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Titolo originale: Possessor Uncut , uscita: 02-10-2020. Regista: Brandon Cronenberg.

Intervista esclusiva | Brandon Cronenberg su neuroscienze, privacy, COVID e l’ombra di papà David

27/10/2020 news di Alessandro Gamma

Abbiamo parlato col regista canadese del suo ultimo film, Possessor, approfondendone le tematiche e la realizzazione

Dopo averci parlato dell’influenza di Opera di Dario Argento nella realizzazione di Possessor (la recensione) e del suo rapporto col cinema italiano fantastico (la prima parte della nostra intervista), abbiamo approfondito con Brandon Cronenberg – ospite ‘in remato’ del Festival di Sitges 2020 – la lavorazione e le idee alla base del suo secondo lungometraggio.

Parlando di Possessor, è in qualche modo collegato al tuo cortometraggio del 2019 Please Speak Continuously and Describe Your Experiences as They Come to You, la cui idea ti è venuta parzialmente da un sogno che hai fatto e anche a un libro di José Delgado, dal titolo Physical Control of the Mind: Toward a Psychocivilized Society. Mi dici qualcosa in più a proposito?

Si, è vero. Please speak è un progetto al quale ho lavorato per molto tempo. L’ho iniziato anni fa e ho continuato a ritornarci a intervalli irregolari. E quando ci han detto che le riprese di Possessor sarebbero state spostate avanti di un anno abbiamo alla fine deciso di girarlo, perché non volevamo stare con le mani in mano intanto, ed è diventato una sorta di palestra per gli effetti speciali e le sperimentazioni estetiche in vista del lungometraggio.

Please Speak Continuously and Describe Your Experiences as They Come to You (2019)La scelta del libro di Delgado è stata più che altro dettata dalla mia curiosità verso le neuroscienze e i meccanismi dietro al controllo della mente. Non che fosse importante, perché in Possessor la fantascienza vuole essere metaforica e non predittiva del futuro, ma la cosa interessante è che la scienza per arrivarci davvero è già là fuori da qualche parte, almeno teoricamente. Non nel prossimo futuro forse, ma in uno molto distante, per questo ho ambientato il film in una timeline alternativa alla nostra, per rendere comunque l’ambientazione credibile.

Come mai credi che tematiche come queste siano importanti in un periodo storico come quello che stiamo vivendo ora?

A essere onesto, sono diventate via via più importante mentre stavo sviluppando la sceneggiatura di Possessor. L’idea iniziale era più vicina a qualcosa che avevo sperimentato personalmente al tempo della presentazione in giro per il mondo del mio primo film, Antiviral. Mi trovai a vivere una situazione nuova, meditando sul me stesso ‘personaggio pubblico’ che parlava con la stampa e che era qualcuno di diverso da chi ero in privato. Così cominciai a lavorare a un personaggio per un film che si svegliasse nella vita di qualcun altro e si ritrovasse a viverla. Poi, mentre stavo scrivendo, è successo il ‘datagate’ di Edward Snowden e questo mi ha gettato nello sconforto e nella depressione per via della gestione della privacy. Così ho deciso di inserire questi elementi tecnologici nello script, come gli individui che osservano quello che facciamo ogni giorno e i dettagli più intimi delle nostre vite attraverso le webcam dei nostri PC o i telefoni cellulari. Quello che osserviamo in Possessor può essere visto come la versione più ‘intrusiva’ e fisicamente violenta di questa violazione della privacy. L’altra cosa che è successa durante i mesi di sviluppo di Possessor è che la gente è diventata più consapevole dei rischi derivanti dall’abuso dei social media e dallo stare online costantemente. Siamo tutti sotto tiro, molto hackerabili oggi. Pensate alle interferenze della Russia nelle ultime elezioni presidenziali americane.

Hai dichiarato che, in qualche modo, Possessor è accostabile a una classica ‘body swap comedy’. Puoi elaborare meglio questa curiosa affermazione, visto che solo gli amanti del fanta-horror potrebbero trovarlo ‘divertente’ in senso stretto?

[ride] Penso che il trovare i miei film divertenti dipenda dal gusto di chi guarda! Io li trovo divertenti a un certo livello! [ride]

Mi racconti un po’ come è stata realizzata la scena della faccia che si scioglie in Possessor?

È frutto di effetti pratici, nessuna CGI, come quasi tutto il film peraltro. È stato Dan Martin ha creare questi incredibili corpi fatti di cera che poi si sciolgono, con l’aiuto di Derek Liscoumb e di Karim Hussain, che ha provato diverse lenti. Abbiamo sperimentato fortunatamente molto in passato. Lavorare a un film dal budget molto piccolo ti dà la libertà creativa di provare soluzioni bizzarre, che in un blockbuster non potresti mai. E poi, piuttosto che ricorrere a una CGI povera e dall’effetto finale ‘cheap’ preferisco che venga tutto costruito a mano. Soprattutto, già in partenza, quando scrivo, non penso a scene incredibilmente complicate poi da realizzare, come palazzi che esplodono o aerei che si schiantano, e questo aiuta.

