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7/10 su 573 voti. Titolo originale: Zelig , uscita: 15-07-1983. Regista: Woody Allen.

Riflessione | Zelig di Woody Allen: un mockumentary ante litteram che blasta il conformismo

04/01/2021 recensione film di William Maga

Nel 1983 il regista e attore tornava sulle scene con un film satirico in bianco e nero incentrato su un 'uomo camaleonte'

zelig film allen 1983

Leonard Zelig. Chi e costui? È il protagonista dell’omonimo film di Woody Allen distribuito nel 1983 che riportava il regista-attore americano ai trionfi dei primi anni di carriera. Ma ZELIG non è solamente il nome di un personaggio. È anche una straordinaria cavalcata, condotta da Woody Allen in persona, assistito da alcuni dei migliori talenti del cinema americano dell’epoca, attraverso la storia del XX secolo, i suoi, miti, le sue nevrosi.

zelig film poster 1983E dunque poco importa sapere, se l’uomo Leonard Zelig è davvero esistito o se invece l’ha creato la fantasia di Woody Allen. La ricerca appassiona lo spettatore, tenendolo col fiato sospeso per l’intera durata di questo mockumentary ante litteram girato in bianco e nero. Al termine, egli potrà dire soltanto, come Woody Allen stesso disse della sua creatura, che “se Zelig davvero fosse esistito in qualche parte del mondo, sarebbe stato certamente lusingato dall’amore e dall’attenzione ricevuti negli ultimi due anni e mezzo”.

Due anni e mezzo. Tanto è infatti occorso a Woody Alien per girare, montare e finire il film, trasformandolo nella sua opera forse più spiazzante e satirica (costato circa 10 milioni di dollari, ne incassò meno di 12 negli Stati Uniti). Un’operazione di appena 79 minuti di durata che ha per protagonista un personaggio, Leonard Zelig appunto (interpretato naturalmente da Woody Allen), di cui si trovano addirittura tracce nelle interviste ad autorevoli testimoni del tempo: la scrittrice Susan Sontag, lo psichiatra Bruno Bettelheim, il critico letterario Irving Howe, il poeta Saul Bellow ed altri.

Ma cosa aveva Leonard Zelig di cosi peculiare da attrarre la curiosità di costoro? Semplice. Zelig era un ‘uomo camaleonte’, un tizio tanto insicuro di sé da assumere ad ogni incontro la personalità dell’interlocutore. Braccato dalla stampa sensazionalista, Zelig diventa in fretta una celebrità nell’America degli anni ’20 che scopre i mass-media: eccolo allora democratico accanto ai democratici, cinese coi cinesi, nazista vicino ai nazisti. Un mostro degno dell’attenzione più appassionata, non solo da parte del popolo assetato di meraviglie, ma anche dei nuovi ‘dottori dell’anima’, gli psicanalisti. Nel film, Leonard Zelig compie, con stralunata comicità irresistibile, tra fotomontaggi impossibili e orecchiabili motivetti al grammofono, tutte le metamorfosi possibili ad un uomo del suo tempo, che è un breve periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale.

Zelig – la cui patologia unica viene ‘studiata’ con affetto dalla Dott.ssa Eudora Nesbitt Fletcher (Mia Farrow) – non si trasforma per talento o per guadagnarsi da vivere, come faceva il grande Leopoldo Fregoli. Piuttosto, compie queste operazioni di mimesi per vivere, per conquistare un’identità negata, per farsi amare. Zelig, insomma, è il paradosso della normalità cui tutti siamo condannati: quella del conformismo, della società di massa, dell’ordinata disperazione. Woody Allen, però, non lascia lo spettatore senza speranza. Alla fine anche Zelig riuscirà a trovare se stesso, a identificarsi in qualcosa, in qualcuno. Per arrivarci, dovrà sfidare l’esercito di Adolf Hitler e sorvolare l’Atlantico a testa in giù. Ma ci riuscirà, grazie a una ricetta elementare e verissima, quella che ognuno di noi conserva in tasca, forse senza saperlo …

mia farrow zelig filmAcclamatissimo al momento dell’uscita dai mostri sacri della critica statunitense, che pure avevano condannato i precedenti due film di Woody Allen (Stardust Memories e Una commedia sexy in una notte di mezza estate), ZELIG approdò al Festival di Venezia, naturalmente fuori concorso, perché il regista non ama(va) la competizione. Anche la stampa nostrana si dimostrò entusiasta, come dimostrano titoli del calibro di ‘Zelig – Trasformismi di genio’, ‘Woody Allen camaleonte cambia faccia alla Mostra del Cinema’ e ‘Zelig e la genialità di Allen’.

Il viaggio grottesco e tormentoso di Leonard Zelig / Woody Allen attraverso i ‘tempi moderni’ è fatto per appassionare il pubblico, anzi gli individui che messi insieme formano il pubblico; ognuno di noi troverà nel protagonista un pezzo di sé stesso. Di ciò che è stato, o di ciò che la vita lo costringe ad essere. Certo, siamo sempre in una ‘zona particolare’, dove umorismo e ironia personalissimi sconfinano inesorabilmente nell’astrazione e nel gioco parossistico, ma è comunque e sempre gratificante sentirsi così partecipi di questa ‘festa’ dell’intelligenza. Per tragica che sia la nostra esistenza, è sempre meglio pigliarla con filosofica arguzia che angosciarsi inconsolabilmente.

Di seguito una scena di Zelig: