Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » Riflessione | La Minaccia Fantasma: perché è giusto rivalutare l’Episodio I di Star Wars

6/10 su 8618 voti. Titolo originale: Star Wars: Episode I - The Phantom Menace, uscita: 19-05-1999. Budget: $115,000,000. Regista: George Lucas.

Riflessione | La Minaccia Fantasma: perché è giusto rivalutare l’Episodio I di Star Wars

23/01/2019 recensione film di Redazione Il Cineocchio

Dopo 20 anni, forse è giusto ripensare con meno livore al quarto film della saga di George Lucas, i cui pregi superano di gran lunga i supposti problemi

Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma darth maul

Quella di Star Wars è senza dubbio una delle saghe cinematografiche più amate di sempre, con un fandom incredibilmente fedele, al limite dell’adorazione. Tuttavia, la venerazione che gli adoratori del franchise manifestavano verso il suo creatore, George Lucas, si è incrinata per sempre 19 anni fa, e la ferita non si è mai del tutto rimarginata, nonostante siano passati ormai vent’anni. Il motivo? E’ possibile esprimerlo in tre semplici parole: La Minaccia Fantasma!

Quello rinominato poi Star Wars: Episodio I indubbiamente non è uno dei film più riusciti della longeva serie, ma è davvero il più deludente di tutti, nonché il peggiore in assoluto? A essere precisi, guardando le votazioni su Rotten Tomatoes c’è chi sta decisamente peggio, almeno se compariamo il suo – nemmeno così terribile – 55% di recensioni positive con il 44% conferito a colossal come The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo di Roland Emmerich, oppure con il 38% di Armageddon di Michael Bay. Qualora poi ci si concentri sugli Star Wars diretti da George Lucas, va sottolineato che La Minaccia Fantasma è quello che ha incassato di più con i suoi oltre 474 milioni di dollari (nei soli Stati Uniti) contro i circa 460 milioni di Episodio IV – Una nuova speranza (Star Wars: Episode IV – A New Hope), i 310 milioni del sequel Episodio II – L’attacco dei cloni (Star Wars: Episode II – Attack of the Clones) e i 380 milioni di Episodio III – La vendetta dei Sith (Star Wars: Episode III – Revenge of the Sith).

Che i risultati al botteghino o la media dei voti non siano un indicatore inoppugnabile è senz’altro innegabile, eppure difficile è motivare in modo razionale le eccessive critiche al capitolo d’apertura della ‘seconda trilogia’, che vedeva protagonisti Liam Neeson, Ewan McGregor e Natalie Portman. Naturale è anche porsi una fatidica domanda: dopo due decadi è possibile oggi rivalutare, se non altro in parte, La Minaccia Fantasma, ovvero il più odiato capitolo di Star Wars?

I pregi nascosti in bella vista

Concentrandosi per un momento sull’opinione delle nuove generazioni, che al capostipite del 1977 non sono legate da uno speciale rapporto affettivo, si scoprirà che secondo loro non c’è nulla di sbagliato nell’Episodio I e seguiti … anzi! Ciò si spiega in primis per un semplice motivo: il pubblico che oscilla ora intorno ai 20-30 anni, ossia coloro che hanno visto in età infantile o adolescenziale La Minaccia Fantasma, applicano il medesimo filtro nostalgico che i più anziani estimatori applicavano alla prima trilogia (che a loro volta l’avevano scoperta in età scolare). Di conseguenza, stando agli ammiratori più giovani della saga, cioè lo zoccolo duro dei fan di Guerre Stellari attivi su Twitter e sui social media in genere, troviamo un numero inaspettatamente nutrito di aspetti positivi nel film del 1999.

Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma jar jarIl primo pregio di La Minaccia Fantasma è sicuramente Darth Maul, ossia il malvagio apprendista di Darth Sidious (Ian McDiarmid) che combatte con l’eleganza di un derviscio danzante brandendo una spada laser rossa a doppia lama, incarnato dall’esperto di arti marziali Ray Park. Certo uno dei villain più riusciti (e iper-cinetici) di tutta la saga! Ed è un vero peccato che George Lucas abbia di toglierlo di mezzo così rapidamente. Il regista, comunque sia, avvedutosi dell’errore, cercò poi di fare ammenda con Star Wars: The Clone Wars, serie animata trasmessa in Italia tra il febbraio 2009 e il novembre 2015 (negli USA invece a partire dal 2008), in cui il personaggio ritornava in scena e con una parabola ben diversa.

Poi c’è l’ascesa del maestro di Darth Maul, il già citato Darth Sidious, le cui maligne macchinazioni a ‘scapito’ (o meglio a vantaggio …) dell’alter ego Senatore Palpatine (entrambi interpretati da Ian McDiarmid) hanno del geniale. Questi riesce difatti a conseguire il potere e a ribaltare la Repubblica promettendo di diventare un leader forte e capace di abbattere la burocrazia per realizzare le cose che vanno portate a termine. La verosimiglianza nelle dinamiche socio-politiche ha un che di preveggente (ed è valida oggi forse addirittura più che sul finire degli anni ’90).

Nessuno può inoltre negare il potere della colonna sonora di La Minaccia Fantasma: “Duel of the Fatesdi John Williams ha lanciato una vera e propria moda con i suoi cori apocalittici, che continuano a impazzare nei blockbuster ancora ai nostri giorni, senza che qualcuno riesca a eguagliarla.

La minaccia fantasma - 4Con il beneficio della conoscenza a posteriori, molti degli appassionati di Guerre Stellari hanno trascorso le loro serate indicando come loro stessi avrebbero migliorato – o sistemato – la trama per renderla ‘più gradevole’ per un pubblico adulto. Il senno di poi ci regala forse, però, qualcosa di più interessante di tutti questi ‘preziosi’ suggerimenti: siamo in grado di comprendere meglio a cosa mirasse davvero di George Lucas – ossia a qualcosa che facesse presa su un pubblico decisamente giovane e che fosse molto più vicino al fantasy per ragazzi del 1988 Willow che non al primo film di Star Wars. Bisogna quindi quantomeno apprezzare la posizione difficilissima in cui il regista si è arrischiato, collocandosi in prima persona alla mercé delle aspettative dei molti fan.

Va ricordato che, inizialmente, George Lucas non aveva nessuna intenzione di dirigere personalmente La Minaccia Fantasma, anzi aveva cercato in ogni modo di convincere l’amico Ron Howard (regista proprio di Willow) a farlo. Quest’ultimo, tuttavia, ha ricordato in seguito in un’intervista che “non c’era alcuna sceneggiatura, nessuna offerta concreta; era solo una domanda teorica”, aggiungendo poi: “Ho detto ‘No, credo che lo debba fare tu‘ “. Allo stesso modo, George Lucas cercò di coinvolgere prima Steven Spielberg, poi Robert Zemeckis, ma nessuno voleva confrontarsi con una sfida simile e, secondo le parole di Ron Howard stesso: “Noi tutti gli dicemmo che lui era l’unico a poter affrontare [la sfida]”.

La minaccia fantasma - 7Tornando invece al ‘papà della saga’, nel 1999 era piuttosto arrugginito, per usare un eufemismo. Erano infatti passati ben 22 anni da quando aveva girato Episodio IV – Una nuova speranza. Inoltre, il film era stata certo un’esperienza fruttuosa – e lucrativa -, ma anche molto traumatica per lui. Aveva quindi abbandonato la sua posizione dietro alla macchina da presa per dedicarsi al ruolo di produttore. E comunque sia, anche ai suoi tempi migliori era stato un uomo terribilmente introverso, non quel tipo di regista che dirigeva con piglio volitivo il proprio cast. Al contrario, pellicole come L’uomo che fuggì dal futuro (THX 1138), American Graffiti, o lo stesso Episodio IV erano tutti stati realizzati in quello che lui chiamava “stile documentario”, che stava a significare che agli attori era lasciata massima libertà d’azione e potevano recitare le proprie battute alla maniera che loro si sentivano al momento.

