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Kurt Russell nel 1999: “Sogno un film con Jena Plissken e Mad Max” | Tra le pieghe del tempo

04/07/2019 news di Redazione Il Cineocchio

In una lettera 'a cuore aperto', l'attore esprimeva la sua gratitudine verso John Carpenter e l'amatissimo personaggio interpretato in due film, augurandosi il clamoroso crossover

kurt russell 1997 fuga da new york set

Non si fa certo una ‘sparata’ affermando che Kurt Vogel Russell debba la sua popolarità e fortuna ai film da protagonista interpretati sotto l’attenta guida di John Carpenter nel corso degli anni ’80. Nel giro di soli cinque anni infatti, l’attore di Springfield inanellò 1997: Fuga da New York (Escape from New York), La Cosa (The Thing) e Grosso guaio a Chinatown (Big Trouble in Little China), tre opere tutte a loro modo straordinarie e indimenticabili, sebbene scarsamente comprese all’epoca.

In ogni caso, tre anni dopo aver rivestito l’iconica benda dell’antieroe Jena / Snake Plissken in Fuga da Los Angeles (John Carpenter’s Escape from L.A.), in una sorta di ‘lettera aperta’ del 1999, comparsa sulle pagine del quotidiano L’Unità, Kurt Russell – allora 48enne – raccontava con trasporto il suo rapporto col regista e soprattutto con il personaggio che gli ha regalato fama imperitura presso i fan.

jena-plissken-1997-fuga-da-new-yorkCominciava così, descrivendo perché Jena Plissken era una figura per lui tanto affascinante:

Siamo franchi, Jena è un personaggio molto affascinante. È il tipo che non darebbe mai una caramella a un bambino. Qualunque cosa sia che lo ha rovinato in Siberia, è ridotto a una conchiglia vuota. Il suo è un atteggiamento ultra-punk. Alienazione totale. Un incubo per qualsiasi psichiatra. Ci sono cose di Jena Plissken che tutti noi abbiamo provato: le sue angosce, i suoi desideri, le sue paure. Ma quando avanza per la strada, Plissken è «in controllo». Un’isola, completamente solo. Mi piace molto. Adoro il ruolo di Jena Plissken. Mi sono molto divertito a interpretarlo. Incarna un concetto di eroe che mi attrae: avevo assistito a una parte delle riprese di «Mad Max», anni fa, e ne avevo parlato entusiasticamente a John Carpenter. Mi piacerebbe moltissimo che Jena e Mad Max fossero in un film insieme. Sarebbe una coppia magnifica. Max Rockatansky sarebbe alle prese con tutti i suoi problema e Jena sarebbe semplicemente «cattivo». Gradualmente, finirebbero col formare una sorta di alleanza per sopravvivere. Non so se prima di Jena ci siano stati altri personaggi come lui. Credo che il pubblico stia dalla sua parte perché sta cercando di ottenere qualcosa. Ma non credo che conquisterà uno spazio nel cuore del pubblico, come ad esempio poteva fare John Wayne in «Sentieri selvaggi». È una persona molto fredda, ma secondo me anche sensibile. Vive in una società ancora più fredda, oltre che immaginaria.

fuga da los angeles kurt russell jena plisskenRipensando a 1997: Fuga da New York, Kurt Russell ricordava:

Quando dovevamo girare «Fuga da New York», la Avco-Embassy (la società di produzione, ndr) non mi voleva nel film. Era John Carpenter a volermi. Loro avevano scelto Charles Bronson. John disse: «No, voglio uno Jena Plissken più giovane». Ha combattuto per darmi il ruolo e c’è riuscito. Poi la Embassy ci ha fatto girare un inizio che avrebbe dovuto spiegare perché Jena era fatto così. John scrisse una scena in cui Jena viene catturato mentre ruba carte di credito. Poi sale su un treno transcontinentale superveloce, le dà a un amico e dice: «Congratulazioni, sei miliardario!». Quella era la prima battuta del film. Quando scendono dal treno c’è la polizia ad aspettarli. Jena riesce a fuggire, ma i poliziotti abbattono senza ragione il suo amico. Mentre Jena torna indietro per cercare di aiutarlo, viene catturato. Così il pubblico sapeva che era buono. Quando abbiamo tagliato quella scena nella versione finale del film, Jena è diventato un enigma totale: non aveva più nessun valore di redenzione sociale.

Kurt Russell, Richard Masur e Donald Moffat in La Cosa (1982)Parlando invece di Fuga da Los Angeles, uscito nei cinema nel 1997, l’attore ricordava:

È stato facile, per «Fuga da Los Angeles», rientrare nei suoi panni. Avevo il giusto stato d’animo, anche perché avevo passato otto mesi con il personaggio mentre scrivevamo il film. In realtà, quando lo studio aveva letto la sceneggiatura si era lamentato perché non c’era sufficiente umanità. Jena Plissken era un anarchico irriducibile. «Ma avete visto il primo film?», gli ho chiesto. Mi hanno risposto che eravamo in un’era diversa. Così abbiamo iniziato a discutere su come dare a Jena una «causa». Dopo qualche mese, John mi ha guardato e ha esclamato: «Sai cosa direbbe Jena di tutto questo?». È stato così che siamo arrivati a quello che è il finale del film. L’ho scritto, e ho detto a John e a Debra Hill che pensavo che quella reazione sarebbe stata fedele al personaggio. John fu d’accordo: «È esattamente quello che farebbe Jena». Senza dubbio, John è il regista più importante della mia carriera.

Kurt Russell chiudeva così il suo elogio all’amico regista:

Se non avessi avuto John Carpenter a dirigermi in «Elvis – Il re del rock», tutto sarebbe stato molto difficile e non avremmo ottenuto gli stessi risultati. Se John non avesse lottato per me, «1997: Fuga da New York» non ci sarebbe stato. E poi mi ha lasciato interpretare Jena come volevo. Se non avessi fatto «La Cosa» non avrei mai potuto provare che ero un attore in grado di interpretare dei personaggi e, al tempo stesso, l’eroe di film d’azione. E non avrei mai accettato «Fuga da Los Angeles» se non ci fosse stato di nuovo John Carpenter a dirigerlo.

Come sappiamo, sfortunatamente Kurt Russell e John Carpenter non hanno più avuto occasioni per collaborare, così come non si è mai parlato concretamente di un clamoroso film crossover che vedesse protagonisti Jena Plissken e il Mad Max di Mel Gibson.

Di seguito la clip con la clamorosa scena finale di Fuga da Los Angeles:

Fonte: L'Unità