Domanda un po’ SPOILER. Come ha reagito Sean Bean quando hai detto che sarebbe morto (più o meno) anche in questo film?

[ride] Ma muore davvero … ? Credo che venga solamente picchiato duramente. Ci sono elementi che indicano che sopravvive e la sceneggiatura lo conferma. In ogni caso, Sean Bean ha un grande senso dell’umorismo riguardo a questa presa in giro che lo riguarda.

Christopher Abbott in Possessor (2020)Questa situazione di COVID-19 che stiamo vivendo, ti sta in qualche modo influenzando anche artisticamente? Ti ha dato idee per una nuova sceneggiatura magari?

Non è facile capire come scrivere qualcosa a riguardo. Spesso, una pandemia o un virus in un film di fantascienza o horror sono una metafora per qualcos’altro, ma ora girare un film del genere verrebbe preso decisamente alla lettera, raccontando una situazione che stiamo vivendo quotidianamente. Dovremmo quindi realizzare qualcos’altro, che possa interagire con la situazione indirettamente.

Negli anni sono arrivati al cinema e in televisione altri prodotti sullo ‘scambio di corpi’, penso al recentissimo Altered Carbon, ma, soprattutto, a Ghost in the Shell. Hai detto che ormai è quasi impossibile inventare qualcosa di nuovo nella fantascienza, quindi come ti sei relazionato a questi inevitabili paragoni?

Si, lo confermo, è molto difficile ormai. Quello che si può tentare di fare è di raccontare una storia da un punto di vista diverso. Ogni storia di scambio di corpi porta subito a parlare di identità e di come ci relazioniamo al nostro corpo e alle nostre vite. Tutte queste  storie, in fondo, parlano di cosa significa essere delle persone e, in molti modi, questa è l’essenza stessa dello storytelling. Il genere del body swapping in qualche modo è senza tempo, e se è vero che la cornice è simile per tutti, sono però i dettagli a fare la differenza tra un film e l’altro. È un po’ come succede per i film di guerra no?  

Tuo padre David Cronenberg è partito da piccoli film indipendenti canadesi – amatissimi da una nicchia – e si è poi fatto strada fino ad Hollywood, che lo ha fatto conoscere anche al grande pubblico. Stai pensando di seguire il suo stesso percorso?

Rispetto ad allora, adesso è estremamente più facile che un mio film, pur a basso budget, venga trovato e visto su qualche piattaforma streaming da una persona che lo sta cercando. In ogni caso, l’idea di girare un film con più soldi è allettante, perché mi garantirebbe naturalmente maggiori risorse per realizzare qualcosa che adesso non potrei fare. D’altro canto, più dollari equivale spesso a meno libertà creativa e a molti obblighi, come sappiamo. Diciamo che il giorno che me ne offriranno l’occasione, valuterò! Magari riuscirò a trovare un qualche compromesso che vada bene a tutti! [ride]

brandon e david cronenbergA questo proposito, so che stai lavorando su un paio di progetti. A che punto sono?

Si, uno è Infinity Pool, un film satirico con elementi sci-fi e horror. L’altro è uno space horror intitolato Dragon. Sono praticamente pronti per le riprese e vorrei girarli back-to-back non appena questa situazione di emergenza sarà più stabile.

So che non ne parli quasi mai, ma come ti relazioni ai film di tuo papà? Ti hanno in qualche modo influenzato nel tuo percorso personale? Che rapporto hai con lui?

Non posso davvero risponderti … Non ho quel tipo di prospettiva per quanto riguarda il suo lavoro … Ne ha girati molti mentre io ero ancora piccolo … sono semplicemente successi, in un certo senso, mentre stavo crescendo. Non hanno quindi avuto un ‘influsso’ diretto su come ho scelto poi di impostare il mio lavoro. Posso dirti che non ho mai avuto l’impulso di guardare i suoi film, almeno per un bel po’ di tempo … Non pensavo che fossero invecchiati particolarmente bene. Li sto recuperando piano piano. Con lui ho un bel rapporto, amiamo le stesse cose, ma lui non si intromette mai in quello che faccio, anche si mi supporta. Devi scusarmi, vorrei veramente avere una risposta migliore! [ride]

Di seguito trovate il trailer di Please Speak Continuously and Describe Your Experiences as They Come to You:

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