La recitazione in La Minaccia Fantasma lascia un po’ a desiderare? Non è affatto una sorpresa. George Lucas non era certo quello che con la sua direzione riusciva a creare dal nulla una chimica prima inesistente tra gli attori. Ne era conscio e cercava anzi di tirarsene fuori. I dialoghi, come sono scritti in sceneggiatura, sono stucchevoli? A quanto pare il regista era intento in verità nella realizzazione di un pastiche eccentrico sulla falsariga delle avventure del suo eroe della fantascienza favorito nell’infanzia: Flash Gordon! Proprio così. Se compariamo da vicino Flash Gordon – Il conquistatore dell’universo (Flash Gordon Conquers the Universe), serial cinematografico del 1940 diretto da Ford Beebe e Ray Taylor, e l’Episodio I, ciò diviene manifesto, soprattutto alla luce di quanto affermato dal regista stesso nel commento audio presenta nelle edizioni home video.

La minaccia fantasma - 5“Il punto non sono i dialoghi”, scrisse d’altronde Roger Ebert in quella che è stata la più rilevante tra le recensioni americane positive di La Minaccia Fantasma. Il vero valore del film era infatti negli “elementi del tutto nuovi da ammirare” (in molti dimenticano spesso che si trattava del 1999 e che cosa si era visto fino a quel momento in termini qualitativi e spettacolari nella costruzione di nuovi mondi e universi), tra cui il panorama stupefacente del pianeta Naboo, dove il Maestro Jedi Qui-Gon Jinn (Liam Neeson) e il suo apprendista Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) fanno da scorta alla regina Amidala (Natalie Portman), oppure i numerosi e spettacolari effetti pratici (come le navi spaziali, create artigianalmente senza ricorso alla CGI), o l’incredibile sperimentalismo nel creature design in computer graphic, o ancora il memorabile costume della sovrana, ispirato alle preziose vesti reali mongole.

E’ tutta una questione di aspettative fuorvianti

L’attesa era altissima per Episodio I quando uscì nelle sale americane il lontano 19 maggio 1999 (in Italia invece debuttò il 17 settembre dello stesso anno), e raramente è capitato di eguagliare un simile livello di hype. In realtà,  il non clamorosissimo budget a disposizione dell’indipendente LucasFilm e del distributore, la 20th Century Fox, non sarebbe stato mai sufficiente a suscitare tale interesse (‘solo 115 milioni di dollari). Gli investimenti dei produttori del merchandising furono addirittura superiori. L’origine reale di tanto seguito furono gli appassionati. Aspettandosi una seconda ‘rinascita’ della loro saga favorita, accorsero in massa fuori dai cinema, attendendo anche per ore in fila la prima del film. Erano trascorsi ben 16 anni dalla première dell’ultimo capitolo arrivato in sala, Il ritorno dello Jedi (Return of the Jedi di Richard Marquand, 1983). Si trattava quindi di un ritorno epocale!

Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma Natalie PortmanErano tempi in cui i fan erano ancora ‘illibati’ e in cui nessuno si sarebbe mai aspettato che George Lucas potesse non avere il minimo interesse per i loro sentimenti. In realtà, il regista non si è mai nemmeno posto il problema; ha sempre seguito le sue idee e fatto le cose a modo suo, senza mai dare ascolto al giudizio popolare (tanto più che i social media non esistevano ancora …). Questa è la ragione per cui ha girato Episodio IV come “un film per ragazzini di 12 anni” – come tutt’ora peraltro afferma -, invece di accettare la proposta di Francis Ford Coppola di dirigere Apocalypse Now che, visto il clima degli anni Settanta ad Hollywood, sarebbe certo stata l’opzione più redditizia per lui. George Lucas però era un padre single con tre figli adottivi, in quel momento. Quello era il suo pubblico target. Quello era l’unico tipo di pubblico a cui la sua attenzione era rivolta. Avrebbe realizzato una pellicola adatta a un bambino di 8 anni, in cui Dart Fener (o Darth Vader, incarnato da David Prowse) ragionasse come un bambino iper-eccitabile di terza media, ignorando tutto il resto.

Una prima stesura del copione di La Minaccia Fantasma mostra invece come in fondo il filmmaker fosse in grado di optare anche per una trama più sobria, dark e con temi più adulti. Il tanto bistrattato Jar Jar Binks profferiva intere frasi in corretto inglese, sentenziando proclami sapienziali sullo stile di Buddha. Anakin Skywalker, dal canto suo, era un più inquietante adolescente capace di controllare la Forza alla Il Presagio (The Omen, 1976), mentre Obi-Wan Kenobi era infine molto più spesso al centro dell’azione invece che ai margini. Con ogni probabilità, era tutto ciò che gli ammiratori storici di Guerre Stellari avrebbero desiderato da un prequel, ma il regista cestinò questa sceneggiatura come sappiamo. Semplicemente, non era quello che cercava. Non va dimenticato che George Lucas era appassionato di macchine e di fumetti, colui che voleva diventare un animatore di cartoni animati per bambini. Addirittura, durante il suo primo stage ad Hollywood, alla Warner Bros., sognava di lavorare per Hanna & Barbera e lo avrebbe fatto, se solo il dipartimento non avesse chiuso i battenti proprio in quel momento.

Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma darth maul palpatineCon La Minaccia Fantasma, colse quindi in sostanza l’occasione di realizzare una versione ad alto budget e super tecnologica di Wacky Races. La gara con gli sgusci ad alta velocità che si svolge su Tatooine, dove Anakin (Jake Lloyd) vince la sua libertà, si colloca non a caso proprio al centro del film, dando la sensazione che tutto il suo sviluppo porti proprio a quel momento. Non soltanto, il preambolo è riempito di scene semi-comiche coi Gungan e con l’entourage di pupazzi e ragazzini amici di Anakin. In questa maniera George Lucas cerca di dire ciò che aveva già fatto in precedenza con la trilogia originale, ma in tono più elevato: si tratta di un’opera zeppa di momenti simpatici e di effetti speciali destinata ai bambini. Non dovete prenderla troppo seriamente. Limitatevi a divertirvi.

Come i vecchi fan dell’Ordine Jedi hanno a lungo desiderato vedere, il film del 1999 era tuttavia solo l’inizio della lunga lotta del regista per cambiare il loro punto di vista sui moraleggianti portatori della Forza. I Maestri iniziano proprio in quel momento ad approdare a quella valutazione discutibile che avrebbe condotto in ultimo alla loro caduta. Tutta la parabola si conclude con il recente Star Wars: Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi) di Rian Johnson, quando Luke Skywalker (Mark Hamill) demolisce letteralmente la loro dottrina sottolineandone tutti gli errori di cui era portatrice.

Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma wattoMolti dei vecchi fan sgranarono inoltre gli occhi davanti a due casi di scambio di identità: Padmé Amidala si traveste per sembrare la propria ancella, mentre Sidious e Palpatine sono chiaramente la stessa persona, aspetto immediatamente comprensibile specialmente per gli adulti che avevano una certa dimestichezza con l’Imperatore della prima trilogia. Tuttavia, ancora una volta, a George Lucas non importava. Era per lui una nuova introduzione alla saga per i più giovani ed era persuaso che avrebbero visto i vari Episodi seguendo l’ordine numerico piuttosto che cronologico.

Quindi, possiamo pur continuare a desiderare che il filmmaker avesse scelto l’originario e più oscuro copione, oppure che Ron Howard avesse risposto alla lusinghiera chiamata, o che Natalie Portman non fosse stata costretta a recitare in quel modo monocorde e misurato (necessario per la sottotrama incentrata sullo scambio di persona). Ma, come un detto popolare recita ‘Dei se e dei ma sono piene le fosse’.

Ora che La Minaccia Fantasma è arrivata al ventesimo anno di vita, forse è allora giunto finalmente il momento di smetterla di parlare i ciò che avrebbe potuto essere secondo ciascuno di noi. Forse, per comprendere davvero il valore e il ruolo storico di Episodio I, basta semplicemente mettere un bambino davanti al televisore e chiedergli cosa ne pensa.

Di seguito alcune clip ufficiali e il trailer italiano:

Fonte: M

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