George Lucas avverte Hollywood: «Ascoltare i fan scontenti non finirà bene»
24/09/2026 news di Stella Delmattino
Il creatore di Star Wars torna sulle critiche ricevute per le modifiche alla trilogia originale e spiega perché, secondo lui, gli studios non dovrebbero lasciare che il pubblico guidi le decisioni creative

Per decenni George Lucas ha ascoltato i fan discutere, contestare e spesso detestare alcune delle sue decisioni su Star Wars. Se però qualcuno pensa che la soluzione per Hollywood sia semplicemente dare al pubblico ciò che chiede, il regista ha un avvertimento piuttosto netto: potrebbe essere una pessima idea.
Intervistato da CBS Sunday Morning, il creatore di Star Wars è tornato sul rapporto non sempre semplice con il fandom della saga e, in particolare, sulle polemiche provocate dalle numerose modifiche apportate alla trilogia originale nel corso degli anni.
Lucas non ha mai nascosto di considerare quelle revisioni una propria prerogativa artistica. Alla domanda sulle reazioni negative suscitate da alcune delle sue scelte, ha quindi allargato il discorso al modo in cui gli studios reagiscono alle proteste del pubblico.
«È difficile spiegare agli studios che, se ascoltate le persone che sono scontente, non finirà bene. Sarà triste. Perché non sono persone che sanno come si fanno i film.»
Una posizione che sintetizza piuttosto bene il rapporto che Lucas ha sempre avuto con la propria creatura. Le contestazioni dei fan, infatti, non gli impedirono di continuare a intervenire sui film dopo l’uscita delle Special Edition del 1997, modificando effetti visivi, sequenze e dettagli diventati nel frattempo parte della cultura popolare.
Il caso più famoso rimane naturalmente quello dell’incontro nella cantina di Mos Eisley tra Han Solo e Greedo. Nella versione cinematografica del 1977 era Han a sparare per primo; le successive revisioni alterarono progressivamente la scena, provocando una discussione tra i fan destinata a durare per decenni.
Lucas, tuttavia, ha sempre difeso il principio alla base di quegli interventi: i film erano opere sue e le nuove tecnologie gli permettevano di avvicinarli maggiormente a ciò che avrebbe voluto realizzare in origine.
È importante però non attribuire alle nuove dichiarazioni un bersaglio che Lucas non ha indicato. Nell’intervista non sta criticando direttamente Disney, Lucasfilm o uno specifico film recente di Star Wars, né cita le controversie nate attorno alla trilogia sequel. Il suo ragionamento è più generale e riguarda il rischio di affidare le decisioni creative alle reazioni della parte più insoddisfatta del pubblico.
Una questione diventata particolarmente rilevante nell’Hollywood contemporanea, dove social network, campagne online e fandom organizzati rendono immediatamente visibile la risposta a ogni scelta narrativa, casting o cambiamento apportato a un franchise.
Lucas, da parte sua, sembra continuare a sostenere la stessa idea che ha guidato buona parte della sua carriera: un autore può ascoltare il pubblico, ma non dovrebbe permettergli di prendere il controllo dell’opera.
E considerando che alcune delle decisioni più discusse della storia di Star Wars portano proprio la sua firma, difficilmente poteva esserci qualcuno più consapevole del prezzo di quella scelta.
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