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Voto: 6.5/10 Titolo originale: El páramo , uscita: 06-01-2022. Regista: David Casademunt.

El páramo – Terrore invisibile: la recensione del film horror di David Casademunt (su Netflix)

07/01/2022 recensione film di William Maga

Il regista esordisce con un'opera cupa e allegorica che si allontana dalle convenzioni del genere ed esplora le paure più indicibili e velate dell'essere umano

El páramo - Terrore invisibile film 2022

C’è un confine, presidiato da due spaventapasseri che sembrano quasi più due croci. Oltre quel limite, si dice in El páramo – Terrore invisibile dell’esordiente David Casademunt, finito direttamente nel catalogo di Netflix dopo la presentazione al Festival di Sitges 2021, vive soltanto il Male: una volta varcata quella linea immaginaria, possono accadere solo cose brutte.

In questo piccolo horror psicologico non c’è spazio per il letterale, almeno non in senso narrativo, nella misura in cui la ricerca del terrore, o la fine di un momento di angoscia, acquista una dimensione corporea, tangibile, che va oltre le mura della casa isolata in cui vivono i protagonisti. No. C’è spazio per cercare un qualcosa, o un incubo sconosciuto che affiora solamente quando viene invocato: lo studio delle paure più radicate nell’essere umano acquista con El páramo – Terrore invisibile il carattere di un saggio vero e proprio, che dedica il suo minutaggio ad esplorare tutte le facce di un poliedro tanto mutevole quanto, in fondo, l’atto stesso di temere qualcosa.

El páramo - Terrore invisibile film posterLo spagnolo David Casademunt a malapena esce dalla dimora claustrofobica e parca al centro del film che, nonostante sia costruita su uno spazio aperto e diafano, rappresenta la chiusura e la paura di personaggi che potrebbero essere tranquillamente allegorie – o emissari – di tutti coloro che, a un certo punto, hanno provato il terrore.

L’idea di ‘paura della paura’, non di meno, trova il suo massimo splendore in El páramo – Terrore invisibile: un’opera che gioca con i sensi, con ciò che si percepisce, e che costruisce gradualmente una discesa agli inferi che attinge alla propria mitologia per comporre alcune scene di terrore davvero ispirate e un’atmosfera carica di tensione che sa gestire alla perfezione il continuum tra aspettative e risultato.

Ma cosa racconta, dopo tutto, El páramo – Terrore invisibile? La storia di tre persone, con i volti di Inma Cuesta, Roberto Álamo e Asier Flores, che sopravvivono in mezzo al nulla nella Spagna rurale del XIX secolo. Intorno a loro non c’è altro che terra desolata (il titolo internazionale del film, non a caso, è The Wasteland). La famigliola si troverà ad affrontare leggende, incubi, il passato, il germe dell’ineffabile. La paura.

Ed è così che l’opera prima di David Casademunt (anche sceneggiatore) si fa gradualmente strada e si sedimenta nello spettatore, componendo una sua particolare cosmogonia ed esaltando le sue virtù di horror psicologico ed esistenziale: dall’atmosferico al puramente scenografico, El páramo – Terrore invisibile brilla in tutte le sue sezioni, dalla trattazione delle paure e della forza che scaturiscono dalla maternità, ai traumi legati al passato, alla sensibilità nel periodo dell’infanzia, all’atto innegabile di dover crescere, improvvisamente, in appena un secondo.

Detto questo, se dobbiamo trovare a El páramo – Terrore invisibile qualche problema, oltre ad effetti sonori spesso invadenti è evidente una certa tendenza alla reiterazione durante il secondo atto, che si avvolge su se stesso in diverse occasioni per rafforzare i suoi concetti di fondo, una scelta che porta però a un certo distacco a causa dell’abbandonano al simbolismo senza introdurre alcun elemento nuovo che faccia avanzare la trama verso la possibile catarsi.

Tuttavia, una volta affrontato il terzo e ultimo atto, tutto il quadro si compone in un puzzle cupo e metafisico, e qualsiasi difetto o virtù nel suo apparato diegetico diviene un valore aneddotico che cessa di essere appeso a un filo nel momento stesso in cui lo spettatore comprende che tutto ciò che ha visto appartiene al regno dell’innominabile, e che solo attraverso l’introspezione si può raggiungere la simbiosi con il messaggio latente che El páramo – Terrore invisibile lascia. Superare la paura di perdere, di vincere, di possedere, di disporre, di cadere, di essere. Della paura.

Di seguito trovate il trailer internazionale di El páramo – Terrore invisibile, nel catalogo di Netflix dal 6 gennaio: