della sua vera natura, non viene detto nulla. Non esiste una sequenza – apparentemente obbligatoria in questi casi – in cui i protagonisti si riuniscono in una biblioteca e scoprono un vecchio libro che racconta i retroscena della maledizione di Jay.

David Robert Mitchell, evidentemente, non crede alla diceria secondo cui un film horror odierno debba essere per forza PG-13 per essere degno di visione. La violenza / gore in It Follows non è estrema. Non c’è molto sangue e il bodycount è incredibilmente basso. Ma ci sono molti nudi integrali. Se il regista avesse aggiunto qualche indumento, avrebbe potuto ottenere il PG-13, ma c’è qualcosa di snervante nel vedere qualcuno in uno stato apparentemente vulnerabile (nudo) sbattuto verso una linea di condotta così implacabile. Aggiungi dei vestiti e un importante elemento di minaccia andrebbe perso.

Jake Weary e Maika Monroe in It Follows (2014)Come detto, il fantasma di Halloween aleggia così forte in It Follows che ci sono momenti in cui si può quasi sentire John Carpenter sussurrare attraverso gli strani rumori che popolano la sua colonna sonora. Addirittura, alcuni movimenti della mdp di David Robert Mitchell rievocano il classico del 1978, come nella scena in cui due ragazze passeggiano lungo un marciapiede dei sobborghi. Ma è il tono generale che segna la più grande somiglianza: il regista se la prende comoda, non ha fretta, tenendo in ostaggio il pubblico per più di 90 minuti, facendoci dimenare mentre aumenta la tensione.

I film horror che colpiscono nel modo in cui lo fa It Follows sono eventi rari – di solito sono titoli non celebrati, a basso budget (2 milioni di dollari in questo caso). Raggiungono la notorietà con il passaparola. Eccezion fatta per qualche istante di illogico grattacapo, siamo abbastanza vicini alla perfezione per il risultato che cerca di raggiungere, compreso il finale deliziosamente ambiguo. Ad avercene.

Di seguito il trailer italiano ufficiale di It Follows:

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