Go Nagai a Lucca Comics 2026: da Goldrake a Devilman, la mostra che unisce robot giganti e Inferno di Dante (VIDEO)
31/10/2026 news di Alessandro Gamma
Abbiamo visitato l'esposizione dedicata al maestro giapponese, tra i personaggi che hanno rivoluzionato gli anime e un sorprendente dialogo con i capolavori del Rinascimento

Dai robot giganti che hanno conquistato la televisione italiana ai demoni ispirati all’Inferno di Dante, poche figure hanno influenzato l’immaginario fantastico quanto Go Nagai. Durante Lucca Comics & Games 2026 abbiamo visitato Go Nagai: Sole, cuore e acciaio, l’installazione esperienziale ospitata al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte e dedicata al maestro che ha rivoluzionato manga e animazione giapponese.
La mostra attraversa alcune delle sue creazioni più celebri, da Mazinga Z e Goldrake a Jeeg Robot, fino a Devilman, per raccontare un percorso artistico nel quale fantascienza, mitologia, horror e letteratura si incontrano continuamente. Un’occasione per riscoprire non soltanto i personaggi che hanno accompagnato intere generazioni, ma anche le influenze culturali che hanno contribuito alla loro nascita.
Go Nagai e la rivoluzione dei robot giganti
Quando nel 1972 Go Nagai crea Mazinga Z, il genere mecha attraversa una trasformazione fondamentale. Il robot gigante non è più soltanto una macchina autonoma, ma diventa un mezzo pilotato direttamente da un essere umano, capace di amplificarne forza, responsabilità e fragilità.
È un’intuizione destinata a influenzare profondamente l’animazione giapponese. Il giovane Koji Kabuto controlla Mazinga dall’interno, creando un rapporto tra uomo e macchina che diventerà uno dei modelli fondamentali della fantascienza robotica.
Il successo apre la strada a nuove produzioni, tra cui Il Grande Mazinga, Getter Robot e Jeeg Robot d’acciaio, ciascuna caratterizzata da differenti interpretazioni del rapporto tra tecnologia, combattimento e identità umana.
Ma è soprattutto Goldrake, arrivato sulla Rai il 4 aprile 1978 con il titolo Atlas UFO Robot, a trasformarsi in Italia in un autentico fenomeno culturale. Le avventure di Actarus conquistano milioni di spettatori, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione degli anime giapponesi nel nostro Paese.
Per molti bambini italiani, quei robot rappresentarono il primo incontro con una fantascienza animata capace di alternare battaglie spettacolari, sacrificio e tragedia. Una formula molto diversa da quella dei cartoni occidentali allora più conosciuti.
Da Goldrake a Devilman: il lato oscuro di Go Nagai
L’universo creativo di Nagai, tuttavia, non si esaurisce nei giganti d’acciaio. Con Devilman, pubblicato a partire dal 1972, l’autore esplora un territorio decisamente più cupo, nel quale l’orrore soprannaturale diventa uno strumento per interrogare la violenza e la natura umana.
Il protagonista Akira Fudo acquisisce poteri demoniaci conservando la propria coscienza umana. Da questa contraddizione nasce una storia che mette continuamente in discussione il confine tra bene e male, mostrando quanto facilmente paura e fanatismo possano trasformarsi in persecuzione.
È una dimensione che distingue Nagai da molti altri autori di narrativa fantastica: i suoi mostri non rappresentano soltanto minacce da sconfiggere, ma riflettono le contraddizioni degli esseri umani.
Non sorprende quindi che il suo immaginario abbia trovato una delle principali fonti d’ispirazione nella Divina Commedia di Dante Alighieri.
L’Inferno di Dante incontra Go Nagai e i disegni degli Uffizi
Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione riguarda proprio il dialogo tra il manga giapponese e la tradizione figurativa italiana. Da bambino, Nagai rimase profondamente colpito dalle illustrazioni della Divina Commedia realizzate da Gustave Doré, popolate da gigantesche creature infernali e paesaggi terrificanti.
Quelle immagini influenzarono prima Mao Dante, del 1971, e successivamente Devilman. Negli anni Novanta il mangaka decise poi di confrontarsi direttamente con il poema dantesco, realizzandone un adattamento a fumetti intitolato Dante Shinkyoku.
La mostra propone un confronto particolarmente significativo: accanto alle illustrazioni di Nagai sono esposti sei disegni del Cinquecento provenienti dalle Gallerie degli Uffizi.
Cinque opere appartengono al ciclo dedicato alla Divina Commedia da Federico Zuccari, mentre la sesta è un’Anima dannata attribuita a Francesco Salviati, copia di un celebre disegno di Michelangelo.
Il confronto permette di riconoscere come figure infernali, corpi tormentati e mostri giganteschi abbiano attraversato secoli e culture differenti. Nagai non si limita a riprodurre le immagini della tradizione occidentale: le rielabora attraverso il dinamismo, la violenza e le possibilità espressive del manga.
Perché riscoprire Go Nagai a Lucca Comics 2026
Il percorso mette così in relazione due anime apparentemente lontane della sua produzione: la fantascienza tecnologica dei robot e l’orrore visionario dei demoni. In entrambe emerge però la stessa attenzione per esseri che si trovano a vivere tra identità differenti, costretti a confrontarsi con il potere e con le conseguenze delle proprie scelte.
Per il suo adattamento della Divina Commedia, Go Nagai ha ricevuto nel 2025 il Pegaso per la Cultura della Regione Toscana, consegnato durante l’Expo di Osaka.
Più che una celebrazione nostalgica, Sole, cuore e acciaio offre quindi l’occasione di comprendere quanto profondamente l’opera di Nagai sia legata a un immaginario internazionale, capace di unire letteratura classica, cinema, fantascienza e cultura popolare.
La mostra è visitabile gratuitamente fino al 1° novembre 2026 al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, con accesso prioritario per i possessori di biglietto e braccialetto del festival validi per la giornata.
Il video della mostra:
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