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4/10 su 69 voti. Titolo originale: Rabid , uscita: 13-12-2019. Regista: Sylvia Soska.

Rabid | La recensione del film di Jen e Sylvia Soska

27/03/2021 recensione film di Marco Tedesco

Le due sorelle si cimentano con l'improbo rifacimento di un piccolo classico di David Cronenberg, 'omaggiandolo' nel peggiore dei modi

rabid film 2019 soska

Quando Jen e Sylvia Soska hanno fatto irruzione sulla scena horror nel 2009 con Dead Hooker in a Trunk, un film dal budget ridotto e totalmente indipendente, si sparse rapidamente all’interno della comunità di appassionati la voce che un paio di nuove ‘stelle’ del genere fossero nate in Canada. Tre anni dopo, le due dorelle hanno poi tenuto fede alle grandi attese con American Mary, riuscito mix di body horror e studio del personaggio, che le ha consolidate come registe da tenere d’occhio.

Purtroppo, però, quello che è venuto dopo ha lentamente – e inesorabilmente – eroso quelle aspettative. Dopo un discutibile accordo per realizzare film a marchio WWE, le Soska Sisters hanno infatti girato gli scadenti See No Evil 2 (2014) e Vendetta (2015), lasciando sbigottiti quanti avevano puntato sul loro talento. In ogni caso, nel 2019 le due filmmaker scelto di ritornare in qualche alle origini, con un azzardato remake di uno dei primi classici del connazionale David Cronenberg, confidando di ritrovare l’antico ‘tocco magico’ e così rilanciarsi sulle scene. Andare a scomodare Rabid – Sete di Sangue (1977) per rielaborarlo / aggiornalo per le nuove generazioni avrebbe potuto rivelarsi la mossa del completo suicidio artistico, e così in effetti è stato.

Rabid.jpgQuesta ‘reincarnazione’ è incentrata su Rose (Laura Vandervoort), una stilista in difficoltà che viene coinvolta in un brutto incidente che le deturpa il volto. Dopo essersi consultata con uno specialista in cellule staminali, la donna va sotto il bisturi e accetta di prendere parte a un nuovo trattamento radicale nella speranza di sentirsi di nuovo normale e rilanciare la sua carriera. Le cose vanno meglio di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Ma c’è un prezzo: un’insaziabile sete di sangue che non può controllare.

Un punto a favore di questo remake appare evidente fin dai primi minuti. Le sorelle Soska sono riuscite a catturare benissimo la sporcizia e lo squallore del film di David Cronenberg. Rabid sembra un horror direct-to-DVD a bassissimo budget. Per strano che possa suonare, le due sorelle riescono a usare questo apparente ‘problema’ a loro vantaggio. Le immagini sgranate e le scenografie misere, specialmente nel terzo atto, riescono nell’intento di rievocare adeguatamente le atmosfere dell’opera originale.

Detto questo, se la tavolozza cromatica old school può funzionare a suo favore, lo stesso non si può dire di molto altro. Quando la narrazione accelera e il caos inizia a prendere il sopravvento sull’azione, il gore e le trasformazioni corporee appaiono – quando va bene – ridicole: sembrano estremamente a buon mercato e minano alcuni dei momenti più tesi del film. Laddove Rabid – Sete di Sangue di David Cronenberg aveva saputo garantire una tesa esplorazione psicologica dell’infezione – senza praticamente fare affidamento su stravaganti effetti di make-up – la versione delle Soska Sisters si staglia più come un generico creature feature, peraltro di quelli che non sa neppure organizzare una carneficina come si deve.

Va detto che le sceneggiature non sono mai state il punto di forza delle Sorelle Soska e, in questo, Rabid non fa eccezione. Laura Vandervoort fa quello che può con i dialoghi che le mettono in bocca e offre l’unica interpretazione solida nel film. La recitazione è piuttosto debole, non avendo la forza di replicare sullo schermo la visione su carta delle registe. La cara amica Chelsea (Hanneke Talbot) è sorprendentemente sottoutilizzata e l’interesse amoroso, Brad (Ben Hollingsworth), precipita presto nei territori dell’estrema prevedibilità, senza contare che la progressione del personaggio non ci prova nemmeno a depistare lo spettatore in previsione della conclusione. Nel frattempo, lo specialista di cellule staminali, giustamente chiamato William Burroughs (Ted Atherton), è una sintesi di ogni cattivo visto in un’opera che tratti dell’imminente destino dell’umanità.

Persino il lottatore della WWE CM Punk fa un’apparizione completamente inutile in Rabid, che fa trasparire apertamente il coinvolgimento diretto dello studio e relativi accordi contrattuali a monte – una sensazione consolidata dal fatto che la sua prova è ben poco convincente. La verità è che ogni ruolo di supporto soffre di una recitazione terribile o di una scrittura tremenda.

rabid sete soska film remake Laura VandervoortPer quanto riguarda la sua struttura, man mano che incede Rabid sbraca completamente. Inizia come un interessante tuffo nelle profondità delle trasformazioni di un corpo umano e un esame della perdita di identità, ma si trasforma rapidamente in una sequela di shock e fiotti di sangue tesi a sospingere la sua trama da “è la fine del mondo, scappa per salvarti” che prende presto piede.

Infilandoci la storia incredibilmente sciocca e svogliata del supercriminale che chiude Rabid poi, è come se il thriller psicologico di David Cronenberg fosse stato dirottato da Robert Rodriguez in modalità Grindhouse, con le due metà del remake che falliscono nel già improbabile tentativo di compenetrarsi a dovere. Le scene semplicemente ‘accadono’ senza un vero senso di fluidità per i 110 minuti del film.

Se Rabid  fosse stato ridotto a 80-90 minuti complessivi, probabilmente la narrazione sarebbe stata più coerente e stabile. Allo stato attuale, invece, arranca verso una conclusione non sorprendente e pure insoddisfacente, essendo estremamente sconnessa da quanto visto prima.

In definitiva, Rabid entra a piè pari nell’elenco in costante aggiornamento delle delusioni ‘made in Soska Sisters’, un film da cui i fanatici di David Cronenberg dovrebbero stare lontani, non importa quanto siano curiosi. D’altra parte, sappiamo tutti cosa fece al gatto la curiosità …

Di seguito trovate il trailer internazionale del nuovo Rabid, distribuito in Italia direttamente su Amazon Prime Video: