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Titolo originale: Slaughterhouse Rulez , uscita: 31-10-2018. Regista: Crispian Mills.

Slaughterhouse Rulez: la recensione della horror comedy con Simon Pegg e Nick Frost

22/03/2019 recensione film di Sabrina Crivelli

A 6 anni dall'esordio, il londinese Crispian Mills torna dietro alla mdp per un film grottesco e dal cast eccezionale (ci sono anche Margot Robbie e Michael Sheen), che abilmente unisce satira, mostri e gore

Slaughterhouse Rulez (2018) - 2

Molto british e piuttosto low-budget (5 milioni di sterline di budget), Slaughterhouse Rulez del cantante londinese – ora regista – Crispian Mills, unisce una comicità satirica a tratti irriverente a un una buona dose di horror verace, realizzato con non troppi mezzi, ma molta fantasia.

Slaughterhouse Rulez posterIl film prende il nome da un collegio assai blasonato e dalla lunga tradizione, lo Slaughterhouse per l’appunto. Tra le sue mure vige una gerarchia sociale ferrea e un’educazione di tipo ‘militare’, con tanto di esercitazioni armate con fucile e un’élite dominante, appellata con magniloquenti epiteti ispirati all’antica Grecia, che vigila col pugno di ferro sugli altri studenti.

Willoughby Blake (Asa Butterfield) è un novellino dalle origini palesemente non aristocratiche, ma dal cipiglio volitivo, appena trasferitosi nella struttura e ovviamente – secondo convenzione – viene preso di mira da un gruppo di nobilastri bulli che amano misurarsi in scontri armati e corpo a corpo.

Come intuibile, le premesse di Slaughterhouse Rulez sono già di per sé paradossali, lo stile con cui il tutto è descritto grottesco, intriso di quel succoso e cinico black humor inglese. Eppure, il meglio non è ancora arrivato: il preside (Michael Sheen), per arrotondare e sistemare il bilancio disastrato della scuola, decide di dare in concessione un lotto del grande parco circostante a una losca società di trivellazione e nell’operazione vengono risvegliate antiche e pericolose creature imprigionate da secoli.

Slaughterhouse Rulez è un mix esplosivo di comicità e gore. Prendete un’ambientazione alla Se… (If…) di Lindsay Anderson, con tanto di confraternite, riti d’iniziazione e vessazioni varie dei più sventurati e viratela al farsesco. Aggiungete alla ricetta l’eccellente epicentro comico costituito da un insegnante frustrato (Simon Pegg), la cui avvenente fidanzata è un medico sul campo (Margot Robbie) che cura i bambini nei territori di guerra e amoreggia senza nasconderlo troppo con un avvenente collega.

Slaughterhouse Rulez (2018) simon peggPoi addizionate l’incarnazione del capitalismo mefistofelico: un’inquietante e gigantesca trivella che emette inquietanti fumi verdastri (realizzati con effetti visivi decisamente posticci ma spassosi), chiaramente tossici e nocivi.

Dopodiché, c’è l’assurda comune ambientalista guidata da Woody, un uomo di mezza età e naif (Nick Frost), che manifesta nell’istituto davanti a un gruppo di studenti perplessi e che campeggia a pochi passi dal grosso buco artificiale fumando tranquillamente marijuana e vendendo droghe.

Infine, sigillate il tutto con l’assalto imprevisto – anche se un po’ in là nella visione – di enormi creature draghiformi affamate, che fanno a brandelli chiunque incontrino sulla loro strada senza troppi complimenti (e non sono risparmiati profusione di sangue e interiora nel mentre).

Ovvio, Slaughterhouse Rulez non è di uno di quegli horror patinati, dagli effetti speciali studiatissimi e dal budget ‘importante’, alla The Conjuring per intendersi. Siamo più davanti a un prodotto indipendente e para-artigianale, dal cast superbo va detto, in cui gli effetti speciali per le esplosioni o la nebbiolina verdastra risultano all’occhio piuttosto posticci e i mostri dei ‘semplici’ grossi vermoni / talponi striscianti e voraci, anche se piuttosto concreti.

Non aspettatevi quindi l’estetica raffinata e rifinita di un blockbuster medio americano, ma certo questa possibile ‘mancanza’ (vagamente riecheggiante lo stile di Ash vs. Evil Dead) viene compensata da battute argute e dissacranti su tutto e tutti, da personaggi pittoreschi e non banali e da un senso dell’umorismo spinto e volgare che non soccombe alla censura vigente (difatti gli è stato affibbiato l’R-Rating). E, di sicuro, in pochi altri film assisterete a un baccanale coi tipici studenti vestiti da antichi greci che amoreggiano nottetempo in un campo, che si conclude letteralmente in un fiume di sangue.

SLAUGHTERHOUSE RULEZ filmIn definitiva, Crispian Mills – autore anche della sceneggiatura con Henry Fitzherbert – torna, probabilmente memore della seminale ‘trilogia del Cornetto‘ di Edgar Wright, a fondere con una certa abilità terrore e ridicolo, riconfermando di avere una verve non indifferente dopo il debutto dietro alla macchina da presa nel 2012 con A Fantastic Fear of Everything (co-diretto con Chris Hopewell) e tornando a lavorare in maniera più che fruttuosa con Simon Pegg.

Con Slaughterhouse Rulez, il regista britannico ci dimostra inoltre – aiutato evidentemente dai nomi messi sul piatto, ottimo traino pubblicitario senza dubbio – che non servono infinite risorse per ottenere ottimi risultati artistici e commerciali, come hanno dimostrato gli incassi (ben 51 milioni di dollari nel mondo). Originalità, estro creativo e un copione promettente sono dunque sufficienti a fare un buon film dell’orrore? Noi crediamo di sì, ma è comunque sempre una questione di gusti (e di aspettative).

In attesa di capire se un giorno o l’altro arriverà anche in Italia, di seguito trovate il trailer ufficiale di Slaughterhouse Rulez, da gustare assolutamente in lingua originale per poterne apprezzare appieno il potenziale comico:

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