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6/10 su 1255 voti. Titolo originale: I Care a Lot , uscita: 19-02-2021. Regista: J Blakeson.

I Care A Lot | La recensione del film di J Blakeson (su Amazon Prime Video)

01/04/2021 recensione film di Elisa Pizzato

Sono Rosamund Pike e Peter Dinklage i protagonisti da detestare di una dark comedy che prende spunto dalla realtà ma chiede di sospendere un po' troppo l'incredulità

Dianne Wiest, Rosamund Pike ed Eiza González in I Care a Lot (2020)

“Vi credete brave persone … non siete brave persone. Credetemi. Le brave persone non esistono”. Inizia così I Care A Lot, thriller scritto e diretto dal britannico J Blakeson (La scomparsa di Alice Creed) arrivato in esclusiva su Amazon Prime Video lo scorso 19 febbraio. Nel film non c’è spazio per i buoni, anzi, sono i cattivi stessi a prendere completamente il sopravvento combattendo contro criminali ancora più malvagi di loro.

ICareaLot.jpgProtagonista assoluta della storia è Marla Grayson (Rosamund Pike), una tutrice legale in una casa di riposo. Con l’aiuto della sua partner Fran (Eiza González) inventa uno stratagemma terrificante: corrompe i medici per dichiarare le persone anziane legalmente inadatte a prendersi cura di sé stesse e poi inganna i giudici facendosi nominare loro tutrice.

Una volta rinchiusi dentro una struttura, spesso contro la loro volontà, vende le loro case e i loro averi per pagare sé stessa. Un giorno la truffatrice dall’animo imperturbabile commette però un grosso errore, mettendo gli occhi sull’anziana Jennifer Peterson (Dianne Wiest). La donna, che all’apparenza sembra indifesa, si rivelerà essere un pesce molto più grosso di quanto sembri.  Jennifer non è altri che la madre di un boss della mafia russa, Roman Lunyov (Peter Dinklage).

Decisi a vincere a ogni costo, i due iniziano così una guerra all’ultimo sangue per la custodia della signora spinti dalla determinazione e dall’orgoglio, fino ad arrivare ad un finale inaspettato e contraddittorio, che lascia un po’ l’amaro in bocca.

Al di là di una certa delusione per questa conclusione, sui titoli di cosa sorgono anche alcune domande e dubbi. Un giudice può davvero essere tanto ingenuo da farsi prendere in giro in quel modo? Com’è possibile che Marla e Fran non siano ancora state scoperte? E ancora, com’è possibile che dei boss della mafia corpulenti e spietati non riescano a uccidere due donne esili e magroline?

Eppure, l’aspetto che convince ancor meno alla fine della visione di I Care A Lot è lo scarso approfondimento psicologico dei personaggi. Sembrano essere cattivi solo per il gusto di esserlo, senza una ragione concreta dietro. Mai per un secondo Marla abbassa la maschera o mostra un briciolo di umanità, e a causa di questo è difficile identificarsi – o addirittura tifare – per lei (se questo era il risultato che J Blakeson cercava di ottente, beh, ci è riuscito). Quando Roman minaccia di uccidere sua madre, questa risponde con una semplice alzata di spalle: “Faccia come vuole, me ne sbatto di quella sociopatica”. Alla tutrice sembra quindi non importare di nulla al di fuori del denaro e non la spaventa nemmeno la possibilità di morire, tanto che con un’altra battuta sagace afferma sfacciatamente: “Ricorda che anno spaventoso è stato il 1807? No, e nemmeno io, perché non ero ancora nata. Quando sarò morta sarà lo stesso. Il niente assoluto. Perché avere paura?”.

J Blakeson tratteggia protagonisti meschini, ma completamente imperscrutabili. Il regista e sceneggiatore non si addentra troppo nelle loro motivazioni o nel loro passato, ma si limita soltanto a scalfire leggermente la superficie della loro psiche imbellettandola con frasi d’effetto e modi di fare eccentrici. Non c’è spazio per l’introspezione nella lotta tra Ramon e Marla, uno scontro che li coinvolge a tal punto da far spostare completamente la loro attenzione sulla vendetta personale e sui soldi piuttosto che sul benessere della povera Jennifer.

Peter Dinklage e Nicholas Logan in I Care a Lot (2020)Nonostante questo, i protagonisti riescono a ‘ottenere giustizia’ sullo schermo grazie alle magistrali interpretazioni dei loro interpreti. Sia Peter Dinklage che Rosamund Pike, in particolare, sono infatti assolutamente credibili nelle vesti di cattivi, tanto che – sorprendentemente – non si sa per chi parteggiare. L’attrice, tuttavia, regala con I Care A Lot una di quelle prove che difficilmente verranno dimenticate dal pubblico. Se in Gone Girl si era già messa in mostra come perfida rivale, qui è ancora più spietata. Il suo sguardo penetrante e l’intensità con cui scandisce le battute in modo glaciale catturano e allo stesso tempo terrorizzano completamente chi la guarda. Interpretazione perfettamente centrata al punto da valerle il Golden Globe. Durante il discorso per l’accettazione del premio ci ha anche scherzato sopra: “Forse devo solo ringraziare il sistema legale fallimentare per aver reso possibile realizzare una storia come questa”.

In effetti, durante la visione un’altra domanda che sorge abbastanza spontanea è se sia veramente possibile aggirare così facilmente la legge americana. J Blakeson, nel corso di un’intervista radiofonica, ha rivelato che lo spunto per I Care A Lot gli è venuto imbattendosi in notizie di cronaca riguardanti alcuni ‘guardiani predatori’ che avevano ingannato il sistema e trovato una scappatoia legale per farla franca.

Inorridito da queste storie ha deciso che alcuni argomenti erano troppo orribili però per essere affrontati ‘di petto’, così la sua soluzione è stata di “raccontare le vicende in modo abbastanza onesto all’inizio prima di trasformare I Care A Lot in un thriller vero e proprio”. Sfortunatamente, il fulcro della vicenda cambia troppo bruscamente, spostandosi dai toni vicini a quelli di una commedia ad atmosfere ben più cupe e pesanti. Nella prima parte, infatti, il racconto solletica lo spettatore con una storia intrigante sullo sfruttamento degli anziani (un tema molto attuale purtroppo), ma in un secondo momento perde completamente di vista questo aspetto e deraglia in lunghe e noiose questioni di malavita che, in sostanza, portano al nulla.

In definitiva, I Care A Lot è un film che mescola (non particolarmente bene) dark humor e leggerezza senza fare moralismi, che si arrampica comunque fino alla sufficienza grazie alle efficaci prove delle sue star da ‘detestare’ e alla cura di fotografia e regia.

Di seguito trovate il trailer internazionale di I Care A Lot, disponibile nel catalogo Amazon Prime Video dal 19 febbraio: