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6/10 su 1941 voti. Titolo originale: Honey, I Shrunk the Kids , uscita: 22-06-1989. Budget: $18,000,000. Regista: Joe Johnston.

Recensione story | Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi di Joe Johnston

07/12/2019 recensione film di William Maga

Nel 1989 la Disney portava nelle sale il film con Rick Moranis in versione scienziato sbadato, che sarebbe inaspettatamente diventato un clamoroso successo di pubblico

tesoro mi si sono ristretti i ragazzi film 1989

Puntando 18 milioni di dollari (poi ampiamente restituiti con gli interessi dal box office interazionale: ben 222 milioni complessivi gli incassi, oltre allo scettro di film in live-action più fruttuoso di tutti i tempi, mantenuto per 5 anni) sull’allora ‘debuttante’ Joe Johnston, veterano degli effetti speciali alla Industrial Light and Magic di George Lucas, la vecchia Walt Disney Pictures, dopo aver sperimentato altre morali e altri pubblici, nel 1989 tornava sui propri passi (per esempio quelli scanzonati del Fred MacMurray di Un professore tra le nuvole del 1961 ) e confezionava la commedia sci.fi Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (Honey, I shrunk the kids), un divertente film per ragazzi in cui, secondo una vecchia regola, è la vita di tutti i giorni a diventare un’angosciosa avventura.

Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (1989) posterTutto perché Wayne Szalinski, un bravo e sbadato paparino americano tipo Archimede Pitagorico (Rick Moranis), che ha la mania di fare il genio, lascia le sue invenzioni a portata di teenager in modo che un giorno i due suoi figli, Nick e Amy (Robert Oliveri e Amy O’Neill) e altri due rampolli della villetta accanto, complice una pallina da baseball, vengono miniaturizzati dal lampo di una macchina infernale e diventano piccoli come insetti. Il mondo resta quello che è, ma d’ora in poi per i ragazzi diventa decisamente più spaventoso: il mare d’erba del giardino è fatto di fili alti fino a 90 metri, si ritrovano a dormire in un pezzo del meccano, cavalcano una formica, si coprono con una foglia ma, tra un incubo e l’altro, trovano il tempo di scambiarsi anche qualche tenerezza. E dopo aver rischiato di essere calpestati a ogni piè sospinto, mentre il genitore li cerca nella spazzatura, i quattro microscopici americanini finiscono nella tazza del latte paterno (come vuole il complesso di Cronos …), a nuotare tra 16.000 galloni di latte artificiale, aggrappati a Cheerios di tre metri di diametro.

Piacevolmente preparato dagli sceneggiatori Ed Naha, Stuart Gordon e Brian Yuzna (con questi ultimi due che si erano già ritagliati un posto nel cuore dei fan del cinema horror con titoli quali Re-Animator, From Beyond e Dolls) per stupire i nostri sensi della proporzione, Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi, è – naturalmente – un prodotto adatto ai minori, ma divertente anche per i maggiori, che potranno fare ricche ricognizioni di memoria sullo stesso tema, dal Dr. Cyclops di Ernest B. Schoedsack del 1940 a Radiazioni BX: distruzione uomo del 1957, da Viaggio allucinante del 1966 al di poco precedente Salto nel buio di Joe Dante (lì il set era addirittura l’interno del corpo umano), dal capostipite del filone La bambola del diavolo di Todd Browning del 1936 a The Incredible Shrinking Woman con Lily Tomlin del 1981.

Il regista Joe Johnston – che di lì a un paio d’anni sarebbe tornato dietro alla mdp, con minore successo, per Le avventure di Rocketeer – è tecnicamente abile nel rendere terrificante lo scenario casalingo della giornata tipo di Los Angeles con merenda, sport e TV, mediante gli accorgimenti della poetica del trucco, di fronte alla quale la psicologia occupa un piccolo posto e la banalità degli eventi reclama la sua parte, com’è da sempre regola nei pop-corn movie di Hollywood. I giovani protagonisti sono piuttosto tipici, pronti per le platee di coetanei della domenica, e Rick Moranis (che rimpiazzò l’inizialmente corteggiato Chevy Chase), alfiere del demenziale al cinema con successi Balle Spaziali e Ghostbusters, completa adeguatamente la caratterizzazione dello svitato tecnologicamente avanzato.

rick moranis Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (1989)Curiosamente accarezzato dal tema di Amarcord riarrangiato in stile George Gershwin, Tesoro, mi si seno astretti i ragazzi diverte e avvince, soprattutto dove il senso di minaccia spielberghiano si scioglie nel ritratto satirico di questa middle class americana in bilico tra promozione sociale e avventura di frontiera. Efficaci gli effetti speciali alla Ray Harryhausen (specie la formicona che difende i piccoli dallo scorpione) e le mega scenografie (oltre un mese di lavoro per costruirle) nelle quali i quattro ragazzi, cambiando il punto di vista sulle cose, si muovono con l’aria di chi deve imparare a vivere.

Vale la pena di ricordare che al momento dell’uscita nelle sale italiane (e come il poster qui sopra mostra bene), prima dell’inizio di Tesoro, mi si seno astretti i ragazzi venne inserito – a mo’ di appetitoso antipasto – Una grossa in digestione (Tummy trouble), cortometraggio animato (la Disney non ne produceva da ben 25 anni) con Roger Rabbit, Baby Herman e la sensuale Jessica che ricordava le gloriose disavventure di Pippo e Paperino tra selve di siringhe ‘in arrivo’, pavimenti che crollano e laser che sparano da soli (i maligni ritengono che il successo incredibile del film sia sostanzialmente dovuto ai bambini che volevano vedere nuove avventure del coniglio in salopette dopo quelle del lungometraggio di Robert Zemeckis del 1988 …). Qui, il tenero Roger doveva far da balia al pestifero neonato, che ingoiava sonaglietti a getto continuo finendo cosi in ospedale. Interessante, anche se il momento migliore è l’epilogo, con Baby Herman che recupera il tipico sigarone e la voce da duro mentre si sbaracca lo studio e i tecnici in carne e ossa spengono le luci.

Di seguito il trailer internazionale di Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi:

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