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6/10 su 414 voti. Titolo originale: Creep 2 , uscita: 06-10-2017. Regista: Patrick Brice.

[recensione] Creep 2 di Patrick Brice

27/10/2017 recensione film di William Maga

Il seguito del found footage del 2014 vede l'ipnotico serial killer Mark Duplass alla prese con una confessione 'difficile' a una Desiree Akhavan all'altezza del pericoloso gioco

Il co-sceneggiatore e regista Patrick Brice (che ha anche interpretato Aaron in Creep nel 2014) e il co-sceneggiatore e protagonista Mark Duplass hanno immaginano per la saga di Creep una trilogia, pur tenendo ben presente che ogni film sarebbe stato quasi interamente improvvisato su uno script ridotto all’osso, fondamentalmente indicando soltanto le location e il tipo di azioni che ogni attore avrebbe dovuto compire in ogni scena (come ad esempio guidare una macchina mentre gira un video).

creep 2 posterIn Creep 2, il serial killer del primo film (interpretato sempre da Duplass, che qui adottato il nome Aaron al posto di Josef) ha appena compiuto 40 anni e ha perso la sua passione per l’omicidio. Ha ucciso 39 persone e ha girato un filmino di ciascun momento, ma sostanzialmente non ha fatto che realizzarne sempre lo stesso più e più volte. Vuole quindi fare qualcosa di diverso, come un documentario/intervista girato in POV e in tempo praticamente reale, senza stacchi (meglio non chiedersi mai chi si sia occupato del montaggio del ‘film’ che stiamo guardando, è un gioco che richiede molta complicità da parte dello spettatore), e qui entra in gioco Sara (Desiree Akhavan), aspirante regista e ideatrice di una serie web di scarsissimo successo per YouTube. La ragazza infatti esplora Craigslist per trovare gli annunci più bizzarri, incontrare chiunque li abbia pubblicati e poi condividere la sua storia, ma sembra che questi video non interessino a nessuno sulla rete. Quando conosce l’eccentrico Aaron però, la situazione cambia e Sara comprende presto che documentare la sua completa confessione potrebbe essere il propulsore pubblicitario che sta cercando, anche se sottovalutare quanto sia veramente pericoloso potrebbe essere un errore fatale.

Duplass ha in sè una goffaggine che lo fa apparire strano e singolare, ma anche incredibilmente genuino e affascinante, una caratteristica già lampante nel 2012 con Safety Not Guaranteed di Colin Trevorrow. L’attore continua a cavalcare quell’onda idiosincratica di peculiarità travolgente anche in Creep 2, espandendo però ulteriormente questo suo modo di essere. Le storie che Aaron racconta potrebbero sembrare forzate e incredibili (come dice chiaramente Sara, evidente riflesso del pubblico), ma possiedono un sottile alone di credibilità e la sua voce suona tanto sincera mentre parla della sua letale occupazione da rendere le sue confessioni sconcertantemente possibili. Questo comportamento è perfetto per uno stalker ossessivo che si fissa rapidamente su un obiettivo e non sa quando mollare la presa, descrivendo bene l’uomo con pochissime parole.

Il film gioca quindi naturalmente su quanto la ragazza percepisca di essere davvero in pericolo stando a così stretto contatto con un sedicente serial killer. Sta legittimamente cominciando a stargli simpatico o lei sta soltanto facendo finta, così da ottenere il materiale filmato di cui ha disperatamente bisogno? Aaron sarà in grado di sopprimere la voglia di uccidere Sara abbastanza a lungo da finire il documentario? E il documentario è davvero l’obiettivo finale dell’uomo? È interessante, perché Sara sembra avere molto in comune con Aaron e sembra molto più capace di prendersi cura di sé stessa di quanto Aaron (Brice) abbia fatto dal primo film. Entrambi stanno chiaramente inseguendo un obiettivo; Sara sta provando a girare un episodio del suo Encounters che non faccia schifo (parole sue), mentre Aaron è in cerca di un nuovo rinvigorente motivo per uccidere. C’è evidente chimica tra i due, ma la pellicola complica con cautela le cose tra loro in modo che un vero rapporto non abbia mai modo di sbocciare del tutto; questo è quello che succede quando scegliete un omicida seriale come trampolino per la vostra carriera …

creep 2 2017 filmCome si diceva, per proseguire nella visione – specialmente se non si conosce il capostipite – serve una gran dose di sospensione dell’incredulità, oppure in molti potrebbero probabilmente cambiare programma della serata già a pochi minuti dall’inizio di Creep 2, quando Aaron mette sul piatto con nonchalance (letteralmente e fisicamente …) le semplici regole del suo gioco non appena Sara varca la soglia della sua casa isolata. La stessa reporter/regista – voce e occhio metafilmico dello spettatore – è la prima a far notare quanto sia assurda la situazione, mentre parla direttamente alla telecamera / audience sottolineando quanto questa potrebbe essere da un lato una situazione pericolosa per la propria vita, ma decidendo in definitiva di rimanere perché dall’altro potrebbe diventare l’episodio di Encounters più epico di sempre. Una riflessione (?) già vista e un po’ superficiale sui limiti che ciascuno dovrebbe più o meno porsi davanti alla possibilità di far carriera o far successo sui social media parlando di argomenti che invece sarebbe meglio tacere, condannare o denunciare agli organi competenti invece che cavalcare voyeuristicamente. Oltretutto, Sara involontariamente risveglia col suo inaspettato modo di fare sfacciato e rischioso il lato di Aaron più oscuro e imprevedibile, visto che l’uomo vuole condividere pienamente con lei la propria eredità, senza specificare tuttavia esattamente quanto voglia spingersi lontano in questo.

Altro paletto da digerire è la quasi completa improvvisazione in scena. Senza scomodare Gaspar Noè, chi conosce i lavori di Joe Swanberg (Drinking Buddies, Win It All) saprà bene di cosa si sta parlando, ovvero sostanzialmente lasciare la mdp accesa sperando a un certo punto di catturare qualcosa di magico su pellicola. Lodevole intenzione, ma risultati quasi mai all’altezza dell’ambizione. Brice e Duplass potrebbero al contrario aver trovato il gioiello da incastonare nella corona dei film basati proprio sul flow del momento. Il comportamento del personaggio di Duplass è ammantato di fascino, un’innocenza onesta e terribile. Le sue azioni sono erratiche e non anticipabili, visto che un minuto sembra essere il tuo migliore amico e quello dopo sembra invece pronto a piantarti un’ascia nel cranio. In tale aspetto, il lungometraggio ricorda Behind the Mask – Vita di un serial killer: permettere a un cupo umorismo di sfociare in qualcosa che innegabilmente intrattiene e al contempo è profondamente inquietante. Creep 2 è il tipo di film che – se ne accettate le premesse – vi terrà sulle spine per la natura scomoda di ciò che racconta, ma non vi impedirà di distogliere lo sguardo perché il pensiero di perdere qualche dettaglio cruciale sarebbe altrettanto orribile di un serial killer che filma ogni sua uccisione.

Di seguito il trailer originale di Creep 2:

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