Home » Cinema » Horror & Thriller » The Mortuary Collection | Recensione del film horror antologico di Ryan Spindell (PIFFF 2019)

Voto: 6/10 Titolo originale: The Mortuary Collection , uscita: 25-09-2020. Regista: Ryan Spindell.

The Mortuary Collection | Recensione del film horror antologico di Ryan Spindell (PIFFF 2019)

16/12/2019 recensione film di Sabrina Crivelli

Il regista esordisce dietro alla mdp con 4 storie che giocano con gli stereotipi del terrore, in un mix di spensierato gore e dark humor

the mortuary collection film 2019

Le antologie horror sono davvero intramontabili. Passano gli anni, cambiano le generazioni, ma questa rimane una delle poche certezze per gli amanti della cinematografia del terrore. E come non apprezzare una collezione di brevi storie raccapriccianti unite dalla macabra cornice di un obitorio fuori dal tempo? Non potevamo dunque che essere stuzzicati quando siamo entrati in sala per l’anteprima europea di The Mortuary Collection, presentato al Paris International Fantastic Film Festival.

Scritto e diretto dall’esordiente Ryan Spindell, il film combina un’ambientazione suggestiva e piuttosto inquietante, una buona dose di gore e una serie di racconti brevi fantasiosi, grotteschi e pervasi di dark humor. E non bisogna certo dimenticare un protagonista da brividi, doveroso in questo particolare sottogenere: il sinistro impresario delle pompe funebri interpretato da Clancy Brown (Starship Troopers), che ricorda non poco nell’aspetto il Tall Man della saga di Phantasm (il compianto Angus Scrimm). Tuttavia, guardando ai singoli segmenti, il risultato complessivo non è poi così esaltante, ma certo più che discreto per un’opera prima.

The Mortuary Collection film posterLa storia si dipana su più piani, facendo un uso astuto della cornice principale, quella che vede protagonista il singolare Montgomery Dark (Brown), che vive solitario in un’antica villa isolata, dedito a gestire una camera mortuaria e ad accompagnare i suoi ‘clienti’ nel loro ultimo viaggio. Un giorno, dopo aver ufficiato una cerimonia funebre, s’imbatte in una giovane sconosciuta, Sam (Caitlin Custer), che all’apparenza si vuole candidare per il posto di assistente, da tempo vacante. Dopo un breve colloquio, la ragazza, incuriosita dal macabro interlocutore, gli chiede di narrarle qualcuna delle storie che hanno portato alla improvvisa e spesso traumatica scomparsa degli ‘ospiti’ della sua magione.

Grazie a questo escamotage, prendono così vita uno dopo l’altro quattro cortometraggi casuali, ciascuno ‘autonomo’ (se non per la misteriosa presenza di un Dottor, interpretato da Mike C. Nelson, che compare sempre) e diviso in tre atti distinti, imperniato sua una morte anomala di cui il becchino serba il ricordo e che ha addirittura annotato in voluminosi tomi che ha poi raccolto in una libreria. Partendo dagli anni ’50 per arrivare fino agli anni ’80 (molto interessanti le ricostruzioni d’epoca per ciascuno), in The Mortuary Collection si susseguono dunque l’incontro letale di un’avvenente ladra con un mostro proveniente da un’altra dimensione, la punizione esemplare – e paradossale – di uno studente don giovanni e le vicissitudini a cui va incontro un marito disperato che si trova a patire le conseguenze di una scelta molto difficile. In ultimo, chiude il quadro la vicenda del ‘Killer delle Babysitter’, una scanzonata parentesi metacinematografica che ribalta i cardini delle dinamiche dello slasher con piglio ironico.

Va sottolineato che, come ben saprà chi è pratico di antologie horror – non ultimo il recente Scary Stories to Tell in the Dark di André Ovredal (la recensione) – il livello dei diversi capitoli che compongono anche The Mortuary Collection è altalenante, e non tutti sono ugualmente validi. Se particolarmente riuscita è la cornice e l’idea di un incedere sempre più angosciante, soprattutto grazie alla sibillina interpretazione del 60enne Clancy Brown, perfettamente calato nei panni del bizzarro e oscuro padrone di casa, non si può dire lo stesso del resto della composizione.

A volte si tratta solo di una breve incursione in situazioni assurde (nella fattispecie il primo episodio), oppure di reinterpretazioni di situazioni già ampiamente parte dell’immaginario horror, prive quindi di particolare fantasia nel concept o di approfondimento nella trama per colpa del minutaggio risicato. In generale, la brevità e modesta varietà che contraddistingue il sottogenere affligge almeno, in parte, il film di Ryan Spindell, che costruisce aneddoti stimolanti ma perlopiù incompleti, purtroppo solo vagamente coinvolgenti o spaventosi (anche a causa di un probabile PG-13 che lo rende sostanzialmente un blando prodotto televisivo quasi per tutti).

the mortuary collection filmThe Mortuary Collection, evidentemente debitori del seminale capostipite Creepshow di George A. Romero e della serie Ai Confini della Realtà, è allora ‘soltanto’ un sentito omaggio al sottogenere dell’horror antologico, di cui rispecchia pregi e difetti. Nulla si può dire sulla messa in scena, sugli effetti speciali (molti dei quali artigianali) o sulla coerenza dell’insieme.

Dai tentacoli lovcraftiani che fuoriescono da un luogo impensabile, a esplosioni vere e proprie di sangue, passando per accoltellamenti, cadaveri fatti a pezzi e violenti scontri corpo a corpo, non mancano i dettagli succosi per gli estimatori. Inoltre, l’ironia con cui vengono tratteggiati fatti decisamente scabrosi e alcuni colpi di scena (il karma pare funzionare per contrappunto, questa la possibile morale delle storie narrate …) fanno più volte sorridere.

In definitiva, The Mortuary Collection, tra alti e bassi, costituisce un piacevole intrattenimento – forse ambizioso – senza grandi pretese, che intende più giocare con gli stereotipi e le convenzioni del cinema horror che non proporre qualcosa di veramente unico o terrificante. E in questo si può dire che abbia successo.

In attesa di capire quando sarà distribuito nei cinema e / o in Digital HD, di seguito trovate intanto il teaser trailer internazionale di The Mortuary Collection:

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