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Voto: 6/10 Titolo originale: Framed , uscita: 10-11-2017. Regista: Marc Martínez.

Framed | La recensione del film horror di Marc Martínez Jordán

23/04/2018 recensione film di Sabrina Crivelli

Il regista spagnolo esplora gli estremi limiti del sottogenere della home invasion e della spettacolarizzazione mediatica della violenza in un'apoteosi insostenibile di sangue e morte

Framed BIFFF 2018 - 3

Se di questi tempi lo slasher, soprattutto d’Oltreoceano, sembri serbare ben poche sorprese, di tanto in tanto spuntano nel sottobosco ultra-indie da festival di genere titoli decisamente scioccanti, e di conseguenza esaltanti, almeno per i cultori. Tra questi film, trascurati dalla critica benpensante e per lo più evitati dalla distribuzione perché troppo estremi, brilla dal recente Brussels International Fantastic Film Festival Framed dello spagnolo Marc Martínez Jordán (Los inocentes).

Il cuore del racconto è piuttosto convenzionale: Álex (Joe Manjón) è invitato a una festa in una villa isolata nel mezzo delle campagne da un gruppo di amici e porta con sé la sorella minore, Clàudia (Clàudia Pons), che insiste per andare con lui. Inizialmente tutto sembra normale, fino a che un gruppo di inquietanti individui riesce a irrompere in casa, dando il via a un crescendo di atrocità e di follia. Gli invasori, inoltre, riprendono ogni loro efferato gesto con il cellulare, in modo da diffonderlo in diretta sul proprio canale streaming, ad uso e consumo di un nutrito pubblico di spettatori, che vanno intrattenuti con una costante profusione di sangue e omicidi.

Il concept al centro di Framed non è quindi di certo inedito. Già Nerve (la nostra recensione) di Henry Joost e Ariel Schulman esplorava le infauste derive dello spasmodico desiderio di fama e della spettacolarizzazione della violenza, ma lo faceva con ben poco coraggio, risultando nel complesso un teen movie con lieto fine e qualche vacuo momento di tensione qua e là. Del tutto differente è il film di Marc Martínez Jordán, che è di certo meno patinato, ma più efficacie. Si tratta infatti di una pirotecnica home invasion, con una successione senza fine di torture e oscenità d’ogni genere, in cui ogni passaggio è presentato da un eccentrico e psicotico frontman dai capelli arancioni e dagli occhi fuori dalle orbite, alla costante ricerca di “intense emozioni” per il proprio audience. D’altra parte è una regola d’oro, soprattutto nei reality ancora tanto di moda di questi tempi, quella di tenere sempre alta l’attenzione degli spettatori o si annoieranno e cambieranno canale.

In che modo è possibile conseguire tale obiettivo? Ovviamente è necessario essere inventivi e ne è consapevole non solo il misterioso killer, una versione più verace e moderna del Joker incarnata da un ottimo Àlex Maruny, ma anche Marc Martínez Jordán, a cui si deve il soggetto originale e la sceneggiatura, scritta a quattro mani con Jaume Cuspinera. Consci, infatti, che ormai sia stato detto pressoché tutto nell’horror e dintorni, i due optano – per tenere legato alla poltrona chi guarda – di lasciare in secondo piano cliché vari e dialoghi tendenzialmente tediosi e di puntare tutto sull’effetto sorpresa e traumatico! Così, senza preoccuparsi della censura, Framed mette in scena immagini che riuscirebbero a lasciare stranito e disturbato anche il più assiduo frequentatore della cinematografia estrema.

Framed BIFFF 2018Si susseguono amputazioni di arti, lame impiantate nel cranio di sventurati, che peraltro rimangono in vita seppur menomati e seduti davanti a un televisore a godersi il programma, momenti di cannibalismo e auto-cannibalismo, il cui apice massimo è l’obbligare una delle vittime a un amplesso con un amico, per poi drogarla con una polvere non ben definita che la induce a squartarlo letteralmente durante l’atto … Il tutto è reso con ottimi effetti pratici che danno ancora maggior vividezza alle sequenze già di per sé agghiaccianti. La critica dei Social Media e della degenerazione dei mezzi di comunicazione di massa diviene quindi lo spunto per un raccapricciante viaggio, dal ritmo frenetico e dalla sanguinaria visionarietà. Tuttavia, non c’è spazio per lunghe parentesi meditative, né per eccessi di serietà, anzi, il tono propende allo scabrosamente grottesco, in cui le morti e le sevizie divengono tutte parte di un circo dell’orrore, che pur non avendo nulla di paranormale è del tutto surreale, quasi un universo parallelo e infernale.

Felice incrocio tra The Strangers di Bryan Bertino e A Serbian Film (Srpski Film) di Srđan Spasojević, Framed è allora indubbiamente destinato a un pubblico assai selezionato e inadatto a coloro che – nemmeno troppo – facilmente  si impressionano. Al contrario gli appassionati del gore e gli abitué delle maratone notturne non potranno che apprezzarlo!

Di seguito trovate il trailer ufficiale:

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